domenica 31 gennaio 2010

I Volti della Memoria. Le fotografie degli ebrei deportati dall’Italia


" “I Volti della Memoria” è un progetto della Fondazione CDEC che ha per scopo la raccolta e la pubblicazione delle fotografie delle vittime della Shoah in Italia.
Il progetto ha preso avvio in occasione del 27 gennaio 2010 con la pubblicazione, sul sito della Fondazione CDEC, delle fotografie del Fondo Massimo Adolfo Vitale.
Nei mesi a venire la banca-dati già on line verrà integrata con nuove foto".

Lo scopo dell'iniziativa è "di mantenere viva la memoria e di riuscire, con l’aiuto di tutti, a ridare quanti più volti possibile agli oltre 8000 ebrei vittime della Shoah in Italia. "

sabato 30 gennaio 2010

Uomini in guerra sulla Linea Gotica


Uomini in guerra sulla Linea Gotica e' un interessante sito, che offre materiali didattici e proposte educative in piu' lingue: italiano, inglese e francese.
Uno dei curatori, Massimo Turchi, aggiorna un blog omonimo, ricchissimo di notizie sulla seconda guerra mondiale e sulle stragi nazifascite, con uno sguardo critico alle problematiche della memoria e della crescita delle giovani generazioni.
Si tratta davvero di un eccellente blog, che docenti di storia e studenti dovrebbero visitare!

venerdì 29 gennaio 2010

giovedì 28 gennaio 2010

Fratelli d'Italia?


"Il film Fratelli d’Italia? è il cuore di un progetto didattico nato con un grande obiettivo: consentire ai giovani di apprendere le vicende storiche che coinvolsero gli ebrei italiani – dalle leggi razziali firmate del 1938 fino alla persecuzione e allo sterminio del 1943/45 non solo dalla viva voce dei protagonisti della Shoah, ma anche da quella dei loro figli, nipoti, famigliari.

Gli insegnanti sono invitati a partecipare a questo lavoro per contribuire a creare dei cittadini consapevoli e attivi, capaci di lottare contro l’indifferenza e il razzismo."

Binario 21


Il 30 gennaio 1944 dal binario 21 della Stazione Centrale di Milano 600 cittadini italiani di religione ebraica venivano caricati su vagoni bestiame. Partivano per ignota destinazione. Fu un viaggio di 7 giorni passati tra sofferenza e ansia. All’arrivo ad Auschwitz, il 6 febbraio, circa 500 trovarono la morte.

Dal binario 21 era già partito un convoglio con quasi 250 deportati il 6 dicembre del 1943; ne sarebbero partiti altri fino a maggio del 1944.

Il 26 gennaio 2010, con una cerimonia ufficiale alla Stazione Centrale di Milano, e' stata posta la posa della prima pietra del Memoriale della Shoah.

Visita il sito www.binario21.

Binario 21 e' il titolo del cortometraggio di Dario Picciau e Roberto Malini in cui si raccontano le fasi iniziali della vicenda umana di Liliana Segre.

mercoledì 27 gennaio 2010

Ebraismo e letteratura italiana


In occasione del giorno della memoria, quest'anno vorrei suggerire la lettura di un bel libro, apparso nel 2008 negli Stati Uniti e intitolato Writing as Freedom, Writing as Testimony: Four Italian Writers and Judaism. L'autore, Sergio Parussa, esplora l'opera di quattro scrittori italiani del Novecento da un punto di visto nuovo e stimolante: il rapporto tra ebraismo e scrittura, giungendo a considerazioni molto interessanti e innovative.

Come ha brillantemente scritto Rebecca West in una recensione al volume, apparsa su "Choice" nel luglio 2009, "sebbene ciascuno di questi autori - Umberto Saba, Natalia Ginzburg, Giorgio Bassani e Primo Levi - abbia ricevuto un'attenzione critica seria ed esaustiva, essi non sono stati studiati insieme come esempi della conferma della differenza e della rilevanza della tradizione ebraica per la cultura italiana in generale" ["Although each of these writers--Umberto Saba, Natalia Ginzburg, Giorgio Bassani, and Primo Levi--has received serious and extensive critical attention, they have not been studied together as examples of how the retrieval of shared Jewish experiences through personal memories functions ultimately as an instrument of the validation of difference and the relevance of Jewish traditions to Italian culture overall."]

Una recente intervista, in inglese, a cura di Alessandro Cassin, e' stata pubblicata sul sito del Primo Levi Center di New York.

Materiali di approfondimento:
* Argon. Primo Levi e il mondo ebraico dal sito del Centro Primo Levi di Torino
* Saba e il mondo ebraico in Carlo Levi, Prima e dopo le parole. Scritti e discorsi sulla letteratura, a cura di Gigliola De Donato e Rosalba Galvagno, Roma, Donzelli, 2001, pp. 191-205 [Googlebooks]

martedì 26 gennaio 2010

Il lager di Bolzano



“Il campo di Bolzano così come era” e' un video realizzato dall'ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati nei lager nazisti) di Milano e dell’Umbria e a cura di Olga Lucchi (segretaria ANED Umbria), con la collaborazione della Casa di Reclusione di Maiano di Spoleto e dell’Istituto di Istruzione Superiore Pontano Sansi – L. Leonardi.

"la Repubblica" offre due animazioni 3D:
- il campo;
- le baracche.

Informazioni sul campo, testimonianze e approfondimenti sul sito dell'ANED.

La Shoah in Italia

Uno speciale interattivo de "L'espresso" , a cura di Elena de Stabile, Paola Cipriani, Raffaele Aloia, Elisabetta De Angelis e Stefano Occhibelli, presenta mappe dei campi, cronologia dei rastrellamenti e delle deportazioni e informazioni sui "treni della morte".

Dossier sui lager


Il sito ufficiale della Fondazione Memoria della Deportazione e dell'ANED - Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti, nella sezione "Area didattica", presenta un dossier sui lager, rivolto a docenti e studenti.

