sabato 26 giugno 2010

Camilleri, la tortura e il teatro


" Il 26 giugno viene celebrata in tutto il mondo la Giornata Internazionale a sostegno delle vittime di tortura, proclamata nel 1997 dall’Assemblea Generale dell’ONU.

Il sistema giuridico internazionale proibisce l’utilizzo della tortura in qualsiasi circostanza. Malgrado la sua stigmatizzazione ufficiale, però, la tortura non é ancora stata sconfitta e continua a essere praticata infliggendo sofferenze fisiche e psichiche.

Secondo il rapporto Amnesty International 2010 sono almeno 111 i paesi nel mondo che praticano la tortura. Si stima che attualmente l'Europa accolga oltre 400.000 rifugiati vittime di tortura, e che ogni anno arrivino nel nostro continente 65.000 richiedenti asilo sopravvissuti a esperienze di tortura.

L’eliminazione della pratica della tortura nel mondo costituisce quindi ancora oggi una delle maggiori sfide per la comunità internazionale che deve essere affrontata su diversi piani. A livello giuridico con la creazione di un sistema internazionale di prevenzione e repressione davvero efficace; a livello sociale tramite il sostegno e la riabilitazione delle vittime.

Il Consiglio Italiano per i Rifugiati è impegnato da anni sul tema della tortura e delle sue vittime e gestisce dal 1996 progetti specifici (attualmente con il sostegno del Fondo Europeo per i Rifugiati e del Fondo Volontario delle Nazioni Unite per le Vittime di Tortura) che mettono in atto azioni mirate alla riabilitazione dei sopravvissuti a tortura e di denuncia di tale pratica. Attualmente sono circa 610 gli utenti presi in carico dal progetto. " (dal sito del CIR)

* Guarda il video realizzato da Laura di Pietro, Enrico Coppola e Paolo Damiani, in cui lo scrittore Andrea Camilleri incontra i ragazzi del Progetto Vi.To. del CIR [Consiglio Italiano per i Rifugiati] e rispondi alle domande:

- Quale opera di Manzoni viene citata e perche'?
- Qual e' il risultato che si ottiene torturando le persone?
- Che cos'e' la tortura secondo Camilleri?
- Qual e' la funzione e l'importanza del teatro?
- Perche' il teatro e' sparito da decenni dai palinsesti della televisione pubblica e cosa ne pensa Camilleri?
- Esponi alcune considerazioni sullo spettacolo realizzato dai ragazzi del progetto Vi.To.

mercoledì 23 giugno 2010

Giuseppe Palumbo e il primo canto dell'Inferno


Il disegnatore di fumetti Giuseppe Palumbo ha illustrato il primo canto dell'Inferno dantesco.
Puoi sfogliare online le pagine, collegandoti al blog "Troglodita. Parole, opere e omissioni di Giuseppe Palumbo", post del 13 ottobre 2009.

lunedì 21 giugno 2010

"Il lettore, lo scrittore e il traduttore" di Michael Cunningham


Il lettore, lo scrittore e il traduttore [The Reader, the Writer, and the Translator] e’ il titolo della lectio magistralis che lo scrittore Michael Cunningham ha tenuto giovedi’ 17 giugno nella splendida cornice della Sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi a Firenze, nell’ambito della IV edizione del Premio Vallombrosa - Gregor von Rezzori.

Al pubblico e’ stato offerto un volumetto con il testo della prolusione e una traduzione a fronte di Ivan Cotroneo [da cui sono tratte le citazioni seguenti].

Il discorso di Cunningham comincia con alcune considerazioni sul lavoro del traduttore [spesso sottovalutato e sottopagato]: “i bravi traduttori non si limitano semplicemente a trasporre un libro da una lingua in un’altra. I bravi traduttori si tormentano sul problema della fedelta’ al testo originale.” I loro dilemmi vertono attorno ad alcune questioni come: la necessita’ di riprodurre fedelmente il testo originale anche quando le frasi “potenti e vigorose e musicali in una lingua suonano spesso sorde e goffe in un’altra”; la possibilita’ di distaccarsi dall’originale nel tentativo di riprodurre quella potenza, quel vigore e quella musica con i mezzi della nuova lingua; la presunta capacita’ di capire le intenzioni dell’autore.

