giovedì 20 dicembre 2012

Education Today 2013: The OECD Perspective


E' appena stato pubblicato il rapporto dell'OECD/OCSE Education Today 2013: The OECD Perspective. Spulciando qua e là abbiamo trovato queste citazioni sulla situazione italiana:



  Schooling: Investments, Organisation and Learners | OECD Free preview | Powered by Keepeek Digital Asset Management Solution
Substantial differences exist beetween countries in teachers belief 
about how teaching should be delivered: in most countries teachers see their job as helping students actively to develop and construct their knowledge rather than concentrate on transmitting content only (among the TALIS countries, the exception is Italy where only a minority endorses this view). [...]

Fonte: Creating Effective Teaching and Learning Environments: First Results from TALIS, 2009, Chapter 4 and Executive Summary

Citato da OECD (2013), Education Today 2013: The OECD Perspective, OECD Publishing, p. 31



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Teachers are positive about their appraisal and feedback they receive, but in some countries a significant minority or even majority of theachers have not received any in recent years: Teachers across the different systems surveyed by TALIS tend to be positive about the appraisal and feedback they receive, reporting that on the whole it is fair and helpful for their work, and increases their job satisfaction. Approximately 13% of teachers surveyed by TALIS reported that they had received no feedback or evaluation in their current school in the previous five years; this average level rises to much higher levels in Ireland (26%), Italy (55%), Portugal (26%) and Spain (46%).

Fonte: Creating Effective Teaching and Learning Environments: First Results from TALIS, 2009, Chapter 5 and Executive Summary

Citato da OECD (2013), Education Today 2013: The OECD Perspective, OECD Publishing, p. 32

mercoledì 19 dicembre 2012

Il progetto multimediale "Europa=Noi"

Il Presidente del Consiglio, Mario Monti, ha inviato una lettera a tutti i dirigenti scolastici italiani insieme al Cd-multimediale "Europa=Noi" dedicato all'Unione Europea e alle opportunità offerte ai suoi cittadini.
Uno dei principali compiti della scuola, ricorda Monti, è "far conoscere alle giovani generazioni i principi fondamentali dell’Unione Europea, le sue istituzioni, le sue politiche e i risultati raggiunti".

Leggi l'articolo di approfondimento sul sito del Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Guarda il video di presentazione del progetto multimediale. Il progetto, si legge nel testo che accompagna lo spot, "nasce nel 2010 per offrire alle Scuole Primarie e Secondarie di I e II grado contenuti e strumenti multimediali per favorire lezioni interattive attraverso percorsi di scoperta dell'Unione Europea e delle opportunità offerte ai cittadini europei.
Per il 2013, Anno europeo dei cittadini, il Dipartimento Politiche Europee, con la collaborazione di Parlamento europeo, Commissione europea, Ministero degli Affari Esteri e Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, presenta il terzo percorso OPEN MIND realizzato per le Scuole Secondarie di II grado e destinato ai ragazzi dai 14 ai 18 anni".



Approfondimento dedicato a "Europa=Noi" , con vari link da consultare

La piattaforma per gli insegnanti

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Post precedente: La piattaforma digitale Europa = noi

giovedì 13 dicembre 2012

"Per la Storia Mail" e la storia delle donne

L'ultimo numero del 2012 [Novembre-Dicembre, 56-57] della rivista "Per la Storia Mail" presenta tre quadri di storia delle donne: un percorso sull’emancipazione femminile dalla Rivoluzione francese alla Grande guerra, a cura di Elena De Marchi; un approfondimento sul rapporto donne e Concilio, a cinquant’anni dal Concilio Vaticano II, a cura di Liviana Gazzetta; un ritratto politico di Eleonora d’Arborea vissuta nella Sardegna medievale, firmato da Roberto Roveda.

Nella sezione Webdidattica, curata da Carmelo Valentini, si possono trovare spunti per ricerche in Rete e laboratori multimediali sempre dedicati alla storia delle donne.