Si compone di 42 pagine ed e' cosi' articolato:
Totalitarismo, deportazione e Lager, di Rita Innocenti pag. 3
Il fascismo e la deportazione italiana, di Miuccia Gigante pag. 10
Il sistema concentrazionario, di Giovanna Massariello pag. 16
Schede relative ai campi, di Miuccia Gigante pag. 21
Glossario pag. 32
Bibliografia pag. 39

Molto efficace anche la sezione "I lager"

lunedì 25 gennaio 2010

De/Portees di Jack Sal


De/Portees e' una videoproiezione multi screen in memoria degli Italiani deportati, realizzata dall'artista Jack Sal.

Sara' in mostra dal 27 gennaio al 26 febbraio 2010 presso l'Istituto Italiano di Cultura di New York e dal 7 al 30 aprile 2010 alla Casa della Memoria e della Storia di Roma.

" Utilizzando due video/computer proiettori e un video schermo, De/Portees usa come contenuti i luoghi geografici dei campi italiani impiegati per la detenzione, la prigionia e i punti di trasferimento ai campi di concentramento nazisti, dislocati sui territori occupati dai tedeschi.

A parte il campo più conosciuto, a Fossoli-Carpi (Emilia Romagna), centinaia di altri luoghi furono usati come parte di una catena all’interno del meccanismo di raccogliere, arrestare e deportare cittadini italiani e non, e mandarli al loro destino.

Projection #1: una lista, creata graficamente con il computer, dei luoghi dei campi in tutto il territorio italiano, in cui viene usato un carattere di colore giallo su fondo nero.

Projection #2: una lista, creata graficamente con il computer, delle città e dei villaggi di provenienza dei deportati in tutto il territorio italiano, in cui viene usato un carattere di colore azzurro su fondo nero.

Video: un video delle pagine pubblicate con la lista dei deportati di tutto il territorio italiano, con una voce di sottofondo che legge (in inglese per New York e in italiano per Roma) il testo di Primo Levi su Auschwitz.

Le proiezioni/video sono messe all’interno dello spazio della galleria per creare un certo “spostamento” e scoprire l’entità numerica di luoghi e persone direttamente toccate dalla deportazione. Usando gli angoli estremi dello spazio, il senso d’orientamento dell’osservatore è collegato alle tre “immagini” di nomi, luoghi e del libro della lista, forzando l’associazione della deportazione con le sue radici in Italia.

Il mito popolare è di un’Italia riluttante, e senza tanta forza o organizzazione nel collaborare sotto coercizione con i suoi alleati tedeschi/nazisti.

Il numero di campi italiani e la quantità di persone deportate e arrestate, però, allontana l’idea della mancanza di responsabilità e dimostra, insieme, l’evidenza della presenza in Italia dei campi “sotto casa”.
"

domenica 24 gennaio 2010

A Teacher's Guide to the Holocaust


A Teacher's Guide to the Holocaust is "an overview of the people and events of the Holocaust through photographs, documents, art, music, movies, and literature", produced by the Florida Center For Instructional Technology, College of Education, University of South Florida.

sabato 23 gennaio 2010

Quattro racconti di Giorgio Caproni


Come noto, per ragioni di diritti d'autore, non e' sempre facile reperire online testi di poeti e scrittori contemporanei. Ben venga allora la pubblicazione di quattro racconti di Giorgio Caproni, pubblicati [e scaricabili in formato pdf] dal giornale "L'Unita'".

mercoledì 20 gennaio 2010

The Reichsorchester


NaxosUSA's Channel publishes a video about the Reichsorchester, from a film by Enrique Sánchez Lansch.

Info: "In 2007 the Berlin Philharmonic celebrates its 125th anniversary. It has chosen to mark this anniversary year by highlighting a previously unknown chapter in its history -- the years from 1933 to 1945. Financed by the German Reich and answerable directly to the Reich Ministry for Popular Enlightenment and Propaganda, the Berlin Philharmonic was not only Germany's flagship orchestra it also became an ambassador for the National Socialist regime, particularly on foreign tours. In this new documentary by Enrique Sánchez Lansch (RHYTHM IS IT!) the spotlight is on the orchestra itself -- the musicians, the people, their individual destinies. Although its members were much less exposed than their principal conductor Wilhelm Furtwängler, they, like him, moved in circles close to the powers that bestowed privilege and thereby encouraged people to shirk individual responsibility. The unique and microcosmic world of the Berlin Philharmonic Orchestra proves a fascinating subject for examination. First-hand accounts of life in and around the orchestra, delivered by contemporary witnesses still alive today, as well as a wealth of previously unevaluated archive material, provide a highly authentic glimpse into the period under the swastika. The film brings to life, in a manner as fascinating as it is sensitive, this chapter in the history of Germany and its capital Berlin, and explores the question: How does one tread the fine line between independence and individual responsibility?"

martedì 19 gennaio 2010

Musica Concentrationaria


Musica Concentrationaria e' il titolo di un progetto e un documentario sulla musica composta nei campi di concentramento tra il 1933 e il 1945.
Il documentario e' stato prodotto da Franco Bixio per l'Associazione Musikstrasse, da un'idea del musicologo Francesco Lotoro. La regia e' di Ermanno Felli.
Guarda il trailer. La musica del trailer e' del compositore Viktor Ullmann, morto a Auschwitz nel 1944.