Come esempio, Cunningham cita la frase di apertura del romanzo Moby Dick di Herman Melville: “Call me Ishmael.” Essa possiederebbe una qualita’ difficile da descrivere: l’autorita’, la capacita’ che i grandi scrittori hanno di convincere il lettore sin dalle prime battute “di essere nella mani di qualcuno che sa cosa sta facendo”. Il traduttore, pertanto, e’ chiamato a compiere una sorta di magia.

Una seconda qualita’ posseduta dall’incipit di Melville e’ la musicalita’. Anche in questo caso al traduttore si chiede l’abilita’ di rivestire di una seduzione sonora le frasi.

Cunningham prosegue dichiarando che incoraggia i traduttori dei suoi libri a prendersi le licenze di cui sentano il bisogno. Ha imparato infatti che il romanzo originale e’ gia’ esso stesso una traduzione, “e’ una traduzione dalle immagini che l’autore ha in testa a cio’ che e’ effettivamente capace di mettere giu’ sulla carta”.

Il dramma dello scrittore e’ constatare che il libro pubblicato si discosta alquanto dall’opera che per mesi e anni ha avuto in testa. Il traduttore, quindi, non fa che tradurre una traduzione.

Un romanziere non dovrebbe proclamarsi esperto, ma essere consapevole che, in un certo senso, il risultato finale dei propri sforzi sara’ una specie di fallimento.

L’esempio migliore per dimostrare l’idea sono i tentativi di Monet di riprodurre fedelmente uno stagno pieno di ninfee.

Uno scrittore non e’ altro che “uno studente che impara a scrivere”, e un romanzo “il migliore romanzo che siete stati capaci di scrivere il quel momento della vostra vita”.

Cio’ non significa che un romanziere sia modesto: nessuno scrittore lo e’ in quando cio’ che egli pretende altro non e’ che qualcuno smetta di fare quello che sta facendo e si dedichi alla lettura del suo libro.

Anche nel rapporto tra scrittori e lettori avviene una nuova traduzione.

Cunningham riporta la propria esperienza di docente di scrittura creativa. In genere, alla domanda “Per chi state scrivendo?” gli studenti rispondono che scrivono per se stessi. Al contrario, un libro e’ fatto per essere offerto agli altri. “Cio’ che lo scrittore dice essenzialmente e’: fai spazio tra tutto il resto per questo. Smetti di fare cio’ che stai facendo e leggi questo.”

Cunningham l'avrebbe capito tanti anni fa, grazie a una signora quarantenne che lavorava nello stesso bar: nonostante avesse quattro figli, fosse stata lasciata dal marito e lavorasse da mane a sera, Helen era un’avida lettrice di gialli. Il giovane Michael le suggeri’ Delitto e castigo. Dopo una settimana la donna dichiaro’ che Dostoevskij era molto meglio di Ken Follett ma non bravo quanto Scott Turow. Helen non aveva “nessun preconcetto di tipo scolastico su cosa dovesse piacerle di piu’, e cosa di meno. Aveva solo bisogno di cio’ di cui ha bisogno ogni buon lettore: di venire trascinata, emozionata, di sentire un ritmo della narrazione e la sensazione di essere strappata dal mondo in cui viveva e trasportata in un altro.”

Grazie a Helen, Cunningham avrebbe scoperto che “la scrittura non e’ solo un esercizio di auto-espressione, e’ anche, cosa piu’ importante, un regalo che noi da scrittori stiamo cercando di offrire ai lettori.”

Il lettore e’ dunque “il gradino finale nella continua vita di traduzioni di un libro.”

Lo sanno bene gli insegnanti che hanno quotidianamente a che fare con studenti, con lettori, che trovano Cechov noioso o Proust impenetrabile. Taluni se ne dispiacciono; altri ne vanno fieri.

E’ notorio che “non ci sono mai due lettori che leggano lo stesso libro” e che la scrittura “non esiste senza un lettore attivo e consenziente”.

“Cio’ che fa il lettore, allora, e’ tradurre le parole sulla pagina nel suo lessico privato e immaginario, secondo i suoi bisogni, i suoi interessi, i suoi livelli di comprensione.”

Scrittore, traduttore e lettore sono accomunati [con un grado di tortura via via decrescente] dalla consapevolezza di non avere raggiunto la perfezione, ma anche dalla partecipazione a un grande sogno: quello di un’opera umana che “puo’ stare in piedi senza imbarazzi davanti allo spettacolo della vita stessa.”

Noi esseri umani “siamo non solo creatori, traduttori e e consumatori di letteratura, ma della letteratura siamo anche i soggetti.”

