giovedì 30 settembre 2010

Ancora su "Noi credevamo" - materiali didattici


ll MIUR - Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, insieme al Comitato Italia 150, la Regione Piemonte e il Museo Nazionale del Cinema, ha organizzato per le scuole secondarie di secondo grado di Torino una proiezione gratuita del film Noi credevamo di Mario Martone.

Il sito che ne da' notizia permette di scaricare una utile scheda in formato pdf con materiali didattici, tra cui i seguenti: la trama del film, una dichiarazione del regista in merito agli intenti da lui perseguiti, una cronologia essenziale del Risorgimento italiano, profili biografici dei personaggi storici storici presenti nel film.

domenica 26 settembre 2010

Il Risorgimento nelle parole dell'attore Luigi Lo Cascio


Guarda il video in cui l'attore Luigi Lo Cascio parla dei rapporti tra i due personaggi da lui interpretati in due film a fondo storico: Domenico Lopresti di Noi credevamo, diretto da Mario Martone (2010), e Nicola Carati de La Meglio Gioventu' di Marco Tullio Giordana (2003).

Rispondi alle seguenti domande:
- cosa unisce i due personaggi?
- cosa muoveva molti degli uomini che lottarono nel corso del Risorgimento?
- quale fu l'esito delle loro lotte e degli ideali che li animavano?
- in che senso i poeti e i musicisti dell'Ottocento hanno avuto a cuore l'unita' d'Italia?
- in che senso un film come quello di Martone puo' aiutare coloro che studiano storia?
- cosa accomuna gli Italiani?

sabato 25 settembre 2010

150 DIGIT - L'Italia delle scuole


"150 DIGIT – L’Italia delle scuole vuole raccogliere la voce degli studenti e degli insegnanti - italiani e stranieri - e affiancarla a quella istituzionale dei promotori e degli organizzatori degli eventi. Lo fa mettendo a disposizione delle scuole un ambiente di comunicazione online connesso con le esposizioni di Esperienza Italia per dare vita a un social network di nuova generazione in cui insegnanti e docenti potranno interpretare la ‘voce’ istituzionale degli eventi celebrativi, discuterla e integrarla con le memorie, le realtà e le aspettative provenienti dai loro territori di appartenenza.

Oltre al coinvolgimento delle scuole italiane è prevista la partecipazione delle scuole straniere, nella doppia veste di scuole italiane all’estero e di scuole che collaborano con realtà italiane (progetti europei e scuole straniere in Italia). Obiettivo di quest’apertura internazionale è la possibilità per le nuove generazioni di confrontarsi sul piano dell’immaginario collettivo, del linguaggio e della literacy digitale.
Il progetto intende sostenere l’attuale impegno delle scuole sul fronte dell’inserimento delle nuove tecnologie all’interno delle classi, in particolare la Lavagna Interattiva Multimediale (LIM), dando centralità ai contenuti e alle loro strategie di progettazione e di realizzazione. Per questo motivo
un aspetto centrale di 150 DIGIT è quello della formazione che, grazie alla stretta collaborazione con ANSAS (ex INDIRE), si orienterà verso lo sviluppo di un ambiente di scrittura guidata che accompagni le scuole nella creazione dei loro contenuti.

Il progetto sarà on line a partire da ottobre 2010."

mercoledì 22 settembre 2010

L'altro Risorgimento



Pino Aprile e' autore del libro Terroni. Tutto quello che e' stato fatto perche' gli italiani del Sud diventassero meridionali, Piemme, 2010.

* Leggi la scheda del libro sul sito della casa editrice, che qui trascriviamo:

"Fratelli d’Italia... ma sarà poi vero? Perché, nel momento in cui ci si prepara a festeggiare i centocinquant’anni dall’Unità d’Italia, il conflitto tra Nord e Sud, fomentato da forze politiche che lo utilizzano spesso come una leva per catturare voti, pare aver superato il livello di guardia.