KZ Musik (Konzentrationslager Musik) "è la più completa e aggiornata Enciclopedia discografica contenente l’opera omnia musicale (produzione lirica e sinfonica, da camera, strumentale, pianistica, liederistica e corale; cabaret, jazz, canto religioso, popolare e tradizionale, opere frammentate o ricostruite dopo la Guerra) composta dal 1933 (anno di apertura dei Campi di Dachau e Börgermoor) al 1945 ad opera di musicisti imprigionati, deportati, uccisi, sopravvissuti provenienti da qualsiasi contesto nazionale, sociale e religioso in tutti i Campi di concentramento. Essa è il risultato del lavoro musicologico condotto dal pianista e direttore d’orchestra italiano Francesco Lotoro. Ogni libretto di KZ Musik, redatto in tre lingue (italiano, inglese e tedesco), contiene il profilo dei Campi nei quali furono scritte le opere contenute nel CD, dei Compositori e delle loro opere, brevi note critiche e, in caso di musica vocale, testo in lingua originale."

lunedì 18 gennaio 2010

Paragraph 175


Leggi la voce relativa al paragrafo 175 dell'enciclopedia Wikipedia

Leggi la voce relativa al documentario Paragraph 175 di Rob Epstein e Jeffrey Friedman (2000)

Guarda il trailer [in inglese]

domenica 17 gennaio 2010

Enciclopedia dell'Olocausto


Il Museo statunitense per la memoria dell'Olocausto [United States Holocaust Memorial Museum], con sede a Washington DC, ha previsto una sezione in italiano intitolata "Enciclopedia dell'Olocausto", con molti materiali sfruttabili dal punto di vista didattico tra cui carte animate, immagini, video, documenti.

sabato 16 gennaio 2010

Olokaustos


Visita il sito curato dall'Associazione Olokaustos, costituitasi a Venezia nel 2002.

martedì 12 gennaio 2010

Trento 1475


Nel corso dei secoli gli ebrei furono accusati di vari misfatti; uno dei piu' gravi e' il cosiddetto "omicidio rituale", noto anche come "accusa del sangue". In estrema sintesi, i membri della comunita' ebraica venivano accusati di uccidere dei bambini per utilizzarne il sangue a scopi rituali.
Molti furono i processi conclusisi con l'esecuzione dei condannati; ma uno dei piu' noti e studiati e' il caso di Simone da Trento, un bambino scomparso il 23 marzo 1745 -quell'anno coincidente con il Giovedi' santo- il cui cadavere venne ritrovato la domenica di Pasqua. Il processo si svolse nella citta' di Trento, allora appartenente a un principato vescovile nell'ambito del Sacro Romano Impero Germanico, dal 1475 al 1478.
Gli imputati, tutti sottoposti a tortura, vennero alla fine giustiziati. Nonostante le perplessita' di alcuni membri del clero, tra cui lo stesso papa Sisto IV, il piccolo Simone venne beatificato. Il Concilio Vaticano II avrebbe poi tolto il nome di Simonino dall'elenco dei santi. Ancora oggi vi sono cattolici che ne vorrebbero re-introdurre il culto.
[Consulta le numerose rappresentazioni del presunto martirio; vedi anche la copertina del libro di Dana E. Katz, The Jew in the Art of the Italian Renaissance]

Ecco una sintesi schematica del libro Trent 1475: Stories of a Ritual Murder Trial di R. Po-chia Hsia, New Haven, Yale University Press, 1992

Introduzione
Lo studioso illustra le caratteristiche, la struttura e la storia del codice Yeshiva, un manoscritto tedesco oggi posseduto dalla Yeshiva University di New York.
Di particolare interesse sono due precisazioni: la prima riguarda la compresenza di almeno cinque "voci": dell'autore-editore [non e' dato sapere chi sia esattamente], dei testimoni cristiani, degli imputati ebrei sottoposti a tortura e poi condannati a morte [15 uomini + 4 donne, ognuno con la sua differente personalita'], dei magistrati [il podesta' Giovanni de Salis di Brescia, il capitano Jakob von Sporo, gli interpreti], del segretario che registro' gli interrogatori [il notaio Hans von Fundo, coadiuvato, ad un certo punto, da Peter Rauter di Maleferrat]. Quest'ultimo riporto' i dialoghi in terza persona, facendo ricorso al discorso indiretto e a formule del tipo "viene domandato", testimonianze dell'impersonalita' della tortura.
Il lettore viene dunque posto di fronte a due ordini di problemi di traduzione: dal discorso diretto alla sua riformulazione scritta, e da una lingua all'altra. Egli deve tenere a mente il contesto in cui vennero rese le testimonianze: la camera della tortura di un castello. Quattro lingue furono coinvolte negli interrogatori: l'italiano parlato dal podesta', il tedesco parlato dal capitano e dalla maggioranza degli ebrei [solo due conoscevano anche l'italiano], l'ebreo usato raramente in riferimento ad alcuni testi religiosi, il latino usato dal notaio. Bisogna dunque tener conto delle molteplici traduzioni [dall'italiano al tedesco, dal tedesco all'italiano, dalle lingue vive al latino]. Infine il manoscritto riflette una piu' sinistra traduzione: quella in cui vengono alterati i confini tra fatti e fantasia,in cui vengono a coincidere dichiarazioni volontarie con involontarie confessioni e in cui i riti ebrei si trasformano in una etnografia cristiana della barbarie.

Capitolo 1. Il principe-vescovo
Inizialmente vengono ricostruiti gli eventi dei tre giorni 24-26 marzo 1475.
In seguito viene inquadrata la figura del principe-vescovo Johannes Hinderbach nel contesto storico e culturale: la personalita' del prelato; il principato vescovile di Trento; l'ambiente dell'universita' di Vienna, dove Hinderbach aveva studiato: l'antisemitismo diffuso a Vienna, il quartiere ebraico e la sua soppressione (proprio a vantaggio dell'universita').

Capitolo 2. La comunita' ebraica
Lo storico ricostruisce la comunita' ebraica di Trento. A parte gli atti del processo, infatti, nessun documento ci informa di come viveva questa minoranza, mentre le deposizioni rilasciate durante il processo offrono l'opportunita' di avere un quadro piuttosto preciso.
Non era una comunita' ampia: c'erano tre famiglie (allargate) che facevano capo a Samuel, Tobia e Engel, di 11+1, 6+4, 6+3 componenti (il secondo numero si riferisce ai bambini; il primo agli adulti). Provenivano dall'Europa centrale germanica. Due capi-famiglia erano prestatori di denaro; uno un medico. Erano a Trento (rispettivamente) dal 1461, '62, '71.
Quando venne ritrovato il corpo del piccolo Simone avevano tre ospiti.
Gli ebrei erano in citta' sotto la protezione del principe-vescovo J. Hinderbach. Le loro case confinavano con quelle dei cristiani.