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Postilla. Nella breve conversazione con lo scrittore, al termine della lectio, abbiamo convenuto che ai tre soggetti del titolo si potrebbe aggiungere l’insegnante [citato piu’ volte dallo stesso Cunningham]. Sebbene questo non sia indispensabile, in quanto chiunque puo’ apprezzare la letteratura indipendentemente dalla scuola o dall’universita’ [o -come spesso si legge- malgrado queste], la funzione maieutica dei docenti e’ talvolta [o spesso?] importante [Essi almeno si impegnano in tal senso]. A Cunningham ho promesso che il mio prossimo corso si sarebbe aperto proprio con la sua affascinante prolusione. Questo post ne e’ una anticipazione.

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Attivita’ didattiche:

- Rapporta alla tua esperienza di scrittore, traduttore e lettore quanto Cunningham dice. Ti sembra di poter condividere il suo pensiero?
- Prova ad esercitarti nella scrittura di qualcosa che ti sta particolarmente a cuore: il risultato ti appare all’altezza delle intenzioni originarie? ti sembra o meno, per usare la bellissima metafora impiegata due volte dallo scrittore, quella “cattedrale di fuoco” presente nella tua testa?
- Prova ad esercitarti nella traduzione di un breve testo letterario: quali le difficolta’, i tormenti, le scoperte?
- Confronta due o piu’ traduzioni dello stesso testo letterario: quale secondo te, e perche’, riesce ad avvicinarsi meglio al testo originale?
- Leggi alcuni incipit di romanzi. Quali ti appaiono possedere la misteriosa capacita’ di essere autorevoli, di spingere il lettore a proseguire?
- “Idealmente – scrive Cunningham -, una frase letta ad alta voce, in una lingua sconosciuta, dovrebbe possedere comunque una qualita’ sonora, anche se chi la ascolta non ha idea del significato di cio’ che gli viene raccontato.” Ti e’ mai capitata questa esperienza? Sapresti fare come l’autore, ossia citare la frase di uno scrittore italiano e illustrarne la musica interna?
- Ti sei mai chiesto/a perche’ Monet continuasse a dipingere ninfee o, per stare agli autori che stai studiando, perche’ Ariosto o Manzoni abbiano riscritto continuamente la stessa opera?
- E’ sempre piu’ difficile, nella societa’ contemporanea, che la letteratura riesca a farsi spazio nelle nostre vite, riesca a sottrarci alle piu’ disparate incombenze, riesca a convincerci a smettere di fare cio’ che stiamo facendo per dedicarci a lei. Come/quando un libro puo’ riuscirci?
- Pensa alla figura di Helen e paragonala a te. Che tipo di lettore sei?
- Confronta i tuoi giudizi su un romanzo con quelli di un compagno. Da cosa dipendono le differenze?
- Ti e’ mai capitato di rileggere lo stesso libro e di averlo trovato diverso?
- Ti e’ mai capitato di sentire “che staVI perdendo qualcosa del libro, che non ERI pronto per la sfida che il libro TI poneVA, che solo a causa della TUA incapacita’ non riUSCIVI a essere il mezzo proprio per la comprensione del libro”?

- Analizza nel suo complesso il discorso di Cunningham: come e’ strutturato? Quale funzione ed efficacia retorica hanno gli esempi?
- Che tipo di scrittore e’ [ti sembra che sia] Cunningham?
- Quali altri scrittori vengono citati? Quali conosci?

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Questo articolo e' stato segnalato da Biblit .

domenica 20 giugno 2010

Le Divine Commedie di Franco Morelli


Franco Morelli (Ferrara 1935 - 2004) e' un artista autodidatta poco conosciuto, ma di cui il Comune di Cento (FE) e il Comune di Renazzo (FE) hanno recentemente promosso una riscoperta grazie a due mostre curate da Gianni Cerioli: la prima, "Le Divine Commedie di Franco Morelli", allestita in occasione della donazione dell'intero fondo delle illustrazioni da parte della vedova dell'artista, Anna Luisa Bianchi, alla Galleria d'Arte Moderna "Aroldo Bonzagni" di Cento (dal 14 novembre 2009 al 13 dicembre 2009), e la seconda, “Franco Morelli: Inferno e Purgatorio nella serie illustrata del 1982”, organizzata presso il Museo "Sandro Parmeggiani" di Renazzo (dal 21 novembre 2009 al 6 gennaio 2010).