Clicca sul link per accedere alla rivista online.

mercoledì 12 dicembre 2012

"Undici'', Shel Shapiro canta la Costituzione

la Repubblica.it propone il video ufficiale della canzone Undici di Shel Shapiro, in vendita anche su iTunes. L'interprete inglese racconta in musica i primi undici articoli della Costituzione italiana. "Io, straniero diventato italiano, ho pensato a questo progetto per i ragazzi, anche loro devono capire - come dice l'articolo 1- che la sovranità appartiene al popolo".











Leggi l'articolo di Ernesto Assante, in cui si citano altre iniziative di artisti italiani, a sostegno di una maggiore conoscenza della Carta costituzionale, ottenuta anche attraverso metodi innovativi.


martedì 11 dicembre 2012

Slow school






Segnalazione: un articolo di Elvira Serra sulle iniziative di un liceo di Arona (Novara).

lunedì 10 dicembre 2012

Europa, dalla guerra alla pace

Guardiamo il video, tratto dal canale YouTube della Commissione Europea:

 

domenica 9 dicembre 2012

David Marsh on CLIL

David Marsh è uno dei massimi esperti della metodologia CLIL [e in tale veste ha partecipato al convegno ministeriale organizzato dal Miur il 28 novembre 2012].

Guardiamo il video in cui, rispondendo ad alcune domande, il prof. Marsh fa il punto sulla questione e fornisce interessanti considerazioni [il video è in inglese, ed è tratto dal canale YouTube della Casa editrice University Press ELT, che ha pubblicato un volume scritto dallo stesso Marsh insieme a Do Coyle e Philip Hood]:



Tra le osservazioni che ci hanno colpito di più vi è la seguente: l'insegnante deve essere sostenuto; non è possibile affrontare il metodo CLIL da soli, senza un sostegno costante. Marsh constata che delle splendide idee sono fallite perché non vi è stato un sostegno del sistema.

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Original questions:

- What did you become involved with CLIL?
- In which situations have you seen CLIL working best? Have you ever seen it fail?
- Will CLIL eventually replace other methods of language teaching?
- What advice would you give to teachers who are concerned about the amount of work involved in setting up a CLIL programme?
- Are some personality types better suited to teaching CLIL than others?
- Which area of CLIL research should researchers be prioritising?

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L'Università di Jyväskylä (Finlandia), presso cui il prof. Marsh insegna, pubblica online la seguente rivista: International CLIL Research Journal.

Il Vol. 1 (3) 2010 contiene un articolo di Francesca Costa e James Coleman sulla situazione italiana, sebbene riferita all'insegnamento universitario; il Vol 1 (1) 2008 un articolo di Debora Infante, Guido Benvenuto e Emilio Lastrucci sulla situazione nella scuola primaria italiana.

venerdì 7 dicembre 2012

Se l'omofobia comincia a scuola. Come si può cambiare?

Il blog "Solferino 28" pubblica un articolo in cui si accenna al ruolo negativo che la scuola italiana avrebbe nella diffusione [o almeno nella mancata condanna] di atteggiamenti omofobi. Non solo i compagni di classe, ma anche i docenti, sarebbero coinvolti!

Nell'ambito dell'insegnamento della letteratura italiana, tre sono le strade che si possono percorrere per contribuire a migliorare la società.

La prima è quella di affrontare senza reticenze la biografia di scrittori omosessuali e la lettura di opere letterarie in cui il tema dell'omosessualità viene affrontato [analogamente a quanto potrebbero fare insegnanti di storia, storia dell'arte, storia della musica, letterature straniere, psicologia, ecc.].

Studiare Pasolini, Forster o Marguerite Yourcenar; leggere opere come Ernesto di Saba può far emergere un dato inoppugnabile che gli omofobi tendono a sottovalutare: la presenza dell'amore omosessuale in tutte le culture e nella natura umana.

La seconda, più complessa, è quella di rileggere alcuni autori e testi in una chiave nuova.