Capitolo 3. L'inchiesta
Il 26 marzo 1475, giorno di Pasqua, il cuoco Seliman vede il cadavere di un bambino. I tre capifamiglia decidono di andare dal podesta', al castello Buon Consiglio, poco distante dalle loro abitazioni.
Vengono descritte le reazioni degli altri familiari.
Tobia, medico, esamina il corpo e le ferite. Dopo cena, tra le 8 e le 9, arrivano le autorita': il podesta' Giovanni de Salis e il capitano Jakob von Sporo. Gli uomini presenti sono posti sotto arresto.
Lunedi' mattina: nella casa di Samuel sono convinti che dietro la morte ci sia Zanesus, detto lo Svizzero. La moglie di Engel scrive alla comunita' ebraica di Rovereto. Israel il pittore, uno degli ospiti, vuole fuggire ma e' arrestato.
Il podesta' si reca alla Chiesa di San Pietro (dove era stato ricoverato il cadavere del bambino) con due medici e un legale. il padre di Simone Unferdorben, Andrea, chiede vendetta contro gli ebrei. Il podesta' fa arrestare tutti gli altri uomini.
Il podesta' chiede a Giovanni da Feltre, un convertito, chiarimenti sull'uso del sangue nei riti ebraici.
Margaritha, una donna tedesca, racconta che 14 anni prima suo figlio era scomparso il Venerdi' santo ed era stato ritrovato nella casa di Samuel, che pero' non ne sapeva nulla.
Un'altra Margaritha conferma di avere sentito il pianto di un bambino e di averlo ritenuto quello di un ragazzo della casa.

Capitolo 4. La camera della tortura
Nel Castello del Buonconsiglio gli ebrei vengono ripetutamente sottoposti a tortura e finiscono per confessare quello che i torturatori vogliono sentirsi dire: gli ebrei usano sangue cristiano per celebrare il passaggio del Mar Rosso.
Solo alcuni si rifiutano di "stare al gioco" degli aguzzini e ribadiscono che i comandamenti proibiscono di uccidere e mangiare sangue; e' per questo che gli ebrei mangiano carne priva di sangue.
Uno chiede: "Ditemi cosa dovrei dire e ve lo diro'!"
Sorge un dubbio: ma quanti altri bambini sono stati uccisi?
Il 21 aprile (gli interrogatori erano iniziati alla fine di marzo) il processo viene sospeso per ordine dell'arciduca Sigismondo del Tirolo che aveva un medico ebreo.

Capitolo 5. "Il benedetto martire Simone"
Hinderbach non si da' per vinto e scrive a Raffaele Zovenzoni, poeta laureato d Trieste, invitandolo a comporre dei versi in onore del santo martire Simone.
Vengono attribuiti a Simone vari miracoli.
La notizia del martirio si diffonde in Veneto, Lombardia, Tirolo, e fomenta violenze contro gli ebrei. Il doge esprime preoccupazione per la salvezza degli ebrei veneziani.
I versi incitano a scacciare gli ebrei.
Giovanni Maria Tiberino, medico, scrive al senato e al popolo di Brescia un pamphlet che diventera' il piu' influente strumento di propaganda antisemita: la Passio beati Simonis pueri Tridentini, pubblicata a Roma nel 1475. Escono varie edizioni, 4 a Roma e 10 altrove; esce una traduzione in tedesco a Trento: e' il primo libro stampato in citta'.
Nell'iconografia che accompagna il santo si notano tre elementi che lo associano a Cristo: la crocifissione, la ferita ai genitali (anche Gesu', in quanto ebreo, era circonciso) e il ritratto della famiglia.

Capitolo 6. Teatro di morte
Jakob von Sporo informa il suo collega Giovanni de Salis che il 5 giugno e' arrivato il permesso di riprendere il processo, tuttavia si sarebbe dovuto procedere solo nei confronti di alcuni ebrei (non delle donne e dei servi).
Samuele confessa. Aggiunge che gli ebrei italiani avrebbero praticato l'omicidio rituale da lungo tempo per imitare la crocefissione di Cristo. Anche altri confessano.
In tutto: 81 giorni e 64 interrogatori (con tortura).
Il 14 giugno viene emessa la sentenza nei confronti di otto imputati: blasfemia contro la fede cristiana. Solo sette condanne verranno eseguite perche' l'ottantenne Moses morira' in cella. Le esecuzioni vennero eseguite tra il 21 e il 23 giugno. Venne accordato il rogo, come richiesto da Samuel prima della sua confessione.
Due ebrei chiesero di essere battezzati: impartito il sacramento, vennero decapitati e poi bruciati.