La Divina Commedia e' stata l'opera sulla quale Morelli e' tornato a lavorare in maniera continuativa per piu' di trent'anni.

Il catalogo della mostra e' stato pubblicato dall'Editore Longo di Ravenna nel 2009.

sabato 19 giugno 2010

"Dante's Inferno" di Christos Gage e Diego Latorre


La Panini Comics pubblica in Italia una serie di fumetti su Dante con testi di Christos Gage e illustrazioni di Diego Latorre.

Così vengono presentati i tre numeri [sono sei nella versione originale della WildStorm]:

n. 1 - "Se chiedessi a cento italiani cosa viene loro in mente sentendo il nome Dante Alighieri, molto probabilmente le risposte che otterrei sarebbero simili: i banchi di scuola, un tipo vestito di rosso con una corona d’alloro in testa, magari qualche passo di un canto imparato a memoria. E, ovviamente, le immagini del suo Inferno, sicuramente il più famoso e studiato dei tre libri che compongono la Divina Commedia. Quello che troverete in DANTE’S INFERNO, nuovo fumetto della Wildstorm creato sulla scia del videogioco di Visceral Games e pubblicato da Electronic Arts, è invece una storia molto diversa dalla classica Divina Commedia di Dante Alighieri. Il Dante che incontrerete qui è un guerriero nato, disposto a tutto pur di salvare la sua amata Beatrice che, a causa sua, è caduta tra le braccia del diavolo. Per questo non esita a entrare nell’Inferno e qui inizierà la sua avventura tra la perduta gente."

n. 2 - "Lucifero e Beatrice arrivano nel luogo dove si terrà il loro matrimonio: il secondo cerchio dell’inferno, quello destinato ai lussuriosi. Mentre Cleopatra si occupa della futura sposa, Dante sarà costretto ad affrontare anime e demoni sempre più pericolosi!"

n. 3 - "Con la fine del viaggio di Dante nell’Inferno, si deciderà non solo il destino della sua anima, ma anche di quella di Beatrice e di Lucifero. Un’epica conclusione per un epico viaggio!"

venerdì 18 giugno 2010

Come e' "fatta" la poesia?


InnovaScuola, "il portale pensato come uno strumento a disposizione di tutte le scuole, i docenti, gli studenti, le famiglie e gli editori per favorire l'uso delle nuove tecnologie nella didattica", propone nella sezione "Esperienze" una presentazione power point scaricabile, intitolata Come è "fatta" la poesia?, frutto del lavoro svolto in una classe seconda dell'ITG "Devilla" di Sassari dalla docente di lettere Lucia Tavera.

Il power point parte da un confronto tra un testo narrativo e un testo poetico, per spiegare quali sono le particolarita' di quest’ultimo, illustrando con 37 slide fenomeni metrici, ritmici e retorici.

domenica 13 giugno 2010

Una nuova opera sui "Promessi Sposi" [Manzoni in musica - 2]


Una nuova opera, basata sul romanzo manzoniano, andra' in scena allo stadio di San Siro il 18 giugno 2010. Musiche di Pippo Flora. Testi e regia di Michele Guardi'. Un'anteprima in forma di concerto, senza balletti e costumi, ha avuto luogo nel Duomo di Milano il 29 aprile 2010.

* Consulta il blog, che presenta belle immagini e video

venerdì 11 giugno 2010

Museo Galileo


"Dopo i lavori di ristrutturazione che hanno rivoluzionato gli spazi espositivi e l'allestimento, l'Istituto e Museo di Storia della Scienza torna ad aprire al pubblico col nuovo nome di Museo Galileo."

Il museo ha sede a Palazzo Castellani, un edificio risalente alla fine del secolo XI, noto ai tempi di Dante come Castello d'Altafronte, dal nome della famiglia che ne fu proprietaria fino al 1180, quando passo' nelle mani degli Uberti. Fu poi ceduto ai Castellani, da cui deriva il nome.

* Visita il Museo Virtuale, grazie a cui e' possibile esplorare virtualmente tutte le sale del museo; leggere le schede degli oggetti conservati e visualizzarli; guardare dei video di estrema efficacia didattica; leggere schede biografiche dei personaggi, schede di approfondimento e voci di un glossario scientifico.