In un articolo di Saverio Aversa, pubblicato da "Nazione Indiana", su un convegno intitolato L'arte del desiderio. Omosessualità, letteratura, differenza, si riportano, ad esempio, le parole dello scrittore Franco Buffoni, secondo cui, quando anche le università italiane [e per conseguente ricaduta, anche la scuola] apriranno ai gender studies, sarà possibile rileggere in modo differente molti autori.

La terza è infine quella di portare i ragazzi a riflettere sulla letteratura come portatrice di valori, ma anche di pregiudizi, tipici di un'epoca, di una società o classe, o semplicemente di un autore o di un critico.

L'esempio forse più ovvio, in quanto rientra tra le letture che ogni liceale affronta in classe, è, in proposito, il famosissimo episodio dell'incontro tra Brunetto Latini e Dante nel XV dell' Inferno.
Il lungo dibattito critico sulla questione ci sembra ben riassunto nelle parole di Francesco Gnerre, autore di un commento alla Commedia edito dalla Casa editrice Petrini - De Agostini Scuola: "non credo sia il caso di parlare di omofobia a proposito di Dante. L’omofobia, come la conosciamo noi, nasce nell’Ottocento quando viene inventata “l’omosessualità”, quando gli omosessuali diventano una categoria. Dante è un uomo del suo tempo e come uomo del suo tempo costruisce il suo Inferno sulla base della gerarchia dei peccati elaborata qualche anno prima da Tommaso d’Aquino. La sodomia è per lui un peccato, ma la condanna in nome della legge cristiana coesiste con la pietà dell’uomo nei confronti della fragilità umana e si tratta comunque di un peccato che non esclude né la riverenza affettuosa né il rispetto ammirato per Brunetto e per i grandi fiorentini che sono insieme a lui. Insomma la sodomia non era per Dante una “malattia” di cui provare vergogna come sarebbe stato in epoca moderna. Ad alcuni critici è parsa anche strana la collocazione di Brunetto tra i sodomiti, perché, si è detto, non esistono altre testimonianze, prima di questi versi della sua sodomia." [Fonte]

Alla base di una scuola e di una società più giuste e meno conflittuali stanno comunque il rispetto delle persone, studenti e docenti, nella loro complessa umanità e nei loro sentimenti.

giovedì 6 dicembre 2012

Core CLIL Activators

'Core Clil Activators' represent a synthesis of key elements of good pedagogy and good CLIL practice. They also depict some of the ways CLIL stakeholders work together to build a learning community, and, in particular, rich learning environments for students.

mercoledì 5 dicembre 2012

Skole i praksis: Best practice films for teachers



Skole i praksis è una serie di documentari sulle "migliori pratiche" educative, prodotti da Snöball Film in collaborazione con vari centri norvegesi di risorse per l'insegnamento. Il target a cui si rivolgono i filmati sono insegnanti, dirigenti scolastici e formatori. Lo scopo dei film è quello di ispirare studenti e docenti a vedere maggiori opportunità e a riflettere sulla propria pratica didattica. *

Il sito propone in inglese tre film:

uno sulla metodologia CLIL {NB Per vedere i filmati bisogna cliccare sulle parole "UNO"};


uno sulla piattaforma europea e-Twinning;



e uno sul metodo della creazione di storie [Storyline], molto efficace nell'ambito dell'apprendimento delle lingue straniere.



Sul sito il secondo e il terzo documentario sono introdotti da una una sintesi della "pratica" e  da interessanti domande di riflessione.

Il primo documentario è presentato anche tra le risorse del Progetto CORE.



Nella sezione in norvegese sono riportati molti altri documentari, che potrebbero costituire un punto di partenza per descrivere il sistema scolastico del paese nordico [analogamente al filmato danese di cui ci siamo occupati tempo fa].