Pino Aprile, pugliese doc, interviene con grande verve polemica in un dibattito dai toni sempre più accesi, per fare il punto su una situazione che si trascina da anni, ma che di recente sembra essersi radicata in uno scontro di difficile composizione.

Percorrendo la storia di quella che per alcuni è conquista, per altri liberazione, l’autore porta alla luce una serie di fatti che, nella retorica dell’unificazione, sono stati volutamente rimossi e che aprono una nuova, interessante, a volte sconvolgente finestra sulla facciata del trionfalismo nazionalistico.

Terroni è un libro sul Sud e per il Sud, la cui conclusione è che, se centocinquant’anni non sono stati sufficienti a risolvere il problema, vuol dire che non si è voluto risolverlo. Come dice l’autore, le due Germanie, pur divise da una diversa visione del futuro, dalla Guerra Fredda e da un muro, in vent’anni sono tornate una. Perché da noi non è successo?"

Guarda i primi 2 dei 3 video presenti sul blog di Pino Aprile e rispondi alle seguenti domande:

1^ video: Intervista a Pino Aprile [il testo dell'intervista e' reperibile al sito di Beppe Grillo]

- Qual e' la tesi principale del libro?
- Cosa ha stabilito la sezione di Napoli del CNR, diretta dal prof. Paolo Malanima?
- Cosa pensava Giustino Fortunato?
- Quali argomenti vengono portati a sostegno della tesi in merito alla rete stradale, agli impianti siderurgici, all'industria meccanica e ai cantieri navali presenti nella penisola italiana all'atto dell'unificazione?

2^ video: interviste radiofoniche a Paquale Squitieri, regista del film Li chiamarono briganti (1999); all'archivista Gennaro De Crescenzo, del Movimento neoborbonico; e allo stesso giornalista Pino Aprile

- Secondo Squitieri, come fu conquistato il Sud?
- Di quale "impresa" si rese responsabile il generale Enrico Cialdini?
- Qual e' l'obiettivo del Movimento neoborbonico?
- In aggiunta a quelli gia' citati nel video 1, quali dati porta Aprile in merito alla situazione finanziaria del Meridione?

Per approfondire:
+ Giustino Fortunato, + Enrico Cialdini, + Officine di Pietrarsa, + Impianti siderurgici di Mongiana.

martedì 21 settembre 2010

"Concerto Italiano. Storia e storie dell'Unita' d'Italia" di Italo Moscati


In occasione del 62^ Prix Italia, il 19 settembre 2010 e' stato presentato a Torino, in anteprima nazionale, un film di Italo Moscati: Concerto Italiano. Storia e storie dell'Unita' d'Italia.

Cosi' e' illustrato il film documentario sul sito della Mediateca delle Marche:

"Nel 1954 cominciano le trasmissioni televisive della Rai. L’attenzione per la storia d’Italia è subito molto forte nei programmi prodotti dalla stessa Rai e aumenta nei sei anni successivi. Questa attenzione si sviluppa ancora dal 1961, ovvero l’anno in cui si compie il secolo dalla proclamazione a Torino nel 1861 dell’Italia Unita.
Se nel 1911, a cinquant’anni dalla proclamazione, le immagini delle manifestazioni e delle feste per l’ Unità avevano la qualità di un bianco e nero un po’ tremolante delle foto di allora e delle sequenze dei primi documentari, nel 1961 la Rai raccoglieva le sue migliori energie per mostrare altre immagini, più ferme, più reali, più convincenti, meno romantiche, capaci di raccontare la storia, le storie del Paese.
La Rai filmò le iniziative organizzate a Torino, “Italia 61” e “la Mostra dedicata all’Unità dal Museo del Risorgimento”, e altre ancora; ma fece ben di più, realizzando numerosi sceneggiati e programmi che raccontavano la storia del passato e però puntavano a presentare il nuovo volto del Paese dal cosiddetto “miracolo economico” al rapido e intenso cambiamento dei costumi e della vita degli italiani, ai loro interessi in cammino verso il futuro, alla loro costante ricerca di prospettive aggiornate nel volto inedito di un’Italia non più contadina, più industriale, attenta al mondo.
Di tutte queste straordinarie immagini della realtà e di ricostruzione con fiction e film tv, si comporrà “Concerto italiano” che presenterà un appassionante intreccio fra la storia e, soprattutto, le storie che ci riguardano da vicino e fanno sperare con fiducia negli anni che ci attendono."

