lunedì 28 marzo 2011

Ad Alta Voce: "I Mille. Da Genova a Capua"


Dal 28 marzo 2011, dal lunedì al venerdì alle ore 16.00 su Radio3, Alessandro Benvenuti legge I Mille. Da Genova a Capua di Giuseppe Bandi.

* Il testo dell'edizione stampata a Firenze da Salani nel 1903 è disponibile, in formato pdf, al sito della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.

* Leggi l'interessante post di Luciano Luciani [sullo stesso blog "LibereRecensioni" compaiono molti articoli sulla letteratura garibaldina e risorgimentale. Luciani è autore del volume Minimo ottocento. Personaggi e vicende di una difficile identità nazionale A un secolo e mezzo dall'unità d'Italia, Massarosa (Lucca), Marco Del Bucchia editore, 2010].

lunedì 21 marzo 2011

Radio3 e la Giornata mondiale della Poesia 2011

"Un verso della poetessa Patrizia Cavalli per sottolineare la scelta di Radio3 di dedicare l’intera giornata di lunedì 21 marzo alla poesia civile contemporanea. Tutto il palinsesto della rete (dalle 6.00 del mattino a mezzanotte, da Qui comincia a Battiti) sarà scandito dalla lettura di testi poetici, molti inediti, letti dalla voce degli stessi autori e tutti fortemente centrati sul nostro presente.

Maurizio Cucchi, Maria Luisa Spaziani, Bianca Maria Frabotta, Franco Buffoni, Giuseppe Conte, Silvia Bre, Valerio Magrelli, Antonella Anedda, Valentino Zeichen, Maria Grazia Calandrone, Marco Giovenale, Daniela Attanasio, Elio Pecora, Nanni Balestrini, Annelisa Alleva, Sara Ventroni, Lello Voce e tante altre presenze di autori, più giovani e meno conosciuti daranno vita ad una sorta di staffetta poetica tra un programma e l’altro. Voci di denuncia, allarme per la cultura, per l’ambiente, paura per un futuro incerto e intollerante nel quale anche il diritto all’aria sembra non scontato.

Gli ascoltatori potranno riascoltare e scaricare dal sito di Radio3 la registrazione di tutti i testi e creare una piccola personale antologia di poesia civile." [Fonte]

domenica 20 marzo 2011

La nuova era dell'Enciclopedia Treccani on line

Dal 14.03.2011 "è on line il nuovo portale Treccani, con la ricerca nelle voci enciclopediche come punto di partenza. Nuovi strumenti di ricerca, correlazioni, richiami e approfondimenti anche dalla Rete agevolano la creazione di percorsi e studi nel nostro ricco patrimonio." [Fonte]

lunedì 14 marzo 2011

L'Italia unita a scuola


"Le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia -ha dichiarato Giuseppe Laterza- sono un’occasione preziosa per conoscere il nostro passato. E – di conseguenza – saper progettare il nostro futuro. Un’occasione che si può cogliere a certe condizioni. Prima di tutto una forte partecipazione dei cittadini e una discussione pubblica senza pregiudizi né stereotipi, anche oltre e fuori dalle sedi politiche e istituzionali.

La scuola è il luogo dove si è fatta l’unità d’Italia. Anzi, dove si sono fatti gli italiani. È attraverso la scuola che milioni di sudditi degli antichi stati sono divenuti cittadini, uscendo dall’analfabetismo e conquistando così la possibilità e il diritto di una piena partecipazione democratica. Ed è grazie alla scuola che gli italiani hanno imparato a parlare la stessa lingua, riconoscendo una comune identità.