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* Testo originale:

Skole i praksis (School practice) is best-practice films produced by Snöball Film in collaboration with various Norwegian resource centres for teaching. The target group are teachers, school leaders and teacher training. The purpose of the films is to inspire teachers and students to see greater opportunities and to reflect about their own teaching practice.

martedì 4 dicembre 2012

Il Progetto CORE e un'attività CLIL sui diritti umani

Il progetto multilaterale europeo CORE - CLIL Objectives and ResouceKit in Education è promosso da una rete di istituzioni che hanno per obiettivo di:

"- Promuovere l’apprendimento delle lingue e la diversità linguistica.
- Rafforzare il ruolo dell’apprendimento permanente per sviluppare un senso di cittadinanza europea basato sulla comprensione e il rispetto dei diritti umani e della democrazia, e incoraggiando la tolleranza. 
- Sviluppare la conoscenza e la comprensione tra i giovani e il personale docente della diversità culturale e linguistica europea e del suo valore. 
- Aiutare i giovani ad acquisire le competenze di vita e le competenze necessarie per il loro sviluppo personale, della successiva occupazione e della cittadinanza europea attiva.
- Incrementare la motivazione per lo studio delle lingue straniere. 
- Migliorare le metodologie pedagogiche e la gestione delle istituzioni scolastiche."

Clicca sulla parola "video" per vederlo.
Guardiamo il video in cui viene illustrata un'eccellente attività CLIL sui diritti umani negli Stati Uniti e in Sudafrica.

Gli studenti sono quelli della Kastellet Public School di Oslo.

L'insegnante di Studi Sociali in Inglese, Lisbeth M. Brevik, chiede ai ragazzi di elaborare dei diagrammi di Venn, di predisporre delle linee del tempo e di tenere delle presentazioni in lingua. Nel corso del filmato la professoressa fornisce anche utili consigli su come procedere qualora si voglia affrontare lo studio di
una disciplina in lingua straniera.

Si leggano una serie di articoli e i saggi consigliati nella bibliografia.

Tra i siti consigliati segnaliamo:

* il Blog Reflections on CLIL , curato da Jason Skeet e Rosie Tanner (the CLIL consultancy and training team at Utrecht University in the Netherlands).

lunedì 3 dicembre 2012

CLIL: un significativo passo verso una reale diffusione della metodologia nelle scuole

Dal sito del Miur: Comunicato stampa del 27 novembre 2012


Scuola: da quest’ anno scolastico nelle classi terze di tutti i licei linguistici una materia insegnata in lingua straniera secondo la metodologia Clil
(Content and Language Integrated Learning)

Al via la formazione dei docenti

Domani convegno al Miur con esperti nazionali e internazionali
Un passo importante verso l’internazionalizzazione della scuola italiana: è il CLIL (Content and Language Integrated Learning), la metodologia che prevede, da quest’anno scolastico, l’insegnamento di una materia in lingua straniera in modo graduale nelle classi terze dei Licei Linguistici. A seguire saranno coinvolte le classi successive e le classi quinte degli altri Licei e degli Istituti Tecnici. Sulle modalità di attuazione sono in preparazione apposite norme transitorie e linee guida.

L’Italia è stato il primo Paese ad avere inserito questa importante innovazione metodologica nell’ordinamento, grazie alla Riforma delle Scuole Superiori del 2010 che ha disegnato i nuovi Licei e gli Istituti Tecnici.

Nell’anno scolastico 2013/2014 nelle classi quarte dei Licei Linguistici la didattica si svilupperà con una seconda disciplina insegnata in un’altra lingua straniera. In tutti gli altri Licei e negli Istituti Tecnici, gli insegnamenti CLIL saranno attivati nelle classi quinte nell’anno scolastico 2014/2015.

“L’insegnamento in lingua straniera anche nei Licei Linguistici – ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Francesco Profumo - oltre che in alcune facoltà universitarie, è importante perché aiuta i nostri studenti a munirsi di quelle conoscenze e competenze linguistiche che si riveleranno strategiche nel loro futuro professionale. Il mercato del lavoro, infatti, sarà sempre più a dimensione europea e quindi la scuola deve essere capace di corrispondere a queste aspettative”.