* Visita la sezione "Le stanze delle matematiche", un progetto che propone la ricostruzione virtuale dell’antica collezione medicea di strumenti scientifici nella sua originaria ubicazione nella Galleria degli Uffizi.

sabato 5 giugno 2010

"Bright Star" di Jane Campion


E' stato presentato oggi a Cremona, in anteprima nazionale, il film di Jane Campion, Bright Star, basato sugli ultimi tre anni di vita del poeta inglese John Keats e sulla sua relazione con Fanny Brawne. Il lungometraggio e' stato ispirato dalla biografia di Sir Andrew Motion. Il titolo fa riferimento a un sonetto del poeta, Bright star, would I were stedfast as thou art. Vengono citate altre poesie come Ode to a Nightingale. Molte frasi sono ricavate direttamente dalle bellissime lettere del poeta.
Il film non e' stato girato nella Keats House di Hampstead, conosciuta anche come Wentworth Place, ma nella Hyde House and Estate di Hyde nel Bedfordshire.

Si tratta di una bellissima opera cinematografica sulla poesia, sulla lirica romantica e sull'amore romantico. Per questo lo consigliamo ai nostri lettori.

* Visita il sito ufficiale del film (in inglese)
* Guarda il trailer italiano
* Leggi le poesie di Keats: in inglese [bartelby.org] e in italiano [wapedia]
* Ascolta la poesia che da' il titolo al film ed altri testi [You Tube]
* Leggi un capitolo della biografia di Andrew Motion
* Consulta il dossier su Keats del "Guardian" [presenta anche un articolo di Motion sulla collaborazione con la regista]
* Consulta i materiali audio e video sul sito della Keats-Shelley House di Roma, dove il poeta mori' [una Piazza di Spagna deserta si vede anche nel film]
* Visita il sito della Keats House di Hampstead
* Leggi la scheda del libro di Elido Fazi, Bright Star. La vita autentica di John Keats

venerdì 4 giugno 2010

L'Inferno dantesco secondo Waterhouse e Hutton


Moltissimi artisti si sono ispirati alla Divina Commedia, come abbiamo più volte documentato su questo blog attraverso post [Alberto Martini, Alberto Sughi] o link a siti [la galleria di The World of Dante, quella del sito della Columbia University, le varie gallerie del sito Danteworlds].

Fabrica e Mondadori mandano ora in libreria una versione illustrata da due giovani artisti inglesi, Patrick Waterhouse e Walter Hutton.

* Guarda il video e la galleria
* Leggi la scheda e sfoglia alcune pagine del volume
* Guarda il video Making of Dante's Inferno

mercoledì 2 giugno 2010

Frontespizi dal '400 al '900


Announcing the Text: Development of the Title Page, 1470–1900

e' il titolo di una bella mostra organizzata dalla National Gallery of Art Library di Washington, in cui il pubblico puo' ammirare un'ampia selezione dei frontespizi di volumi stampati nell'arco di 5 secoli.

Guarda la galleria fotografica, in cui vengono presentate le pagine iniziali di 24 libri, tra cui alcuni capolavori della letteratura italiana.

martedì 1 giugno 2010

La mostra "Garibaldi, mito e realtà"


Garibaldi, mito e realtà e' il titolo di una mostra allestita alla Galleria d'Arte Moderna di Palermo.

L'esposizione fa parte di un progetto, intitolato “Garibaldi a Palermo”, curato da Philippe Daverio, con cui si intende festeggiare il 150° anniversario dello sbarco in Sicilia di Garibaldi e dell’Unità d’Italia.

In mostra sono visibili, per la prima volta in Italia, l’album di viaggio e gli acquarelli originali di Giuseppe Nodari, il medico chirurgo che fece parte dei Mille. Sono esposti anche il quadro della Battaglia di Palermo di Giovanni Fattori, nonche' la collezione di Francesco Tronca, una delle piu' ricche raccolte di cimeli e oggetti d’arte della vastissima produzione legata a Garibaldi. Comprende orologi, spille francesi, busti e ritratti originali, oggetti di uso comune in cui la figura dell'eroe dei due mondi diventa una sorta di griffe.

* Guarda il video [laRepubblica.it]
* Leggi Da Quarto al Volturno. Noterelle di uno dei Mille di Giuseppe Cesare Abba (1880) oppure, dello stesso autore, la Storia dei Mille (1904)

Mostra "Italia sia!"