Ecco perché la casa editrice Laterza ha pensato di promuovere nelle scuole e con le scuole tre giornate di riflessione e di festa, di discussione e di condivisione, dal 15 al 17 marzo, giorno della proclamazione del Regno d’Italia. Tre giornate in cui le scuole si apriranno ai cittadini, invitandoli a incontrare studenti e professori. In occasione di lezioni magistrali, seminari, workshop, concerti, mostre, film ed altro sui temi della storia dell’Italia unita. Storici ma anche filosofi ed economisti, sociologi e giuristi, scrittori e giornalisti saranno coinvolti in un confronto aperto con i cittadini, gli insegnanti e soprattutto gli studenti, i veri protagonisti delle tre giornate.
" [dal sito del progetto]

E' per questo che dieci scuole di Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Vicenza hanno aderito all'iniziativa promossa dagli Editori Laterza insieme agli insegnanti, agli studenti, agli autori e agli amici della Casa editrice.

domenica 13 marzo 2011

Ad Alta Voce: "Da Quarto al Volturno"

Dal 14 marzo dal lunedì al venerdì alle ore 16 Tommaso Ragno legge Da Quarto al Volturno. Noterelle di uno dei Mille di Giuseppe Cesare Abba.

Il testo si può consultare al sito della Biblioteca digitale IntraText.

Informazioni sull'autore e link a vari siti, tra cui una utile scheda dell'Archivio Storico del Senato della Repubblica, alla voce dell'enciclopedia digitale Wikipedia.

sabato 12 marzo 2011

Storia della comunità ebraica a Cremona


Sabato 12 marzo 2011, presso la Sala Puerari del Museo Civico "Ala Ponzone" di Cremona, Giovanni B. Magnoli ha tenuto una conferenza dal titolo Mercanti, avventurieri e artisti: la storia della comunità ebraica a Cremona, nell'ambito della rassegna "Il Violinista sul Tetto. Il violino nella cultura ebraica", promossa dal Comune di Cremona, da Cremonabooks e dallo Studiolo di Via Beltrami.

Come noto, Magnoli ha curato il volume Gli ebrei a Cremona, pubblicato nel 2002 da Giuntina, la casa editrice specializzata in opere di argomento ebraico.

Il volume è la pubblicazione degli atti del Convegno internazionale tenutosi a Cremona il 31 ottobre 2000, relatori Roberto Bonfil [Hebrew University di Gerusalemme], Michele Luzzati [Università di Pisa], Anna Foa [Università La Sapienza di Roma], Pier Francesco Fumagalli [Biblioteca Ambrosiana di Milano], oltre allo stesso Magnoli [vedi comunicato stampa in occasione della pubblicazione degli atti].

Il volume raccoglie quattro saggi: Aspetti di vita culturale ebraica a Cremona nel Cinquecento di Roberto Bonfil [pp. 13-24], Chiesa ed ebrei. Il rogo di Cremona di Pier Francesco Fumagalli [pp. 25-31], La circolazione di uomini, donne e capitali ebraici nell’Italia del Quattrocento: un esempio toscano-cremonese di Michele Luzzati [pp. 33-52], “Il gran disordine de’ guidei”. Storia di una comunità sotto assedio di Giovanni B. Magnoli [pp. 53-92].


Primo saggio [Bonfil]:

L’autore vuole dimostrare che il piccolo mondo ebraico di Cremona, una minuscola comunità di un centinaio di persone rispetto al migliaio in tutto il ducato di Milano, può essere visto come uno specchio del grande mondo ebraico “diviso in una straordinaria varietà di argomenti, ma sempre su uno sfondo di “sostanziale unità di base”.” Gli esempi, soprattutto due, “si proiettano al di là della aneddotica locale per configurarsi come varietà eminentemente paradigmatica delle convolute vie della convivenza degli ebrei coi cristiani in terra cristiana.”
Il primo esempio riguarda le vicende editoriali di alcuni testi ebraici e, in particolare, dello Zohar, il più importante libro della tradizione cabalistica, ad opera del più importante stampatore cremonese di testi ebraici, Vincenzo Conti. Cremona era infatti subentrata a Venezia a partire dal 1533, anno della bolla di Giulio III che ordinava la combustione del Talmud e in cui la Serenessima decise di mettere fine alla collaborazione tra gli stampatori cristiani e quelli ebrei. Cremona conservò questo primato fino al 1560, quando si adeguò alla tendenza generale nel Ducato di Milano con la cacciata degli ebrei.
Il secondo esempio illustra una discussione tra il rabbino di Cremona, Avraham Coen Porto o Rapaport, e un altro Maestro poi trasferitosi in Polonia, Eliezer Ashkenazi.