Capitolo 7. Il commissario apostolico
Hinderbach promuove il culto di Simone: scrive lettere, distribuisce il trattato di Tiberino e immagini del martirio di Simone. In pratica il principe-vescovo cerca di sconfessare il portavoce delle comunita' ebraiche, le quali lo accusavano di volere appropriarsi del denaro degli ebrei.
Papa Sisto IV nomina un commissario: Battista Dei Giudici, vescovo di Ventimiglia. Quest'ultimo resta a Trento ventidue giorni. Indaga sui presunti miracoli di Simone. Hinderbach rifiuta di collaborare e pone ostacoli; per esempio, fa in modo che Dei Giudici non veda mai i prigionieri. Avendo espresso dubbi sui miracoli, Dei Giudici e' minacciato di morte. Non appena il suo notaio finisce di copiare gli atti del processo, lascia Trento per Rovereto. In pubblico non viene meno l'apparenza di cordialita', ma Dei Giudici si lamenta di essere stato trattato in maniera pessima. A Rovereto il commissario pontificio parla con un rappresentante della comunita' ebraica, chiede che gli ebrei vengano rilasciati. Hinderbach scrive una lettera aperta ai principi del Sacro Romano Impero. Vengono raccolte notizie su precedenti processi a Ravensburg (1430), Pfullendorf (1461), Freiburg (1470).
Dei Giudici scomunica Giovanni de Salis per avere disubbedito alle richieste del commissario.
Anzelino Austoch, un testimone ebreo, lascia Trento per Rovereto ma viene arrestato. Anzelino accusa lo Svizzero di avere ucciso Simone e di averne collocato il cadavere nella casa di Samuele. A Trento lo Svizzero viene interrogato ma rilasciato perche' la moglie Dorotea conferma l'alibi.
Sisto IV scrive al doge di Venezia ammonendolo a proteggere gli ebrei. Scrive anche a Hinderbach chiedendo di rilasciare donne e bambini, sicuramente innocenti. Il Commissario giunge alla conclusione che il processo si era svolto in modo inappropriato; vi erano evidenze che lo Svizzero avesse ucciso Simone e avesse poi tentato di far ricadere la colpa sugli ebrei.
Hinderbach denuncia Dei Giudici al papa. Il papa nomina una commissione di sei cardinali.

Cap. 8. Una etnografia del sangue
L’arciduca autorizza la prosecuzione degli interrogatori. Inizia pertanto la seconda fase del processo. Gli interrogati non sanno che cosa dire; alla fine confessano la versione ufficiale; inventano dettagli, quali l’usanza di bere sangue. Bere il sangue era una pratica attribuita dalla Chiesa agli eretici e alle streghe. Ciascun ebreo fu torturato fino a quando non confesso’ la partecipazione a un omicidio rituale. Non puo’ non essere sottolineato abbastanza che le accuse rappresentano un anello di una lunga catena: 1430 Ravensburg, 1440 Merano, 1440 Landshut, 1461 Trento, 1461 Pfullendorf, 1470 Endinghen, 1473 Trento, 1475 Regensburg. Questi casi rappresentano REALI persecuzioni in aggiunta agli IMMAGINARI omicidi rituali estratti dagli ebrei attraverso la tortura.
Quale era il significato delle confessioni?
1. il piu’ ovvio era la confessione stessa come conferma delle precedenti esecuzioni di giugno
2. la creazione di una storia di omicidi rituali che collega presente e passato
3. rappresentano la concezione cristiana delle pratiche ebree.

Capitolo 9. Il convertito
Israel, arrestato mentre cercava di lasciare Trento e poi sottoposto a tortura, chiede di essere battezzato nella speranza di sfuggire all’esecuzione. Battezzato col nome di Wolfgang, e' rilasciato e ottiene il permesso di prestare denaro. Israel, o Wolfgang, tenta un pericoloso gioco: ingraziarsi i nuovi dominatori e aiutare le donne e bambini ebrei a sfuggire alle persecuzioni. Diviene il contatto degli ebrei veneziani e informatore durante il soggiorno del commissario papale.
Venne riarrestato quando fu citato durante le confessioni degli altri. Dovette affrontare diciassette interrogatori. All’inizio si dichiaro' innocente. Poi, sotto tortura, invento' un caso di omicidio rituale a Regensburg, che avrebbe avuto gravi conseguenze per la comunita’ ebraica locale. La sua deposizione fu usata dal vescovo Heinrich come base di arresti e torture. Le quattordici persone verranno rilasciate dopo quattro anni e mezzo, grazie all’intervento dell’imperatore Federico III, sotto il cui comando erano posti gli ebrei.
Durante un interrogatorio rivelo' le ragioni della conversione: la paura di morire.
Confesso' anche di avere rubato nelle case degli ebrei. Confesso' un elaborato piano per avvelenare Hinderbach, il podesta’ e il capitano. Puo’ darsi che i giudici gli abbiano creduto, dato che nell’Italia rinascimentale il veleno era ampiamente usato.
Esecuzioni pubbliche alla presenza di illustri trentini. Anche due ebrei che avevano chiesto di essere battezzati, vengono giustiziati. Anche Israel viene infine ucciso.

Capitolo 10. Le donne
Oltre alle attese confessioni estratte sotto tortura, le testimonianze delle donne ebree rivelano molto sulle loro vite sia prima che dopo il disastro che distrusse le loro famiglie.
Come sappiamo, una delle richieste del commissario apostolico fu che le donne e i bambini venissero rilasciati. Hinderbach, tuttavia, rifiuto'. Dopo l'incarcerazione di tutti gli uomini, le donne furono poste agli arresti domiciliari.
Vi furono in tutto ventisei interrogatori.
I particolari relativi alle proprie vite, raccontati dalle donne, erano di scarso interesse per i magistrati. A loro interessavano soprattutto tre cose: che venisse confermata la versione ufficiale dell'omicidio rituale, che venisse stabilito il grado di coinvolgimento delle donne, che venisse chiarito il passaggio di informazioni con l'esterno durante la prigionia.
Come per gli uomini, per sfuggire alla tortura, inventarono. Sottolinearono il ruolo marginale delle donne.
Percepite come il sesso debole e marginalizzate nei riti religiosi, le donne furono assoggettate a minori pressioni. [Agli occhi dello storico] Esse emergono come individui, al contrario degli uomini le cui personalita' erano annullate dalla versione ufficiale dell'omicidio rituale.