Attivita' didattiche:
- guarda il video;
- stendi una scaletta, individuando film, musiche, fatti e personaggi.

lunedì 20 settembre 2010

Roma capitale: Cavour e Napolitano

In occasione della Cerimonia del conferimento a Giorgio Napolitano della cittadinanza onoraria di Roma Capitale, il Presidente della Repubblica ha tenuto un discorso in cui ha fatto esplicito riferimento a Cavour e alla cosiddetta "questione romana".
Leggi il testo e guarda il video.

Musica e Risorgimento

"In occasione della mostra "1861. I pittori del Risorgimento", il Palazzo delle Esposizioni presenta Musica e Risorgimento.
Le parole e la musica degli italiani durante il Risorgimento: un viaggio negli anni in cui l'idea di nazione diventa realtà. Tra cronaca e letteratura, musica d'occasione e musica d'arte. Le emozioni, gli ideali, le utopie, la retorica di quel periodo hanno dato vita a una quantità di inni, poesie, canzoni, arie d'opera, marce. Da Milano a Napoli, da Venezia a Roma, gli artisti si scoprono patrioti e i patrioti, a volte, diventano artisti. Potendosi sentire tutti, per la prima volta nella nostra storia, "fratelli d'Italia"."

Due gli appuntamenti:
- E la bandiera di tre colori... - concerto
"L'estro e l'ironia di Elio Pandolfi insieme al pianoforte di Marco Solastra fanno rivivere le marce trionfali, le canzoni e gli inni patriottici del tempo sulle musiche che furono la più popolare colonna sonora di una stagione indimenticabile."
- Viva V.E.R.D.I.! - musica
"Attila, Nabucco, Rigoletto, Simon Boccanegra, Jago. Nelle opere di Giuseppe Verdi "la voce che pensa", la voce nobile, è quella del baritono. Mentre soprani e tenori si amano e si dannano, il baritono ha altre preoccupazioni: il piacere e il peso del potere lo affascinano e lo schiacciano. Attraverso il suo canto transitano responsabilità e strategie collettive, desideri anche feroci di affermazione e di vendetta. A lui Verdi affida le riflessioni più profonde, che non hanno perso d'attualità."

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A partire da queste indicazioni conduci una ricerca online sui rapporti tra musicisti e il Risorgimento.

domenica 19 settembre 2010

L'Orlando furioso in Valtellina - 2

L'Associazione Culturale Bradamante, ideatrice del progetto "L'Orlando furioso in Valtellina" per la creazione di un percorso turistico culturale finalizzato alla valorizzazione del patrimonio rinascimentale costituito dai tre affreschi valtellinesi che illustrano il poema di Ludovico Ariosto a Palazzo Besta di Teglio, a Palazzo Valenti di Talamona e a Castel Masegra di Sondrio. dal 9 settembre 2010 al 15 gennaio 2011, organizza una serie di mostre ed eventi, illustrati sul proprio blog.

Italia Anno Zero - Cinema e Risorgimento

Il Palazzo delle Esposizioni di Roma in collaborazione con la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale propone dal 21 ottobre al 21 novembre 2010 una rassegna di film sul Risorgimento, che puo' costituire una traccia per approfondire l'argomento.

