venerdì 20 dicembre 2013

Un grande busto di Dante


Una famosa testa di Dante, di scuola fiorentina del XVI secolo, è conservata presso il Museo di Capodimonte di Napoli:
Fonte

Di questa scultura esistono molte copie di varie dimensioni, eseguite dalla Fonderia Sommer, attiva a Napoli dal 1879 circa, la quale riproduceva "multipli" di originali custoditi al Museo Nazionale (Archeologico) di Napoli.

Le copie più piccole erano destinate a turisti meno abbienti o non disposti a trasportare "ricordi" ingombranti.

Una copia di grandi dimensioni fa bella mostra nella Biblioteca dell'Istituto Italiano di Cultura di Praga:




Ecco (appesa alla parete) una fotografia scattata da Giorgio Sommer:

Fonte


giovedì 19 dicembre 2013

Un piccolo busto di Dante


Il mito di Dante fu alimentato, soprattutto nell'Ottocento, dalla produzione di piccoli busti in bronzo, che potevano servire da fermacarte o abbellire scrivanie e librerie.



mercoledì 18 dicembre 2013

Dante e Oreste Zampieri


Un busto di Dante dello scultore Oreste Zampieri è conservato presso le Civiche Raccolte d'Arte di Palazzo Marliani Cicogna a Busto Arsizio (VA):

Fonte: Lombardia Beni Culturali

martedì 17 dicembre 2013

Ritratti di poeti laureati


La Galleria Comunale d'Arte dei Musei Civici di Lecco possiede alcuni ritratti di poeti laureati, tutti documentati dal sito Lombardia Beni Culturali:

Dante Alighieri:



"La tavoletta - si legge nelle note storico-critiche che accompagnano la scheda - fa parte di una serie di quattro raffiguranti altrettanti poeti [...], che appartengono tutte evidentemente ad una stessa mano. Sul retro di una di esse si legge «attribuito ad Angelica Kaufmann». L'attribuzione dovrebbe stendersi anche al ritratto di Dante. L'autore però è piuttosto un modesto artista della prima metà del secolo XIX. L'opera fu trafugata insieme alle altre nel 1997 e venne recuperata l'anno successivo."


Francesco Petrarca:

Fonte

Torquato Tasso:

Fonte


lunedì 16 dicembre 2013

Petrarca e la pubblicità


Oltre a Dante e Beatrice, ci sono anche Petrarca e Laura negli spot della campagna di Publiacqua. Ecco il backstage del secondo episodio della serie:



domenica 15 dicembre 2013

Dante e la pubblicità (2)


Sempre dal citato articolo di Annamaria Testa sui rapporti tra Dante e la pubblicità, prendiamo il riferimento alla campagna pubblicitaria "Publiacqua" (maggio 2013) per promuovere l'uso dell'acqua del rubinetto al posto di quella in bottiglia in 49 comuni della Toscana.


L'attore Paolo Hendel, nei panni del Divino poeta, esalta la bontà paradisiaca dell'acqua di rubinetto:



In un altro spot Dante rimprovera a Beatrice di lasciare il rubinetto aperto.




sabato 14 dicembre 2013

Dante Alighieri e la pubblicità (1)


Un interessante articolo di Annamaria Testa, preparato per l'Agenda letteraria Dante Alighieri 2014, presentata a Milano il 13 novembre 2013, è apparso su "Nuovo e Utile - Teorie e pratiche della creatività".

Tra i manifesti pubblicitari che accompagnano il testo, ne figurano due della Olivetti: il primo, disegnato nel 1912 da Teodoro Wolf Ferrari per la M1, la prima macchina da scrivere italiana; e il secondo, del 1921, con vari poeti in coda davanti alla macchina da scrivere M20.

Fonte
Fonte

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Per un'analisi dell'utilizzo di Dante nella cultura contemporanea, vedi anche il sito Dante Today.

sabato 7 dicembre 2013

Confronto tra i bilanci del settore educativo del 2012 e del 2013


Eurydice ha pubblicato un rapporto sui bilanci nazionali nel settore educativo e, in particolare, sul confronto tra i bilanci del 2012 e del 2013: si intitola National Sheets on Education Budgets in Europe 2013 ed è scaricabile in formato pdf. L'Italia si colloca tra i Paesi che hanno diminuito gli investimenti tra l'1% e il 5%.




giovedì 5 dicembre 2013

Il teatro di Eduardo De Filippo su YouTube


"Il teatro di Eduardo è il canale ufficiale di YouTube dedicato a Eduardo De Filippo. Ogni mese una commedia integrale con sottotitoli in inglese e italiano. Ogni settimana aggiornamenti con clip dalle commedie, contenuti speciali e interviste inedite dal mondo del teatro."