Seminario di studio “La metodologia Clil nei Licei linguistici”

Il Sottosegretario Elena Ugolini, con delega all’internazionalizzazione, ha promosso, con la Direzione Generale per gli Ordinamenti scolastici e per l’Autonomia scolastica, un seminario che si terrà domani mercoledì 28 novembre dalle ore 9.30 alle 17.30 presso la Sala Comunicazione del Miur. I principali attori di questa innovazione metodologica si confronteranno alla presenza di esperti nazionali e internazionali tra cui il Dott. David Marsh, ideatore del termine CLIL e la Prof.ssa Carmel Mary Coonan, autrice di importanti testi su questa metodologia.

La formazione dei docenti

Per l’avvio dell’insegnamento in lingua straniera è fondamentale la formazione dei docenti. L’anno scorso sono stati 16.000 gli insegnanti che hanno dato la disponibilità alla frequenza dei corsi. Quest’anno scolastico si parte con la formazione dei docenti dei Licei Linguistici: sono circa 1.000 quelli che frequenteranno i corsi metodologico-didattici presso le università e 2.750 quelli che frequenteranno i corsi linguistici. Altri 2.500 docenti saranno coinvolti nella formazione a partire dal 2013-2014.

Sono state definite inoltre le Università nelle quali si svolgeranno i percorsi formativi che offrono 50 corsi di inglese, francese, tedesco e spagnolo finalizzati al conseguimento della certificazione linguistica di livello C1 delQuadro Comune Europeo di riferimento per le lingue e 30 corsi di perfezionamento metodologico-didattico.

I corsi sono destinati sia ai docenti a tempo indeterminato sia a quelli a tempo determinato dei Licei Linguistici, i primi a iniziare con l’attivazione del CLIL nel corrente anno scolastico 2012/13.
Per gli insegnanti il percorso rappresenta un’ opportunità di crescita professionale che non è limitata al solo potenziamento della lingua straniera e all’apprendimento della metodologia CLIL, ma che sviluppa anche le seguenti competenze:
  • elaborazione di materiali in lingua straniera, a partire dalle risorse presenti in rete;
  • studio della didattica attraverso le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC), anche con l’utilizzo delle Lavagne interattive multimediali;
  • partecipazione a network internazionali di docenti CLIL attraverso scambio di materiali ed esperienze.
Al termine del percorso formativo è offerta ai docenti la possibilità di una borsa di studio all’estero Comenius finanziata con fondi europei.




domenica 2 dicembre 2012

Mostra su Cesare Beccaria

Riguardiamo il video della mostra su Cesare Beccaria, ispiratore dell'abolizione della pena di morte, a partire dalla Riforma di Pietro Leopoldo di Toscana:



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sabato 1 dicembre 2012

Tullio De Mauro e l'Italia analfabeta

Segnaliamo l'intervista al linguista Tullio De Mauro, pubblicata oggi su "Il Messaggero".

30 novembre 1786: Pietro Leopoldo di Toscana abolisce la pena di morte


Come noto, il primo stato ad abolire la pena di morte fu il Granducato di Toscana, grazie al suo sovrano Pietro Leopoldo [poi imperatore del SRI col nome di Leopoldo II].


Leggi la trascrizione del Proemio e dell'articolo LI della legge di riforma criminale del 30 novembre 1786 n. LIX:


PIETRO LEOPOLDO PER GRAZIA DI DIO
PRINCIPE REALE D'UNGHERIA E DI BOEMIA
ARCIDUCA D'AUSTRIA
GRANDUCA DI TOSCANA

Fino dal Nostro avvenimento al Trono di Toscana riguardammo come uno dei Nostri principali doveri l'esame, e riforma della Legislazione Criminale, ed avendola ben presto riconosciuta troppo severa, e derivata da massime stabilite nei tempi meno felici dell'Impero Romano, o nelle turbolenze dell'Anarchia dei bassi tempi, e specialmente non adattata al dolce, e mansueto carattere della Nazione, procurammo provvisionalmente temperarne il rigore con Istruzioni, ed Ordini ai Nostri Tribunali, e con particolari Editti, con i quali vennero abolite le pene di Morte, la Tortura, e le pene immoderate, e non proporzionate alle trasgressioni, ed alle contravvenzioni alle Leggi Fiscali, finché non ci fossimo posti in grado mediante un serio, e maturo esame, e col soccorso dell'esperimento di tali nuove disposizioni di riformare intieramente la detta Legislazione.