"La storia dell'Unità d'Italia è stata la dannazione di molti scolari, schiacciati tra date e battaglie, ma se si scorre quella del nostro cinema la sensazione si ribalta: tra i capolavori più appassionanti della nostra cinematografia ci sono i film sul Risorgimento. Inevitabilmente i grandi registi che hanno voluto riflettere sul carattere e l'identità italiani, si sono rivolti ad analizzare questo momento storico, che ha segnato la nascita dell'Italia come nazione moderna.
In occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia e della grande mostra "1861. I pittori del Risorgimento" delle Scuderie del Quirinale, Il Palazzo delle Esposizioni presenta, in collaborazione con la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale, le migliori pellicole che hanno ricostruito per lo schermo gli eventi risorgimentali.
Con serietà e forza poetica, grandi registi hanno ripercorso gli episodi e i personaggi che hanno portato il nostro Paese alla conquista dell'indipendenza e dell'unità nazionale, alla ricerca della nostra verità, cercando di raccontare la storia come vita degli uomini, lontani dalla retorica. Questi film sono inoltre il frutto del dibattito politico e culturale degli anni in cui sono stati realizzati, costituiscono pertanto un documento prezioso dell'evoluzione della riflessione politica del nostro paese. Un percorso attraverso pellicole straordinarie, per imparare ad amare la storia attraverso immagini dal fascino irresistibile."

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Leggi le schede dei film, e cerca informazioni e spezzoni in Internet.

sabato 18 settembre 2010

Il Centoquarantennale di Roma capitale


Scarica e leggi il Manifesto del Comitato d'Indirizzo per le celebrazioni del 140^ anniversario di Roma capitale dal sito del Comune di Roma.

venerdì 17 settembre 2010

Il Risorgimento a colori: pittori, patrioti e patrioti pittori nella Roma del XIX secolo


Dal sito del Museo di Roma:

"Narrare la storia del Risorgimento romano descrivendone gli eventi più significativi con una selezione di opere realizzate da artisti italiani e stranieri è l’intento di Il Risorgimento a colori: pittori, patrioti e patrioti pittori nella Roma del XIX secolo al Museo di Roma in Palazzo Braschi dal 19 settembre 2010 al 9 gennaio 2011. La mostra [...] è inserita nelle iniziative “Roma: Capitale d’Italia da 140 anni”.

[...] Le circa cento opere selezionate - dipinti, sculture e opere grafiche provenienti dalle collezioni del Museo di Roma e da altre raccolte italiane pubbliche e private - illustrano, sia attraverso i tradizionali schemi accademici sia con un innovativo linguaggio tra cronaca ed epopea, venti anni di storia della città, dalla Repubblica Romana del 1849 alla sconfitta di Garibaldi a Mentana, fino al definitivo crollo del potere temporale della Chiesa con la presa della città da parte dei bersaglieri il 20 settembre 1870.

In particolare sarà possibile ammirare dipinti di Dario Querci, Carlo De Paris, Michelangelo Pacetti, Ippolito Caffi, George Housman Thomas, Gerolamo Induno, Michele Cammarano, Carlo Ademollo, Gioacchino Toma, Onorato Carlandi.

Il percorso della mostra inizia con un dipinto di Ippolito Caffi che descrive l’entusiasmo popolare in Piazza del Quirinale per la concessione dello Statuto da parte di Pio IX mentre la tela di Antonio Malchiodi rievoca la figura del tribuno di Trastevere Angelo Brunetti, detto Ciceruacchio.

Un’intera sezione dell’esposizione è dedicata all’intensa esperienza della Repubblica Romana, ricordata con due grandi dipinti che fissano l’immagine dei maggiori protagonisti: la tela di Dario Querci con Giuseppe Mazzini che in Campidoglio annuncia ai romani l’istituzione della Repubblica e il dipinto di George Housman Thomas raffigurante Garibaldi nell’assedio di Roma. I dipinti di Gerolamo Induno e Giambattista Bassi testimoniano la desolazione dei luoghi bombardati.

Il lungo periodo di normalizzazione che segue il ritorno del pontefice nella città occupata dalle truppe francesi, nell’aprile del 1850, viene celebrato da artisti fedeli al regime in opere come Il ritorno di Pio IX dello spagnolo Carlo De Paris o nelle scene di vedutismo cronachistico di Michelangelo Pacetti.