Collegata al canale, vi è anche una pagina Facebook.

mercoledì 4 dicembre 2013

Presentazione del portale "150 anni di libri. Invito alla lettura"




Il Centro per il Libro e la Lettura presenterà domani, nell'ambito della XII edizione della Fiera della piccola e media editoria "Più libri, più liberi", il progetto del portale "150 anni di libri", che speriamo presto online.

Fonte


PISA 2012: i risultati relativi alla lettura


Sono stati resi noti dall'OECD i risultati dell'indagine PISA 2012. Una sintesi in italiano è presente sul sito dell'Organizzazione ed è scaricabile in formato pdf.

A p. 3 sono riassunti i risultati per quanto riguarda la lettura.

Grazie a una serie di tabelle, è possibile confrontare i risultati dell'Italia con quelli di altri Paesi:


a. es. di visualizzazione "overview" [disponibile anche in italiano; vedi sopra]:


b. es. di visualizzazione "Compare countries": il confronto tra Italia e Finlandia:



martedì 3 dicembre 2013

futurText 2013. Trame digitali possibili del XXI secolo




Il 6 e 7 dicembre si terrà a Lucca la "prima rassegna visionaria internazionale sul testo digitale", futurText. Trame digitali possibili del XXI secolo.

Dalla pagina "Il testo è...":

"Il primo, e attualmente unico, evento nazionale dedicato al testo come trama intorno alla quale si riscrivono nuovi stili di apprendimento e insegnamento. Il testo verrà indagato, smontato e rimontato, in tutte le sue possibili forme digitali e social. Il testo immagine, il testo parlato, il testo scritto, il testo audiovisivo, il testo ambiente, il testo aumentato, il testo virtuale.

I contenuti digitali sono la principale risorsa di tutti i progetti editoriali scolastici, e l’elemento essenziale di ogni didattica intrapresa attraverso l’uso delle nuove tecnologie. Libri di testo misti, oggetti didattici multimediali e interattivi, LIM, tablet, smartphone: tutto, nel mondo della scuola digitale e della formazione, ha come referente insostituibile un contenuto multicanale integrato e la sua adattabilità alle condizioni on site e mobili.

Ciò significa che abbiamo bisogno di fornire agli studenti ed ai docenti delle scuole, dell’università e della formazione in genere, strumenti che consentano loro di interrogare direttamente le fonti, di reperire contenuti, di manipolare informazioni provenienti da tutti i canali, di rielaborarle con strumenti adeguati (hardware e software), di integrare fra loro queste risorse e di ridistribuirle nei diversi canali.

Il festival futurText è rivolto al mondo scuola.

Destinatari dei ft Talk e ft Workshop sono docenti e dirigenti. Gli studenti potranno trovare nelle ft Performance contenuti di loro interesse. Il pubblico istituzionale, nazionale e internazionale è invece il destinatario principale dei ft Convegni.
"

lunedì 2 dicembre 2013

Erasmus + (2014-2020)




Dal sito "Europe Direct Firenze":

"Erasmus+, il nuovo programma unico per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport è stato approvato [...] dal Parlamento europeo. Il Consiglio (costituito dagli Stati membri) dovrebbe approvarlo nei prossimi mesi e prenderà il via nel gennaio 2014.

Finalizzato a promuovere le competenze, e l’occupabilità, nonché a sostenere la modernizzazione dei sistemi d’istruzione, formazione e gioventù, il programma, della durata di sette anni, avrà una dotazione di bilancio di 14,7 miliardi di EUR, con un aumento del 40% rispetto ai livelli attuali.

Più di 4 milioni di persone riceveranno un sostegno per studiare, formarsi, lavorare o fare attività di volontariato all’estero, tra cui 2 milioni di studenti dell’istruzione superiore, 650 000 studenti della formazione professionale e apprendisti nonché più di 500 000 persone partecipanti a scambi giovanili o ad attività di volontariato all’estero.

Gli studenti che prevedono di seguire un corso integrale di laurea magistrale all’estero, per i quali sono raramente disponibili prestiti o borse nazionali, potranno avvantaggiarsi di un nuovo sistema di garanzia dei prestiti gestito dal Fondo europeo per gli investimenti.

Erasmus+ erogherà inoltre finanziamenti per l’istruzione e la formazione del personale e degli animatori giovanili nonché per partenariati tra università, college, scuole, imprese e organizzazioni non profit."

Consulta il volantino in formato pdf.