Secondo saggio [Fumagalli]:

Passa in rassegna, in modo molto succinto, le vicende della comunità ebraica lombarda dal Medioevo a oggi.

Terzo saggio [Luzzati]:

Illustra le vicende di un ingente investimento dei banchieri da Pisa nelle attivià creditizie di Cremona, risalente al 1469.

Quarto saggio [Magnoli]:

Lo scritto, più ampio e articolato rispetto ai precedenti, fattore che incide sulla nostra sintesi, costretta a tagliare molti particolari, parte dalla descrizione del protagonista del Negromante di Ariosto, maestro Iachelino, la quale racchiude in sé tutti i temi dell’antigiudaismo popolare.
La prima condotta fu accordata nel 1441 da Francesco Sforza al medico Isaac ben Salomon. Dal documento appare chiara l’insofferenza dei notabili e della chiesa per la presenza ebraica.
Moses ben Yekuthiel Hakohen fu il committente del più prezioso dei manoscritti ebraici miniati, la cosiddetta Miscellanea Rothschild [vedine alcune miniature al sito dell'editore Facsimile Editions]
Nella seconda metà del Quattrocento ebbe inizio la predicazione dei frati minori contro il prestito di denaro a pegno e, di conseguenza, il processo di emarginazione.
Il primo rogo di libri, anticipatore di quello del 1533, risale al 1488.
Al 1490 si colloca invece la nascita del primo monte di pietà.
Il famosissimo ciclo di affreschi della navata centrale della Cattedrale di Cremona illustra in modo sintomatico la posizione della chiesa cattolica: dalla scena della circoncisione, in cui compare una scritta in ebraico, alle scena di Pilato, dalla salita al Calvario alla crocifissione, in cui gli ebrei vengono additati come responsabili della morte di Gesù.
L'emarginazione degli ebrei cominciò molto prima del 1597: nel 1510 fu nominato un commissario incaricato di dirimere questioni amministrative; nel 1526 si stabilì che gli ebrei dovessero portare berretti gialli come segno di riconoscimento.
Nel 1533 si ebbe il rogo del Talmud, accusato di contenere elementi di predicazione antiebraica [l'ordine non comprendeva altri libri ebraici].
Nel 1557 Michele Ghislieri, capo dell’inquisizione romana, tornò ad invitare il senato lombardo a fare chiarezza sulla stampa ebraica. Giulio Claro, incaricato di portare a termine le indagini, interrogò Vincenzo Conti e dichiarò che le accuse erano infondate.
Nel 1559 Conti trasferì la sezione editoriale ebraica a Riva di Trento.
Tre eminenti figure ecclesiastiche unirono i propri sforzi per far cessare l' "esecrata conversazione tra cristiani ed ebrei", ossia una pacifica e mutua convivenza tra rappresentanti delle due fedi: si trattò di Niccolò Sfondrati, vescovo di Cremona dal 1560 al 1590, anno in cui salì al soglio pontificio col nome di Gregorio XIV; Cesare Speciano, vescovo dal 1590 al 1607, che introdusse i Gesuiti a Cremona; e di Carlo Borromeo, che visitò la città nel 1575.
Nel 1580 fu approvata l'ipotesi di costruire un ghetto [nato nel 1516 a Venezia].
Nel 1591 il re di Spagna Filippo II decise l'espulsione: gli ebrei avevano sei mesi di tempo per andarsene; prima, però, bisognava versare loro l'ingente somma dei prestiti.
"Con loro scomparve anche un sistema economico, ed una tradizione di studi e di ricerca che aveva reso la città famosa nel mondo ebraico e non solo" [p. 91] scrisse Giambattista Biffi nel suo Diario.