Gli ultimi atti dell’epopea risorgimentale romana sono ripercorsi nelle tele di Michele Cammarano e Archimede Tranzi che rievocano la breccia di Porta Pia. La partecipazione di aristocratici e popolo affinché si realizzi la nuova realtà politica di Roma capitale è ricordata in una bella scena di genere di Pietro Saporetti.

Costituisce un’interessante integrazione all’esposizione pittorica la sezione dedicata alla grafica, presentata nelle due nuove sale con accesso dal cortile di Palazzo Braschi, aperte al pubblico proprio in questa occasione. Qui è ospitata la documentazione degli avvenimenti romani tra il 1846, anno di elezione di Pio IX, e il 1870 in 49 opere - disegni, incisioni e libri rari - alcune esposte per la prima volta.
Sono documentati importanti eventi quali l’istituzione della Guardia Civica o la realizzazione degli imponenti apparati effimeri innalzati nelle piazze cittadine in onore del papa. La proclamazione delle Repubblica Romana e i cruenti scontri durante l’assedio del ’49 tra truppe francesi e romane sono efficacemente illustrati nelle famose litografie delle Rovine della guerra di Roma del 1849, tratte dal dagherrotipo e nei panorami di Kandler e Andreae che ritraggono l’assedio da Villa Pamphilj e da Palazzo Caffarelli.

Completano la mostra una serie di opere che illustrano le iniziative di Pio IX dopo il ritorno a Roma dall’esilio di Gaeta: la proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione e l’inaugurazione della colonna, dedicata alla Vergine, in piazza di Spagna; la commissione di importanti scavi archeologici che portarono al ritrovamento dell’Ercole Righetti presso Campo de’ Fiori e dell’Augusto a Prima Porta; la macchina pirotecnica incendiata sul Pincio per la festività dei Santi Pietro e Paolo."

mercoledì 15 settembre 2010

"La Commedia" di Amos Poe


" La Commedia, il nuovo film prodotto e diretto da Amos Poe, uno dei protagonisti del movimento underground cinematografico della "No Wave Cinema" newyorkese e capostipite del cinema indipendente americano, e' stato ultimato in tempo per la 67. Mostra. Il film e' stato presentato in prima mondiale, Fuori concorso, venerdì 3 settembre a mezzanotte in Sala Grande. Le letture dei versi di Dante all'interno del film sono recitate da Roberto Benigni (Paradiso) Alfonso Santagata (Inferno), Sandro Lombardi (Purgatorio). Loretta Mugnai è la raffigurazione metaforica di Beatrice Portinari; le musiche sono di Debbie Harry, Decay of Angels, Hayley Moss, Peter Gordon, Muchael Duclos, Brenda Elthon, Paraphilia, Dave Mitchell, Riccardo Moretti e Andres Nazrala. [...]

La Commedia di Amos Poe si ispira per la maggior parte al capolavoro letterario di Dante Alighieri e a The Horse in Motion di Eadweard Muybridge, considerato da molti uno dei pionieri del cinema, per la rivoluzionaria scoperta della fotografia in movimento alla fine dell’Ottocento. L’idea chiave del film è quella di un viaggio in movimento: il viaggio delle nostre vite attraverso l’Inferno, il Purgatorio ed il Paradiso, tracciando uno schema di eventi. Amos e Dante sono due “viaggiatori” che si confrontano nel pieno di una crisi di mezz’età: “Nel mezzo del cammin di nostra vita | mi ritrovai per una selva oscura…”, come recita l’incipit dell’Inferno. La Commedia è concepito come un documento di “cinema-verità” sull’esilio di Poe in Italia e Francia, in particolar modo a Firenze. Si concentra innanzitutto sulla percezione del movimento nel cinema, pur mantenendo una “struttura narrativa” completamente soggettiva. Il film è composto da ventimila suddivise in tre sequenze cinematografiche (100 minuti, come i cento canti della Commedia) che richiamano il viaggio allegorico di Dante Alighieri alla ricerca di Beatrice attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso: una sorta di reinvenzione della Divina Commedia per il nostro tempo, settecento anni dopo il rivoluzionario capolavoro di Dante Alighieri. Poe sbozza sullo schermo un nuovo volgare, un “dolce stil novo”.