Leggi le risposte (in inglese) alle domande più frequenti o FAQ, dalla pagina Facebook del programma.

martedì 26 novembre 2013

Accesso all'Università a 18 anni? Una segnalazione


"Tutta la città ne parla", la trasmissione di Radio 3 che approfondisce alcuni temi di attualità a partire dalle telefonate degli ascoltatori giunte a "Prima Pagina", altro programma di Radio 3 in cui vengono passati in rassegna gli articoli principali e le notizie messe in evidenza dai quotidiani italiani, si è occupata questa mattina della sperimentazione di un liceo di quattro anni anziché di cinque, in base alla quale gli studenti italiani potrebbero conseguire il diploma, e conseguentemente accedere all'università, a 18 anni anziché a 19 anni, come avviene in altri Paesi europei.

Fonte: sito dell'Istituto "Carlo Anti" di Villafranca di Verona,
una delle scuole citate nell'articolo de "la Repubblica",
che ha dato origine al dibattito. 

La trasmissione si può scaricare e riascoltare in podcast.



Quanto durano le scuole superiori in Europa? A che età i ragazzi europei hanno accesso all'Università?

Per una risposta rinviamo ai diagrammi elaborati da Eurydice, da noi  segnalati proprio un mese fa.

venerdì 15 novembre 2013

Crusca&Capital: alcuni brevi video su questioni linguistiche


Sul canale YouTube dell'Accademia della Crusca sono stati inseriti molti brevi filmati su dubbi linguistici e altri aspetti della lingua. Si tratta delle puntate della rubrica "La lingua langue" con Marco Biffi, docente di Linguistica italiana dell'Università di Firenze e responsabile del sito dell'Accademia, all'interno del programma "Ladies&Capital", condotto da Betty Senatore e Silvia Mobili, andato in onda su Radio Capital dal 2011 al 2012.

Riteniamo che, proprio per la loro sintesi, possano essere efficaci a fini didattici e possano ben rappresentare lo sforzo di una prestigiosa istituzione accademica dal lungo passato di affrontare le sfide dei nostri tempi.


Ogni filmato è accompagnato, nella sezione "informazioni", da link specifici al sito dell'Accademia, molto utili per approfondire la questione, adattandola al livello degli studenti.

Facciamo un esempio: il filmato n. 36 "Diàtriba o diatrìba?"


è accompagnato dal link alla scheda "Vademecum sull'accento: quando indicarlo e come pronunciarlo", sulla base della quale un insegnante potrebbe elaborare degli esercizi ad hoc oppure organizzare delle "gare" tra gli studenti.

giovedì 14 novembre 2013

Piazza delle Lingue 2013: Lingue e Diritti




Dal Comunicato stampa del 13 novembre 2013, consultabile sul sito dell'Accademia della Crusca:

" Giovedì 14, venerdì 15 e sabato 16 novembre 2013 si terrà a Firenze la settima edizione de La Piazza delle Lingue, manifestazione dell’Accademia dedicata ai problemi del multilinguismo e intitolata quest’anno Lingue e Diritti. [...]

La Piazza delle Lingue rappresenta per l’Accademia della Crusca il più significativo momento di comunicazione diretta con un pubblico ampio. Ancora una volta nella Piazza 2013, attraverso una serie di iniziative, si coniugheranno i momenti dedicati alla ricerca e alla riflessione linguistica avanzata con le esigenze di informazione.

Quest’anno si affrontano innanzitutto, facendo convergere il punto di vista linguistico e quello giuridico, i problemi delle minoranze linguistiche storiche (di lingua tedesca, francese, slovena, albanese, greca ecc.) e “nuove”, legate cioè ai recenti flussi migratori, ormai di grande rilievo per diffusione e quantità. Le misure legislative fino a oggi predisposte per la tutela delle minoranze linguistiche storiche costituiscono una soluzione ancora soddisfacente a un problema tanto complesso? e quale tutela si può prevedere per le nuove minoranze? Quali sono i problemi che deve affrontare la scuola in una società, quale quella italiana (ed europea), contraddistinta da un multiculturalismo sempre più marcato? È vero che la lingua rappresenta un fattore fondamentale per l’integrazione sociale e politica delle diverse comunità che insistono sullo stesso territorio e che la rimozione degli ostacoli linguistici a tale integrazione è uno degli obiettivi fondamentali da perseguire per rendere più stabile e sicura la convivenza tra gli individui? Tante domande a cui risponderanno esperti molto qualificati sia in campo linguistico che giuridico. Ma nella Piazza si parlerà anche della lingua della discriminazione, con una particolare attenzione alla persistenza di stereotipi e di un certo lessico contro le donne. La manifestazione, in cui sono previsti anche due importanti momenti musicali, si chiuderà con un incontro su Letteratura e diritto che permetterà di cogliere i molti intrecci tra queste due aree,fondamentali nella vita di ciascuno di noi.