La conferenza del 12 marzo:

Le vicende di due personaggi, tra i molti che si potrebbero prendere a esempio, aiutano a ricostruire il clima dei rapporti tra ebrei e cristiani nella seconda metà del Quattrocento: si tratta di Isaac ben Salomon e di Carcosa [o Carcossa] Galli.

Isacco era un medico e un banchiere che nel 1441 ricevette una condotta da Francesco Sforza, non ancora duca di Milano, ma "signore della città", in procinto di sposare Bianca Maria Visconti [evento capitale nella storia di Cremona]. Da questo testo dettagliatissimo apprendiamo tutta una serie di utili informazioni.
Isacco era un medico, ossia un intellettuale, un uomo che curava le persone e viveva in mezzo a loro, che conosceva i potenti ma anche la gente comune. In quanto medico ebreo, aveva un altro approccio rispetto alla medicina cristiana: quest'ultima curava le emergenze; la prima, invece, poneva una particolare attenzione alla dieta, all'acqua, alla prevenzione.
Era anche un banchiere: il prestito avveniva su pegno e il pegno non riscattato poteva essere venduto. La differenza tra pegno e usura consisteva nel fatto che il primo stabiliva con esattezza tassi di interesse e tempi di riscossione, vincolando e garantendo entrambe le parti contraenti.
La condotta stabiliva che Isacco potesse andare, venire o "partire" a e da Cremona senza pagare ogni volta un dazio per la sua merce. Isacco si impegnava a rispettare le regole vigenti in città, ma chiedeva che nè il vescovo nè le autorità locali potessero intentare un processo contro di lui, tanto meno utilizzando come testimone un ebreo convertito. Non avrebbe dovuto portare un segno di riconoscimento [la tristemente famosa stella gialla]. Avrebbe goduto della libertà di culto e della possibilità di tenere aperto il proprio negozio di domenica.
Questi diritti e doveri valevano anche per la sua "famiglia allargata", per la comunità che lui rappresentava.
Una condotta analoga fu concessa in altre città in cui vennero istituiti altri banchi, dando vita a una rete piuttosto estesa.
Terzo elemento: grazie ai prestiti di Isacco e alle committenze promosse dallo Sforza si può dire che cominciò il Rinascimento cremonese. Anche per i lavori della Cattedrale si fece ricorso a prestiti da parte di ebrei.
Sebbene nel testo della condotta fossero presenti elementi di ostilità da parte della comunità cristiana, all'epoca non era presente l'antigiudaismo dei decenni successivi. Esso arrivò con i frati.

La seconda vicenda è quella di Carcossa Galli. Avvenne qualche anno dopo la morte di Francesco Sforza. Gli era subentrato il figlio Galeazzo Maria Sforza che, dopo un periodo di coreggenza con la madre, la allontanò dal governo.
Vescovo della città era Giovanni Stefano Bottigella, un nobile pavese che aveva avuto una carriera ecclesiastica molto rilevante. A differenza dei predecessori e dei successori, e in anticipo con le risoluzioni del Concilio di Trento, Bottigella si stabilì nella sua sede episcopale.
Erano passati pochi anni, ma i rapporti tra la città e la minoranza ebraica erano mutati: già si avvertivano i primi segni delle tensioni che portarono a fine secolo alla espulsione degli ebrei.
Il 14 febbraio 1469 il duca ordinò al podestà di Tortona una relazione sulla figlia di Davide Galli di Castelnuovo [una località vicino a Tortona] e moglie di Salomone di Viadana. La donna, infatti, era incappata in un bandito, un tale Gallina, che l'aveva denunciata per avergli promesso di sposarlo e di convertirsi al cristianesimo. La donna venne arrestata e poi rilasciata, ma il Gallina la denunciò di nuovo. Riarrestata, venne portata a Mantova, dove il Marchese la fece liberare.
Il vescovo Bottigella la fece chiudere in un convento e battezzare forzatamente da un laico. Il Venerdì e Sabato santo del 1469 un gruppo di banchieri ebrei manifestò all'esterno del duomo e del convento in cui la donna, a cui era stato dato il nome di Angelica, era rinchiusa. Vennero tutti arrestati, tradotti a Milano e rilasciati dopo il pagamento di una ingente cauzione. La donna non ammise mai di essersi convertita al cristianesimo. L'ordine di liberarla non ebbe seguito. Fu fatta sposare e mandata a Modena. A quel punto, di fronte a ben due sacramenti, era impossibile avanzare opposizioni. Il padre, ovviamente, non era inizialmente disponibile a versare una dote. Poi la concesse, dichiarando però che non voleva più sentirne parlare.
Questo episodio getta luce sul fenomeno dei battesimi forzati e sui primi scontri tra potere ducale ed ebrei da un lato, autorità ecclesiastica e cittadina dall'altro.