Il regista ha dichiarato: «Volevo girare un film, ed ero alla ricerca di un buon scrittore. Ho immediatamente pensato a Dante. La Commedia è cresciuta in modo organico a partire dalle mie letture della Divina Commedia, dal fascino evocato dalla riscoperta delle origini del cinema come flusso di immagini in movimento e come poesia, e grazie all'aiuto di migliaia di fan su Facebook. Mi auguro che lo spettatore sia rapito da ciò che accade sullo schermo e da ciò che verrà evocato in lui a livello emotivo. Credo che la magia del cinema stia proprio in questa interazione di universi narrativi, quello visivo e quello interiore».

Il film è una produzione d'avanguardia, che si fonda sull’ampio sostegno derivante dai social network quali YouTube, Facebook e Kickstarter, come impulso all’attività di produzione cinematografica di oggi, ed è stato prodotto dal suo stesso autore, in collaborazione con i produttori Elena Santamaria, Ben Bindra, JR Skola e Victoria Bousis. " [dal sito della Mostra del cinema]

* Guarda il trailer sul sito ufficiale del regista
* Guarda la conferenza stampa, che aiuta a capire alcune scelte registiche

martedì 14 settembre 2010

Nuovo Immaginario Italiano



Maria Cristina Mauceri e Maria Grazia Negro
Nuovo Immaginario Italiano. Italiani e stranieri a confronto nella letteratura
Sinnos Editore, collana SEGNI nuovo immaginario italiano

"Gli scrittori italiani contemporanei come rappresentano gli stranieri arrivati recentemente in Italia? E gli scrittori migranti come ci vedono e come si vedono interagire con noi? In questo libro, l’analisi comparata della letteratura autoctona e di quella migrante rappresenta una novità assoluta nella ricerca interculturale in Italia, sia per la quantità e la varietà dei testi considerati, sia per la completezza dell’arco temporale, che parte dal 1990, data di nascita della letteratura italiana della migrazione. L’esame di alcune tipologie di figure dello straniero immigrato utilizza un innovativo metodo di ricerca: i testi degli scrittori italiani sono contrappuntati con quelli degli scrittori migranti, in una specie di colloquio interculturale che le autrici propongono come esercizio all’ascolto e all’interpretazione dell’incontro - pratica vitale in una società europea in via di creolizzazione. L’immagine dell’Italia che emerge da questo saggio è quella di una nazione che, pur avendo rimosso il proprio passato di emigrazione, sta lentamente aprendosi ai cambiamenti apportati dalla presenza di comunità straniere sul suo territorio. Un libro importante per riflettere sul ruolo della letteratura, che racconta e dà senso ai mutamenti della società italiana e prospetta possibili scenari di come essa sotto l’impatto della Grande Migrazione stia cambiando e vada rinnovandosi."

mercoledì 8 settembre 2010

"Noi credevamo" di Mario Martone


E' stato presentato al 67^ Festival Internazionale del Cinema di Venezia il kolossal di Mario Martone sul Risorgimento [dura ben 3 ore e mezza]. Uscira' nelle sale italiane a partire da novembre.
Il film e' tratto dall'omonimo romanzo di Anna Banti, pubblicato nel 1967 [Leggi il commento sul blog ideato e curato da Francesca Branca. Il testo integrale puo' essere consultato e scaricato grazie a Scribd].