Il Comune di Seravezza (Lucca) e la Fondazione Terre Medicee propongono al pubblico del Palazzo Mediceo di Seravezza la mostra Italia sia! Fatti di vita e d'arme del Risorgimento italiano.
L'esposizione "intende accostarsi alle vicende del Risorgimento italiano secondo una duplice prospettiva. Ripercorrerne, da un lato, alcune tappe salienti - segnatamente quelle comprese fra 1l 1848 e il 1860 - privilegiando tuttavia una chiave di lettura dichiaratamente toscana; testimoniare, dall’altro, come, nel corso dell’Ottocento, un cospicuo nucleo di temi legati agli avvenimenti della vita militare abbia, dai fatti gloriosi delle guerre di liberazione, preso l’abbrivio per evolversi lentamente in un filone figurativo destinato a rifluire, in molti casi, nella vera e propria pittura di genere. Storia e mito, mito e mitografia a confronto, alla radice dei quali vi sono anni cruciali per il destino della futura nazione. Quelli, appunto, che vanno dalla battaglia di Curtatone e Montanara al Plebiscito con cui il Governo Provvisorio della Toscana sancisce pubblicamente la sua adesione al Regno sabaudo. Poco più di un decennio, durante il quale saranno peraltro gettate sul tappeto della storia regionale carte decisive: prima fra tutte quella con il cui nuovo potere instauratosi dopo la partenza del Granduca Leopoldo II di Lorena nell’aprile del 1859, non intende cercare soltanto la più ampia e completa legittimazione possibile sul territorio toscano, ma anche e soprattutto lanciare un segnale forte e deciso contro quanti hanno fino a quel momento auspicato, su un piano astrattamente politico, Firenze quale capitale di una possibile confederazione di regioni centro italiane, comprendente, oltre la Toscana, le Marche, l’Umbria, la Romagna, con in più la città di Bologna. Assecondando fedelmente lo svolgimento della vicenda storica, l’esposizione prende le mosse dallo scontro di Curatone e Montanara e dai volti dei suoi protagonisti. Al fine di ripercorrere nei termini più esatti le fasi cruciali della battaglia - che vide, come sappiamo, in prima fila, contro le truppe austriache, i volontari toscani di Firenze e Pisa - il comitato organizzatore ha scelto di fare dialogare le numerose quanto preziose testimonianze pittoriche, grafiche e documentarie (alcune delle quali inedite e qui esposte per la prima volta), con un grande plastico realizzato appositamente per la mostra, sul quale sono destinati a trovare posto non meno di seimila soldatini. Oltre la sezione dedicata alle celebrazioni plebiscitarie susseguenti alla partenza del Granduca - qui splendidamente evocata attraverso Il 26 aprile 1859 di Odoardo Borrani - la sequenza della opere si apre poi alle immagine chiamate a celebrare, per mano d’artisti quali Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Ferdinando Buonamici, Telemaco Signorini, Amos Cassioli, Pietro Aldi, Arturo Moradei, alcuni episodi emblematici della Seconda Guerra d’Indipendenza. Episodi che trovano tuttavia, lungo le sale della mostra, un loro suggestivo contraltare nelle rappresentazioni si un Risorgimento rivissuto – ma sarebbe forse meglio dire drammaticamente vissuto – in chiave totalmente civile. Tele come quelle di Ignazio Affanni, Cesare Bartalena, De Micheli, declinano con accenti accorati un mondo d’affetti quotidiani che gli avvenimenti bellici stanno per spezzare per sempre. Un piccolo universo sul quale saprà indugiare anche la grafica del periodo, mediante un’importante rassegna di illustrazione di carattere popolare destinate a riviste e periodici. Un periodo a parte è destinato a Giovanni Fattori, del quale viene percorsa, quasi mostra nella mostra , la sua produzione pittorica di soggetto ‘militare’. Un exursus che copre l’intero arco cronologico della sua attività. Dal grande cartone della Battaglia di Magenta del 1859-60, realizzato nell’ambito del concorso Ricasoli, alle opere degli anni Ottanta e Novanta. contrassegnate se possibile, nella composizione figurativa, da una sempre più scoperta e programmatica vena antiretorica. A testimoniare l’eco dell’insegnamento fattoriano e il perdurare, anche in chiave elegantemente popolare, della fortuna di opere che vedono quali personaggi principali i soldati dell’esercito nazionale, è stata prevista un’ulteriore sezione che ha messo a confronto, tra glia altri, lungo le pareti della sede espositiva, artisti come Francesco Gioli e Ruggero Panerai."

Attivita' didattiche:
- documentati sugli artisti citati nella presentazione