Per approfondire:

a. studi [la bibliografia è sterminata; si citano solo alcuni testi fondamentali]:

* Roberto Bonfil, Gli Ebrei in Italia nell'epoca del Rinascimento, Firenze: Sansoni, 1991

* Robert Bonfil, Jewish LIfe in Renaissance Italy, translated by Anthony Oldcorn, Berkeley and Los Angeles: University of California Press, 1994 [Google book]

* Pier Francesco Fumagalli e Benjamin Richler (a cura di), Manoscritti e frammenti ebraici nell'Archivio di Stato di Cremona, Roma: La Fenice, 1995

* Pier Francesco Fumagalli (a cura di), Tipografia ebraica a Cremona, 1556-1576: mostra bibliografica: dicembre 1985-gennaio1986, Roma: Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 1985

* Michele Luzzati, Banchi e insediamenti ebraici nell’Italia centro settentrionale fra tardo medioevo e inizi dell’età moderna, in Storia d’Italia Einaudi, Torino: Einaudi, 1996, vol. 11/1, pp. 175-238

* Carlo Bonetti, Gli ebrei a Cremona (1278-1630): note e appunti, Cremona: Tipografia Centrale, 1917 [ripr. facs.: Sala Bolognese (BO): Forni, 1982]

* Carlo Bonetti, Gli ebrei a Cremona: il distintivo a Cremona e altrove, Cremona: Tipografia Nuova, 1938 (estr. da "Cremona", a. 10, n. 11, nov. 1938)

* Renata Segre, Gli ebrei lombardi nell’età spagnola: storia di un’espulsione, Torino: Accademia delle scienze, 1973

* E. Horowitz, I Carmi di Cremona: una famiglia di banchieri ashkenaziti nella prima età moderna, in «Zakhor», III (1999), pp. 155-170

* Franco Bontempi, Storia della comunità ebraica a Cremona e nella sua provincia, Brescia: Società per la storia del popolo ebraico, 2002

b. mostre in corso:

* Gride contro gli ebrei, censimenti di ebrei e frammenti di codici ebraici sono esposti presso l'Archivio di Stato di Cremona nell'ambito della Mostra "Cremona tra Quattro e Cinquecento".

c. progetti didattici:

* Nell'anno scolastico 1996/97 sei studenti della classe 3^B della Scuola Media "Antonio Campi" di Cremona, guidati dal prof. Antonio Ariberti, hanno realizzato un ipertesto dal titolo Gli ebrei a Cremona nel Rinascimento.

martedì 8 marzo 2011

"Piccoli" eroi locali. Così è nata l'Italia

Repubblica@Scuola propone agli studenti la seguente traccia:

"TEMA: Nelle città e nei paesi, nelle piazze e nei parchi, ci sono migliaia di targhe che ricordano un nome, una storia. Di chi ha lottato per fare nascere l’Italia. Perché il nostro Paese non è nato solo grazie agli eroi conosciuti da tutti. Cerca una targa, una storia, un nome nel tuo paese e nelle tua città. E raccontala a Repubblica Scuola. Ai migliori, l’enciclopedia sul Risorgimento. Ecco l’invito a voi studenti-reporter scritto da Guido Crainz, docente universitario di storia contemporanea.