Attivita' didattiche:
* Consulta il blog ufficiale del film e la pagina Facebook. Leggi alcuni articoli, recensioni e interviste apparse sulla stampa e online.
* Documentati sui seguenti personaggi storici:
Giuseppe Mazzini, Francesco Crispi, Cristina Trivulzio di Belgiojoso, Emilie Ashurst Venturi, Sigismondo Castromediano, Simone Bernard, Carlo Di Rudio, Antonio Gallenga, Luigi Amedeo Melegari, Antonio Gomez, Felice Orsini, Carlo Poerio, i fratelli Capozzoli, Nicola Nisco, Stanisław Worcell.
* Rispondi alle seguenti domande:
- In un articolo-intervista di Claudia Morgoglione, pubblicato su "la Repubblica", il regista spiega i tre aggettivi che caratterizzerebbero l'Italia, desunti dalla fonte letteraria [gretta, superba e assassina]: "Si riferisce al Paese di allora, ma io credo sia qualcosa che ha continuato a esistere e persistere - così come persistono le forze che vi si oppongono. E non parlo di destra e sinistra, ma della differenza antropologica tra democrazia e autoritarismo. C'è qui da noi una spinta autoritaria, un rapporto tra paure profonde e affidarsi a una persona forte dall'alto. Invece io, che nella pellicola enfatizzo il ruolo della Repubblica romana, penso che la Costituzione che si diede - così come la nostra Costituzione, nata cento anni dopo - dovremmo tenercela stretta".
Ripercorri la storia degli ultimi 150 anni: quali episodi possono confermare la tesi di uno scontro tra democrazia e autoritarismo?
- Rifacendoti sempre alla citazione precedente, quale rapporto si puo' istituire tra Repubblica romana e Repubblica italiana?
- L'interpretazione che Martone da' alla figura di Mazzini fara' sicuramente discutere. Sempre nell'articolo di Claudia Morgoglione il regista dichiara: "La mia [...] è un'opera nata sull'onda dell'emozione per gli attentati dell'11 settembre. La figura di Mazzini può in effetti ricordare il terrorismo: gli stessi Marx ed Engels vedevano in lui un terrorista, comunque un uomo di cui non accettavano i metodi estremi. Un personaggio più vicino all'integralismo religioso (con la sua fortissima fede cattolica) che alla lotta armata stile Br: col suo essere religioso e mistico allevava in qualche modo dei martiri". La frase e' introdotta addirittura dalla frase "ben felice di mandare ragazzi a farsi ammazzare pur di uccidere Carlo Alberto". Cio' cozza con quanto lo stesso Mazzini avrebbe scritto nel suo famoso testo, noto come La tempesta del dubbio (leggilo sull'antologia).
In un articolo pubblicato da Adnkronos leggiamo la seguente dichiarazione del regista: "Non c'è una sola parola che Mazzini pronuncia nel film che non derivi dai suoi scritti. Questo aspetto terroristico, perché così veniva definito del resto Mazzini dalle polizie di tutta Europa ma anche da Marx ed Engels, non è un'invenzione mia né di Giancarlo de Cataldo (co-sceneggiatore del film col regista, ndr) è qualcosa che appartiene alla storia. Naturalmente Mazzini è un personaggio immenso e quindi lungi da me l'idea di ridurlo solo a terrorista. E' stato un uomo che ha saputo immaginare l'Italia unita in anni in cui era inconcepibile. Certo, la lotta così lunga, l'ostinazione per il credo repubblicano, una forma di mistica religiosa nella forma della lotta, è innegabile. Ma d'altronde fare un Paese è un processo doloroso. Abbiamo cercato di raccontarlo, anche perché la stragrande maggioranza di noi non sa nulla su come è nata l'Italia ma sa tutto su come sono nati gli Stati Uniti grazie ai film western".
Discuti con l'insegnante e i compagni.

venerdì 3 settembre 2010

Proposte educative a.s. 2010/2011 dell'Associazione Linea Gotica - Officina della Memoria



PROPOSTE EDUCATIVE per l'anno scolastico 2010-2011 dell'Associazione Linea Gotica - Officina della Memoria