Con la più grande soddisfazione del Nostro paterno cuore Abbiamo finalmente riconosciuto che la mitigazione delle pene congiunta con la più esatta vigilanza per prevenire le reazioni, e mediante la celere spedizione dei Processi, e la prontezza, e sicurezza della pena dei veri Delinquenti, invece di accrescere il numero dei Delitti ha considerabilmente diminuiti i più comuni, e resi quasi inauditi gli atroci, e quindi Siamo venuti nella determinazione di non più lungamente differire la riforma della Legislazione Criminale, con la quale abolita per massima costante la pena di Morte, come non necessaria per il fine propostosi dalla Società nella punizione dei Rei, eliminato affatto l'uso della Tortura, la Confiscazione dei beni dei Delinquenti, come tendente per la massima parte al danno delle loro innocenti famiglie che non hanno complicità nel delitto, e sbandita dalla Legislazione la moltiplicazione dei delitti impropriamente detti di Lesa Maestà con raffinamento di crudeltà inventati in tempi perversi, e fissando le pene proporzionate ai Delitti, ma inevitabili nei respettivi casi, ci Siamo determinati a ordinare con la pienezza della Nostra Suprema Autorità quanto appresso.

Omissis




Art. LI

Abbiamo veduto con orrore con quanta facilità nella passata Legislazione era decretata la pena di Morte per Delitti anco non gravi, ed avendo considerato che l'oggetto della Pena deve essere la soddisfazione al privato, ed al pubblico danno, la correzione del Reo figlio anche esso della Società e dello Stato, della di cui emenda non può mai disperarsi, la sicurezza nei Rei dei più gravi ed atroci Delitti che non restino in libertà di commetterne altri, e finalmente il Pubblico esempio, che il Governo nella punizione dei Delitti, e nel servire agli oggetti, ai quali questa unicamente è diretta, è tenuto sempre a valersi dei mezzi più efficaci col minor male possibile al Reo; che tale efficacia, e moderazione insieme si ottiene più che con la Pena di Morte, con la Pena dei Lavori Pubblici, i quali servono di un esempio continuato, e non di un momentaneo terrore, che spesso degenera in compassione, e tolgono la possibilità di commettere nuovi Delitti, e non la possibile speranza di veder tornare alla Società un Cittadino utile, e corretto; avendo altresì considerato, che una ben diversa Legislazione potesse più convenire alla maggior dolcezza, e docilità di costumi del presente secolo, e specialmente nel popolo Toscano, Siamo venuti nella determinazione di abolire come Abbiamo abolito con la presente Legge per sempre la Pena di Morte contro qualunque Reo, sia presente, sia contumace, ed ancorché confesso, e convinto di qualsivoglia Delitto dichiarato Capitale dalle Leggi fin qui promulgate, le quali tutte Vogliamo in questa parte cessate, ed abolite.

Omissis

Tale è la Nostra volontà, alla quale Comandiamo che sia data piena Esecuzione in tutto il nostro Gran-Ducato, non ostante qualunque Legge, Statuto, Ordine, o Consuetudine in contrario.

Dato in Pisa li 30. Novembre 1786.

PIETRO LEOPOLDO
V. ALBERTI
CARLO BONSI

In Firenze l'Anno 1786. Per Gaetano Cambiagi Stampator Granducale.

Fonte: sito della Regione Toscana


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Dal 2000 la Festa della Toscana ricorda questo importante avvenimento.