NON comprendiamo nessuna fase della storia se non sappiamo vedere in essa il confluire di moltissimi percorsi individuali: un’infinità di scelte, passioni, idee. E non “vediamo” davvero quei percorsi senza capire dove si svolgono: in quale terra, ma anche in quale clima culturale.
Il nostro Risorgimento muove le mosse nell’Europa del primo Ottocento: un’Europa che mostra quasi ovunque una gioventù attraversata da inquietudini e ribellioni, insofferente nei confronti degli assetti statali, delle istituzioni, delle culture dominanti. Sono inquietudini più o meno profonde e diffuse: talora sembrano dilagare come un fiume in piena, talora sono più nascoste o sotterranee.
Non vi è nulla di scontato in questo. Già il delinearsi di un mondo giovanile come mondo a sé, e come protagonista, è una vera novità. E non è “normale” neppure una ribellione che nasce non dalla fame e dalla miseria ma dalle idee. Sono le idee di nazione e di patria, di indipendenza dallo straniero, di libertà, di dignità, di sacrificio per il bene comune. Dove nascevano quelle idee?
E’ importante capire cosa rappresentavano per le migliaia e migliaia di giovani che rinunciavano a una tranquilla sicurezza e sceglievano di agire, accettando il rischio della prigione e dell’esilio. Più ancora: accettando il rischio di perder la vita e quello, ancor più grave, di toglierla ad altri.
Non bisogna mai dimenticare che quelle idee erano innanzitutto idee da scoprire: non imparate per obbligo, a scuola o in famiglia. Nascevano da letture individuali e da discussioni, dagli stimoli che venivano dalle associazioni segrete o dall’esperienza di altri paesi. Ed erano alimentate da una forte insofferenza morale per “lo stato di cose presente”, dal rifiuto del dispotismo e del conformismo.
Può essere davvero affascinante un viaggio volto a riscoprire quelle scelte, quelle emozioni, quei sentimenti in ogni città e paese dell’Italia di allora. Volto a ricostruire il loro incarnarsi in uomini e donne, talora poco più che ragazzi e ragazze. Volto a capire, anche, che segno lasciarono in quella generazione. Buon viaggio a tutti.

* Guido Crainz è professore ordinario di Storia Contemporanea presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Teramo. Ha dedicato le sue ricerche alla società rurale europea dell’Ottocento e del Novecento, alla storia dell’Italia contemporanea e alla storia dei media e al rapporto fra media e comunicazione storica."

domenica 6 marzo 2011

Risorgimento e fotografia

Il sito Treccani.it presenta un interessante video sui rapporti tra Risorgimento e fotografia, a cura di Marco Pizzo, direttore del Museo del Risorgimento di Roma e autore del volume Lo stivale di Garibaldi. Il Risorgimento in fotografia, Electa Mondadori









Le foto dei 334 garibaldini lombardi sono consultabili online al sito della Rete dei Musei per la Storia della Lombardia [Mostra "I lombardi tra i Mille"]

sabato 5 marzo 2011

Cinquantamila giorni: una nuova iniziativa di Corriere.it


Dal sito Corriere.it:

"Diciassette marzo 1861: nasce il Regno d'Italia, la Penisola è finalmente uno Stato unitario. Ventotto ottobre 1922: Benito Mussolini entra a Roma e dà inizio al Ventennio fascista. Due giugno 1946: con il referendum istituzionale l'Italia diventa una Repubblica. Sedici marzo 1978: Aldo Moro viene rapito dalle Brigate rosse in via Fani dopo il massacro della sua scorta. Ventisei gennaio 1994: Silvio Berlusconi annuncia il suo ingresso in politica e dà inizio al (quasi) ventennio berlusconiano. Ventidue agosto 2006: l'Italia vince per la quarta volta il Mondiale di calcio. Sono sei giorni significativi (ma ce ne sono molti altri) dei circa 50 mila che compongono la storia dell'Italia unita, storia che va dal primo Re d'Italia Vittorio Emanuele II al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Cinquantamila giorni che in buona parte sono stati raccontati dal Corriere della Sera, la cui prima copia uscì il 5 marzo 1876, appena 15 anni dopo la proclamazione del Regno d'Italia. E Cinquantamila Giorni si chiama appunto l'iniziativa che il Corriere della Sera online, con la collaborazione di Giorgio dell'Arti, sta preparando per il 17 marzo 2011 (150° compleanno dell'Italia, anzi genetliaco, come si dice dei personaggi importanti) e che si aggiunge al canale 150, da mesi parte integrante della nostra barra dei menu. Una nuova iniziativa che non si esaurirà con le celebrazioni del 150° anniversario ma resterà nel tempo, come una specie di enciclopedia online dell'Italia unita.

L'AIUTO DEI LETTORI - In che cosa consiste? In pratica ogni anno della lunga storia italiana viene scomposto in giorni e di ogni giorno saranno messi online gli avvenimenti principali, il tutto corredato dalle foto dell'epoca, dalle testimonianze, dalla pubblicità, dai filmati (grazie alla collaborazione dell'Istituto Luce). Un’impresa pazzesca? Sicuramente. Ma bisogna essere un po' pazzi per realizzare le grandi cose (anche chi nella prima metà dell'800 sognava un'Italia unita veniva preso per pazzo). Ma anche un'impresa impossibile da realizzare senza l’aiuto di tutti, lettori compresi. Ecco quello che tutti potete fare, dopo aver navigato un po’ in mezzo ai nostri ricordi. Andare in biblioteca, prendere un vecchio Corriere della Sera e raccontarci un giorno qualunque di questi ultimi 150 anni. Oppure inserire i giorni importanti della vostra vita o di quella della vostra famiglia nella storia del Paese: il matrimonio, la foto della classe, la foto di gruppo della famiglia, quella con i compagni di scuola, quelle dei nonni o dei bisnonni. Perchè i Cinquantamila giorni non sono solo dell'Italia, ma anche degli italiani. Di tutti noi."

mercoledì 2 marzo 2011

La mostra "L'Italia dei Libri"


Dal sito del Salone Internazionale del Libro di Torino:

"La mostra 1861-2011. L’Italia dei Libri è il principale contributo del Salone Internazionale del Libro al calendario di eventi che il nostro Paese dedica al 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

L’Italia dei Libri - nata da un’idea di Rolando Picchioni - è prodotta dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura assieme a Telecom Italia, e rappresenta una delle più attese novità della 24a edizione del Salone, in programma al Lingotto Fiere e all’Oval di Torino da giovedì 12 a lunedì 16 maggio 2011. La mostra è realizzata con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Comitato Italia 150.

Il Salone Internazionale del Libro è promosso dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura ed è organizzato da Lingotto Fiere - Gl Events Italia, con la segreteria organizzativa di Biella Intraprendere.

La mostra è ospitata, all’interno del Salone, negli spazi dell’Oval, nei cui ambienti la manifestazione torinese si espande per la prima volta oltre ai tradizionali padiglioni di Lingotto Fiere. L’Oval diventa il grande contenitore del Bookstock Village, l’articolazione del Salone specificamente dedicata ai giovani lettori, realizzata e sostenuta dalla Compagnia di San Paolo.

All’interno dell’Oval, oltre alla mostra L’Italia dei Libri, troveranno sede alcune fra le più importanti articolazioni del Salone. In primo luogo il Padiglione Italia, che raccoglie gli stand delle Regioni italiane e quello del Consiglio regionale del Piemonte, in passato distribuiti fra i vari padiglioni fieristici. L’area del Bookstock Village dedicata agli incontri e laboratori per i piccoli e giovani lettori, con i programmi curati da Andrea Bajani ed Eros Miari, gli spazi di Nati per Leggere e molto altro. Poi uno dei pezzi forti del Salone: Lingua Madre, con il suo sguardo sui meticciati culturali del mondo, il cui programma culturale quest’anno torna interamente sotto la responsabilità del Salone. Lo stand che riunisce le tre istituzioni del territorio: Regione Piemonte, Provincia di Torino e Città di Torino. Il padiglione di Libro e Cioccolato: tentazione e meditazione, che sposa due piaceri come la lettura e la degustazione. Lo spazio che il Paese ospite - la Russia - dedica alle attività per i più piccoli.