"La Linea Gotica fu l'ultimo fronte di guerra in Italia dall'agosto del 1944 all'aprile del 1945 dividendo in due l'Italia, dal mar Tirreno all'Adriatico. Da una parte l'esercito tedesco che difendeva i punti strategici sulle alture appenniniche, dall'altra parte gli Alleati che tentavano di penetrare nella Pianura Padana. Accanto alla guerra combattuta al fronte il territorio fu segnato da numerosi episodi di stragi di civili, per tutti Sant'Anna di Stazzema e Monte Sole (Marzabotto).
Ancor più che un teatro bellico la Linea Gotica fu il luogo dove si manifestarono profondi cambiamenti politici a livello mondiale, il timore inglese della fine dell'epoca dell'impero coloniale nel quadro politico di spartizione tra le nuove potenze americana e sovietica che presto sarebbe stato sancito nella Conferenza di Yalta.
Ma la Linea Gotica rappresentò anche un villaggio globale ante litteram che vide l'incontro tra soldati di oltre trenta paesi diversi che con le loro culture entrarono in contatto con le popolazioni locali."

www.progettolineagotica.eu - http://progettolineagotica.blogspot.com

giovedì 2 settembre 2010

"La Vera Relazione sulla Vita e i Fatti di Giovanni Pico Conte della Mirandola" di Giulio Busi


Dal sito del Festival della Letteratura di Mantova:

"La Vera Relazione sulla Vita e i Fatti di Giovanni Pico Conte della Mirandola di Giulio Busi (Nino Aragno Editore) non è un saggio e non è un romanzo, o meglio è un saggio raccontato come un romanzo. Vuole condurre al piacere di leggere la storia, quella vera, con fatti e documenti, proiettandola nella vivezza di faccenda quotidiana e attuale.
Tra gli episodi più movimentati, spicca il fallito rapimento della bellissima Margherita, amante di Pico e moglie di Giovanni di Mariotto, un gabelliere povero, ma rampollo di un ramo minore della famiglia Medici. Il fatto ebbe luogo il 10 maggio del 1486, quando il Conte andò ad Arezzo, dove si trovava la sua amante, la fece salire in groppa al cavallo di Cristoforo, il suo segretario e complice, e partì al galoppo verso Roma. La romantica fuga ebbe una conseguenza ovvia e immediata: il marito di Margherita raccolse circa duecento armati e si lanciò all’inseguimento di Pico. Nella mischia che ne seguì, diciotto uomini della scorta del Conte restarono uccisi, Pico stesso fu preso prigioniero per qualche giorno e la bella rapita fu riportata a casa. L’episodio fece grande scalpore e lasciò un segno indelebile sulla reputazione del Conte della Mirandola."

E' possibile leggere uno stralcio del libro di Busi sul sito citato.

mercoledì 1 settembre 2010

Progetto Pico / Pico Project


Il Progetto e' nato da una collaborazione tra l'Universita' degli Studi di Bologna e Brown University (Providence, RI).

Agli studenti di un triennio puo' interessare:
- la cronologia della vita di Giovanni Pico della Mirandola;
- la presentazione del suo famoso discorso, considerato il «Manifesto del Rinascimento»;
- la riproduzione di alcune edizioni quattrocentesche dell'Orazione De hominis dignitate:
* l'Editio princeps, a cura del nipote Giovan Francesco Pico, Bologna: Benedetto Faelli, 1496 [L'esemplare fotografato è quello della Biblioteca Universitaria di Bologna];
* l'Esemplare Brunense: Pico della Mirandola, Giovanni. Opera, Bononia: Benedictus Hectoris, 1496 [conservato presso la John Hay Library, Brown University] - ristampa lionese, ca. 1498 ["Oratio elegantissima"]:
* l'Esemplare Bolognese: Picus Mirandulanus, Johannes. Opera, Bologna: Benedetto Faelli, 1496 [posseduto dalla Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio di Bologna] - Ristampa lionese, ca. 1498 [Oratio Ioannis Pici Miran. Concordiae comitis];
- la traduzione con testo a fronte.