Capitolo 11. Giudizio a Roma
Il 3 aprile 1476 Sisto IV ordina a Hinderbach di liberare le persone in carcere. Si apre un'indagine sulla condotta del vescovo e sul processo. Per usare la metafora dell'autore, la scena si sposta nella curia romana; il cast e' ora formato da cardinali, umanisti e ambasciatori; il dramma si concludera' solo due anni e mezzo dopo, nel 1478.
La Roma di Sisto IV.
La comunita' ebraica romana: circa 1500 persone, tra cui banchieri e medici che curavano anche membri della corte papale. Ebrei e Cristiani coesistevano pacificamente.
Quando la notizia del processo raggiunse Roma la comunita' chiese l'intervento del Papa.
Come abbiamo detto, alla fine del 1475 Sisto IV nomino' una speciale commissione di sei cardinali. Hinderbach invio' a Roma due ambasciatori, che lo informavano delle novita'.
Hinderbach nego' di avere confiscato i beni degli ebrei, ad eccezione di alcuni libri per la biblioteca episcopale. Denuncio' il vescovo di Ventimiglia, Dei Giudici, come amico degli ebrei; esalto' il martirio di Simone e i miracoli da lui compiuti.
Alleati di Hinderbach furono i francescani di Venezia e Vicenza -a cui vennero spedite reliquie- e altri vescovi.
Nel gennaio del 1477 i trentini annunciarono trionfalmente il battesimo di tre donne ebree e di un uomo.
Partigiani della sua causa nella curia furono: Cristoforo della Rovere, nipote del papa; Bartolomeo Sacchi [Platina] e Giovanni Francesco de Panvini. Quest'ultimo scrisse due brevi in cui sostenne: 1) la non eccezionalita' del processo di Trento dato che agli ebrei non andrebbe riconosciuta piena capacita' legale; 2) l'errore di Dei Giudici che, liberando i bambini ebrei, avrebbe favorito la loro dannazione dato che non furono battezzati insieme con le rispettive madri.
Nella sua "Apologia" Dei Giudici punta l'accento sulla pericolosita' per la Chiesa di inventare falsi miracoli.
In una lettera a Platina Dei Giudici sottolinea la temerarieta' dei trentini di paragonare Simone a Cristo.
I sei cardinali si trovarono di fronte a un caso difficile per le implicazioni politiche che aveva.
Nel giugno 1478 fu pubblicata la bolla papale: stabiliva che il processo era stato condotto in conformita' con le procedure legali; Sisto IV premiava lo zelo di Hinderbach, ma gli ingiungeva di evitare qualsiasi evento contrario alla bolla di Innocenzo IV, Lachrymabilem Judaeorum (1247), che proibiva i processi contro gli omicidi rituali. Sisto IV proibiva inoltre di uccidere o mutilare gli ebrei, di estorcere loro denaro, di impedire loro di praticare i riti permessi dalla legge; infine ingiungeva al vescovo di riunire i figli con le madri battezzate e di restituire i beni confiscati.
Nonostante cio', il culto di Simonino crebbe in popolarita' propagato dagli sforzi di Hinderbach e dei francescani, a lungo impegnati nella polemica anti-ebraica che era riuscita a promuovere la nascita dei Monti di Pieta' come alternativa ai banchi ebraici.
Il volere del papa non riusci' a prevenire violenze antisemite che si manifestarono a Reggio, Mantova [1478], Arena (Milano) [1479], Portobuffole' (Treviso) [1479] e Verona.
Il culto di Simonino si diffuse anche in Austria e Germania del Sud.
Anche la corte di Innsbruck ne fu toccata: dopo l'iniziale opposizione, l'arciduca Sigismondo approvo' il processo; il suo successore, Massimiliano [imperatore dal 1508], fu un sostenitore del culto.
Dall'altro versante gli ebrei commemorarono l'evento con toni opposti: si possono ricordare due scritti: il primo "Kinah" ovvero "Lamentazioni di Trento", scritto nel 1475 dal rabbino Solomon Levi di Verona, e "Emek Habacha" del rabbino Joseph ben Joshua ha Cohen, una cronaca dettagliata degli eventi, risalente al 1558-1563.
Dei Giudici lascio' Roma per diventare governatore di Benevento. Dopo aver servito come legato papale in Francia nel 1480, ritorno' nelle grazie della corte pontificia; nel 1484 gli fu promessa l'arcidiocesi di Patrasso, ma mori' prima di assumere il nuovo incarico.
Sisto IV mori' qualche mese piu' tardi.
Hinderbach si spense nel 1486, senza aver visto la canonizzazione di Simone = da beato a santo.
Giovanni de Salis ritorno' nella nativa Brescia e lavoro' come consulente legale nel processo di Portobuffole', al termine del quale quattro ebrei furono condannati a morte.
Non ci sono testimonianze del destino delle donne e dei bambini sopravvissuti.
[significativamente l'autore li cita per nome]

Epilogo
Nel 1588 Sisto V approva ufficialmente il culto.
Poemi, agiografie, dipinti celebrano la morte del bambino innocente.
Difensori emersero ogni qualvolta degli scettici criticarono la versione ufficiale:
- Benedetto Bonelli, 1704-1783, francescano, autore della Dissertazione apologetica sul martirio del Beato Simone da Trento, confuto' le tesi critiche di
- Christof Wagenseil, 1633-1705, protestante, autore del trattato Benachrichtigungen wegen einiger die Judenschafft angehenden wichtigen Sachen, 1705, in cui metteva in discussione la veridicita' degli omicidi rituali
- Giuseppe Divina, canonico trentino, autore della Storia del Beato Simone da Trento, 1902, critico' due libri critici nei confronti dei processi:
- Herman Strack, professore protestante, Der Blutaberglaube in der Menscheit: Blutmorde und Blutritus, 1892
e
- Moritz Stern, storico ebreo-tedesco, Die papstlichen Bullen gegen die Blutbeschuldigung, 1893
- Joseph Scherer, Die Rechtsverhaltnisse der Juden in den deutsch-osterreichischen Landern, 1901, accusa i trentini di aver condotto un processo illegale
- Giuseppe Menestrina, articolo Gli Ebrei a Trento, 1903, in cui Bernardino da Feltre e supersizioni cattoliche appaiono come forze del male
- Gemma Volli, I 'Processi Tridentini' e il culto del Beato Simone da Trento, 1963, attacca il culto
- Willehad Paul Eckert, Beatus Simoninus-aus den Akten des Trienter Judenprozesses, 1964, rifiuta il culto
Nel 1965 il Concilio Vaticano II aboli' il culto.
I due bassorilievi di Palazzo Salvadori, sul sito della casa di Samuel, sono ora ridotti a "pietre".