L’Italia dei Libri è la prima, articolata iniziativa con cui il nostro Paese legge un secolo e mezzo della propria storia, cultura, costume e creatività attraverso la specola del libro: i testi-simbolo, gli autori, gli editori e i fenomeni che più hanno contribuito a formare – anche in modo critico e problematico – la nostra cultura e memoria condivisa, e attraverso cui sono passati i cardini formativi della pedagogia nazionale.

La mostra è curata da Gian Arturo Ferrari, già direttore generale di Mondadori Libri e ora presidente del Centro per il Libro e la Lettura, ed Ernesto Ferrero. Assieme a loro hanno lavorato un Comitato Scientifico e un Comitato Esecutivo, formati da studiosi, docenti, esperti e rappresentanti delle istituzioni e delle categorie professionali legate alla filiera del libro, cui si deve la scelta di temi, opere, autori e indirizzi espositivi.

L’allestimento è ideato dall’architetto Massimo Venegoni, già autore fra l’altro dei progetti espositivi del Museo delle Alpi al Forte di Bard (Ao), del Museo di Arte Antica di Palazzo Madama a Torino e della mostra La Bella Italia, in via di allestimento per le celebrazioni del 150° alla Reggia di Venaria Reale.

Il percorso espositivo de L’Italia dei Libri è articolato in cinque filoni: i 150 Grandi Libri, i 15 Superlibri, i 15 Personaggi, gli Editori, i Fenomeni Editoriali. Quindici come i decenni di questo secolo e mezzo. Conclusione ideale e punto d’arrivo del percorso espositivo sarà l’area centrale, ideata assieme a Telecom Italia: il cosiddetto «sedicesimo decennio», che offrirà uno sguardo interattivo sul futuro del libro fra digitale ed e-Book.

A Salone concluso, è in previsione il riallestimento della mostra presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino per il mese di giugno e nei mesi successivi in altre città d’Italia secondo un calendario in via di definizione."

Attivita' didattiche:

* Leggi la lista dei 150 Grandi Libri e discuti coi compagni: quali conosci? quali criteri hanno adottato i redattori? quali sono stati esclusi?

* Leggi l'elenco dei 15 Superlibri e discuti: quali conosci? in che senso, come si legge nel cappello introduttivo, sono "i testi fondativi su cui l’Italia si è formata e si è lacerata, ora si è unita ora si è divisa. [...] Sono i libri che, al loro apparire, hanno però rappresentato un punto fermo, una svolta, un cambio di passo. Libri che hanno impresso un modo diverso di vedere le cose e hanno trasformato la rappresentazione del nostro Paese agli occhi di sé stesso e del mondo"?

* Discuti l'affermazione che introduce ai Fenomeni editoriali: "Si dice sempre che a fare gli Italiani siano stati la Grande Guerra e i telequiz, la Seicento e gli elettrodomestici, i mondiali di calcio e Sanremo. Vero. Ma, in modo forse meno clamoroso, la nostra cultura in questi centocinquant’anni è cambiata profondamente anche grazie ai libri e al mondo che ruota intorno ad essi. Un mondo che prende la forma di veri e propri Fenomeni Editoriali. Da Liala ai sussidiari, dalle biblioteche di quartiere all’enciclopedia a fascicoli, dai manuali ai gialli. Come i libri ci hanno accompagnato dalla società pre-moderna del Risorgimento alla nostra postmodernità globale e ipertecnologica, cambiando con noi e riuscendo sempre a intercettare i nostri bisogni e desideri."