Appendice
11 testi, completi o parziali, degli atti del processo sono sopravvissuti, incluso il manoscritto Yeshiva: 9 sono in latino; 2 in tedesco.
Anna Esposito e Diego Quaglioni danno una descrizione completa di 6 dei 9 latini in Processi contro gli ebrei di Trento.
Segue un elenco e una descrizione degli 11 testi. Infine vi e' una discussione sull'edizione Esposito-Quaglioni.

sabato 9 gennaio 2010

Risiera di San Sabba


La Risiera di San Sabba, uno stabilimento per la pilatura del riso edificato nel 1913, venne utilizzata dopo l'8 settembre 1943 dai nazisti come campo di prigionia, e fu destinata in seguito allo smistamento dei deportati diretti in Germania e Polonia, al deposito dei beni razziati e alla detenzione ed eliminazione di ostaggi, partigiani, detenuti politici ed ebrei. Il 4 aprile 1944 venne messo in funzione anche un forno crematorio. Nel 1965 la Risiera di San Sabba fu dichiarata Monumento Nazionale con decreto del Presidente della Repubblica. Nel 1975 la Risiera fu ristrutturata e divenne Civico Museo della Risiera di San Sabba.

* Guarda il video che documenta la visita alla struttura museale

venerdì 8 gennaio 2010

"Deportazione". Mostra a cura di Sergio Coalova


Sergio Coalova entro' come deportato politico nel lager di Mauthausen il 5 agosto 1944 e ne usci' nel maggio del 1945, in seguito alla liberazione del campo da parte degli americani.
Ha raccontato la sua storia in un libro pubblicato nel 1985 e intitolato Un partigiano a Mauthausen.
Da allora ha iniziato a portare la propria testimonianza nelle scuole e ad accompagnare gli studenti nei viaggi della memoria in Germania e in Austria.
Nel 2001 ha allestito una mostra che, nel corso degli anni, e' stata esposta nelle scuole, nelle sedi dei comuni e delle associazioni.
Gli studenti dell'Istituto "Majorana" di Grugliasco e del Liceo "Porporato" di Pinerolo, coordinatiti dai docenti Alberto Maccario, Elisa Strumia, Felice Tagliente e Dario Zucchini, hanno realizzato un ricco e interessante e-book.

giovedì 7 gennaio 2010

Campo di Fossoli


Il Campo di Fossoli nacque come campo per prigionieri di guerra nella primavera del 1942. Vi furono rinchiusi militari inglesi, sudafricani e neozelandesi, catturati dal regio esercito italiano durante la campagna d'Africa. Si trattava inizialmente di un campo costituito da tende. Insieme ai muratori, i prigionieri costruirono una zona, detta "campo vecchio", smantellata al termine del secondo conflitto mondiale. Dopo l'8 settembre 1943, con la nascita della Repubblica Sociale Italiana, Fossoli si trasformo' in campo di concentramento per ebrei ed oppositori politici al fascismo. Il 14 novembre 1943 il cosiddetto Manifesto di Verona stabili' che tutti gli ebrei dovessero essere considerati "stranieri e nemici", e pertanto dovessero essere deportati. Le prime famiglie ebree giunsero a Fossoli il 5 dicembre 1943. Dal gennaio '44 il campo divenne di smistamento e transito. Vi fu internato anche lo scrittore Primo Levi, che parti' per Auschwitz il 22 febbraio 1944. Nell'agosto del '44 venne deciso il trasferimento del campo a Bolzano, in una zona piu' vicina al Reich. Alla fine della guerra servi' come campo per profughi e fascisti in attesa di processo. Dopo la guerra, tra il '47 e il '52, don Zeno Saltini vi installo' la comunita' di Nomadelfia, modificando le baracche al fine di trasformarle in abitazioni.
Oggi l'ex-campo e' gestito da una Fondazione, che ha per obiettivi "la diffusione della memoria storica mediante la conservazione, il recupero e la valorizzazione dell’ex campo di concentramento di Fossoli; la promozione della ricerca storico-documentaria sul Campo di Fossoli nelle sue diverse fasi di occupazione; la progettazione e l’attivazione di iniziative a carattere divulgativo, didattico e scientifico, rivolte in particolare alle scuole e ai giovani (...), nonché dei diritti umani e dell’educazione interculturale."

* Guarda il video sul campo di concentramento di Fossoli e sul Museo al Deportato Politico e Razziale.

* Guarda il video di Anna Strumia che documenta la visita al Campo di Fossoli con gli studenti del Liceo "Porporato" di Pinerolo: prima parte: storia del campo, e seconda parte: testimonianza di Sergio Coalova.

* Gli ebrei di Fossoli e' un documentario di Ruggero Gabbai (2006). Un brevissimo spezzone si puo' reperire sul sito della casa di produzione Forma International.

mercoledì 6 gennaio 2010

"Memoria. I sopravvissuti raccontano"


Nel film Memoria. I sopravvissuti raccontano (1997) Ruggero Gabbai ha raccolto la testimonianza di 90 ebrei italiani scampati al campo di sterminio di Auschwitz.

* Guarda il video sul sito della casa di produzione Forma International.

martedì 5 gennaio 2010

Anna Frank al cinema



Un documentato articolo di Alessandro Matta e un elenco dell'enciclopedia Wikipedia aiutano a orientarsi tra le numerose pellicole che si sono occupate di Anna Frank.

- The Diary of Anne Frank, regia di George Stevens (1959). Si tratta della versione cinematografica della pièce The Diary of a Young Girl di Frances Goodrich e Albert Hackett (1955)
* Guarda alcune clip dalla versione originale [link alla prima clip]

- Un remake per la televisione venne diretto da Boris Sagal (1980)

- Dnevnik Anne Frank di Mirjana Samardzic (1960)

- Het Dagboek van Anne Frank (1962) per la TV olandese

- The Diary of Anne Frank di Alex Segal (1967) per la TV

- Das tagebuch der Anne Frank (1982) per la TV tedesca

- Het Dagboek van Anne Frank di Jeroen Krabbé (1985) in collaborazione con la Fondazione Anne Frank, per la TV olandese

- The Diary of Anne Frank di Gareth Davies (1987) per la TV inglese

- The Attic - The Hiding of Anne Frank di John Erman (1988), tratto dal libro Si chiamava Anne Frank di Miep Gies, pubblicato in Italia dalla Mondadori.

- Laatste Zeven Maanden van Anne Frank [Gli ultimi sette mesi di Anna Frank] di Willy Lindwer (1988) per la TV olandese

- Anne Frank Remenbered di Jon Blair (1995)

- El diari d'Anna Frank di Tazmin Townsend (1996) per la TV spagnola

- Nel documentario "Dear Kitty". Remembering Anne Frank di Wouter van der Sluis (1998) Miep Gies parla della sua amica d'infanzia
* Guarda il documentario nella versione in inglese [link alla prima parte]

Anne Frank: The Whole Story, diretto da Robert Dornhelm (2001), basato sulla biografia scritta da Melissa Müller [pubblicata in Italia dalla Einaudi] e su interviste e ricerche curate da Kirk Ellis, per la TV inglese
* Guarda il film nella versione doppiata in italiano, in 21 episodi [link al 1^ ep.]
* Guarda la versione originale, in inglese [link al 1^ episodio]

- Het Korte Leven van Anne Frank [La breve vita di Anna Frank] di Gerrit Netten (2001) per la TV olandese

- Dear Anne. The Gift of Hope [Cara Anna. Il dono della speranza] di Dario Picciau, sceneggiatura di Roberto Malini (2006), film in 3D prodotto dalla casa italiana 263 Films
* Guarda il trailer

- The Diary of Anne Frank di Jon Jones (2007) per la TV inglese. Il sito offre materiali didattici scritti da Rona Strachan

- Mi ricordo Anna Frank, di Alberto Negrin (2009), liberamente ispirato al romanzo omonimo di Alison Leslie Gold, pubblicato in Italia dalla Bompiani. Le due opere raccontano l’amicizia tra Anna Frank e Hannah Goslar. Il film sara' trasmesso dalla Rai il 27 gennaio 2010, in occasione del Giorno della memoria.
* Guarda il trailer

lunedì 4 gennaio 2010

Anna Frank


Il sito ufficiale della casa di Anna Frank (Amsterdam) e' il punto di partenza per un approfondimento sul personaggio.
Molto efficaci le voci dell'enciclopedia Wikipedia su Anna e sul suo Diario

* Guarda il video in cui compare la ragazza [AnneFrank's Channel].

sabato 2 gennaio 2010

16 ottobre 1943


il 24 settembre 1943 il tenente colonnello Herbert Kappler, comandante delle SS a Roma, ricevette un telegramma riservatissimo in cui si ordinava di trasferire in Germania e "liquidare" tutti gli ebrei mediante un'azione di sorpresa. Il 26 settembre Kappler chiese alla comunità ebraica di consegnare 50 chili d’oro, pena la deportazione di 200 persone; la richiesta illuse gli ebrei romani che tutto quello che i tedeschi volevano fosse un riscatto in oro. Il riscatto venne consegnato due giorni dopo in Via Tasso, comando e carcere nazista [oggi sede del Museo storico della liberazione]. Il 16 ottobre le SS, con l’ausilio degli elenchi dei nominativi degli ebrei forniti dall’Ufficio Demografia e Razza del Ministero dell’Interno, circondarono il ghetto e catturarono 1022 ebrei romani. Un altro migliaio di ebrei furono catturati in altri quartieri della citta'. Caricati su 18 vagoni piombati furono tutti trasferiti ad Auschwitz. Solo 16 di loro sono tornati alla fine del conflitto: 15 uomini e una donna. Tutti gli altri sono morti, in gran parte appena arrivati, nelle camere a gas. Nessuno degli oltre 200 bambini e' sopravvissuto.

* Leggi il racconto di Giacomo Debenedetti

* Leggi il libro di Fausto Cohen, 16 ottobre 1943. La grande razzia degli ebrei di Roma, Giuntina, 1993 (Googlebooks)

* Guarda la puntata della trasmissione La Storia siamo noi

* Guarda il video Una storia romana a cura di Pupa Garribba: il racconto di Enrica Sermoneta Moscati, testimone del rastrellamento quando era una bambina. Il film-intervista e' stato realizzato da Europa News, in collaborazione con la Provincia di Roma, Irsifar e l’Aned. Pupa Garribba e' ricercatrice presso l’Associazione Nazionale ex Deportati.

* Guarda il video con i disegni di Aldo Gay, illustrati dal figlio Sandro, e altri disegni

* Alcuni film rievocano il rastrellamento:
- 16 ottobre 1943 di Ansano Giannarelli (1960)
- L'oro di Roma di Carlo Lizzani (1961)
- '43-'97 di Ettore Scola [il dvd e' stato allegato al libro di Millicent Marcus, Italian Film in the Shadow of Auschwitz (Googlebooks)]
- Gente di Roma di Ettore Scola (2003)
- La finestra di fronte di Ferzan Ozpetek (2002)

venerdì 1 gennaio 2010

La persecuzione degli ebrei in Italia dal 1938 al 1945 attraverso i documenti dell’epoca


La persecuzione degli ebrei in Italia 1938-1945 attraverso i documenti dell’epoca
Trasposizione digitale della mostra “Dalle leggi antiebraiche alla Shoah. Sette anni di storia italiana 1938-1945”
Roma, Complesso del Vittoriano, ottobre 2004 – gennaio 2005

A cura di
Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea CDEC onlus