La Piazza fonda da sempre la sua stessa ragion d’essere su un presupposto fondamentale: “conoscere e usare più lingue è un fattore di ricchezza”. Si tratta di un’affermazione ribadita recentemente (Firenze, 19 aprile 2013) in un documento sottoscritto dall’Accademia della Crusca e dalle principali associazioni linguistiche italiane: «La questione del plurilinguismo/multilinguismo è particolarmente rilevante e significativa nel nostro Paese, caratterizzato positivamente fin da antica data dalla coesistenza di molte lingue e dialetti e negli ultimi decenni punto di arrivo di consistenti flussi migratori, formati da donne e uomini e da bambine e bambini provenienti da aree geolinguistiche diverse, che parlano lingue ‘altre’, importanti culturalmente e socialmente» "

Consulta anche la pagina Facebook dell'Accademia della Crusca.

mercoledì 13 novembre 2013

Ancora sul carico di lavoro degli insegnanti: l'Italia non sa calcolare ciò che altri Paesi calcolano


Torniamo su un tema caro a questo blog: la quantificazione, o almeno il riconoscimento teorico, del numero di ore necessarie ai docenti per preparare le lezioni e per correggere le prove (tema affrontato in vari post del 14.06.13, 17.10.1213.10.12).

L'occasione è ora data dalla consultazione del rapporto Cifre chiave sugli insegnanti e i capi di istituto in Europa, Edizione 2013. Rapporto Eurydice, elaborato dalla Commissione europea/EACEA/Eurydice e presentato in marzo dall'Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione Europea, scaricabile in formato pdf.

Guardiamo la tabella "D5a: Definizioni ufficiali del carico di lavoro settimanale per gli insegnanti a tempo pieno", che compare alle pp. 75 e 76 del rapporto, e chiediamoci: Quali sono i Paesi che si limitano a indicare il numero delle ore "di lezione"? Quali sono, al contrario, i Paesi che riescono a fornire un'indicazione sul numero totale delle ore "di servizio" e sul numero delle ore per "disponibilità a scuola"?

p. 75:


p. 76:

Note: ISCED = Classificazione Internazionale Standard dell'Educazione; 0 = pre-primaria, 1 = primaria, 2 = secondaria inferiore; 3 = secondaria superiore.

Le risposte alle due domande precedenti sono facili: l'Italia, il Belgio e la Lituania sono gli unici Stati che si limitano a indicare il numero di ore di insegnamento. Tre Paesi (Olanda, Svezia e Inghilterra/Galles/Irlanda del Nord) non indicano le ore di lezione ma il totale delle ore di disponibilità a scuola o di servizio, cosa che -ai fini del nostro discorso- equivale comunque a riconoscere formalmente che, oltre alle lezioni, i loro insegnanti fanno molto altro. Sette Paesi (Germania, Grecia, Spagna, Lettonia, Portogallo, Scozia, Islanda) sono in grado di indicare le tre voci "ore di servizio", "disponibilità a scuola" e "ore di insegnamento". Undici Stati (Bulgaria, Rep. Ceca, Danimarca, Estonia, Francia, Ungheria, Austria, Polonia, Romania, Slovenia e Slovacchia), infine, indicano [sanno indicare] ore di lezione e ore di disponibilità a scuola; e sei Paesi (Cipro, Lussemburgo, Malta, Finlandia, Turchia e Norvegia) ore di lezione e ore di servizio.

Ci chiediamo ora: come è possibile che alcuni Paesi siano in grado di quantificare quello che in altri sembra impossibile da determinare?

Nelle "note esplicative" il Rapporto precisa:

"Le definizioni ufficiali si riferiscono all’orario di servizio definito nei contratti di assunzione degli insegnanti, mansionari e altri documenti ufficiali. Queste definizioni sono emesse dalle autorità centrali oppure dalle autorità regionali nei paesi in cui queste ultime corrispondono al livello più alto in ambito educativo.

Per numero di ore di insegnamento settimanali si intende il numero di ore che gli insegnanti passano con gruppi di studenti per l’insegnamento, la valutazione e attività educative all’interno o all’esterno della classe. Questo numero è calcolato in modo tale da escludere le pause e il tempo trascorso con gli alunni al di fuori dell’insegnamento. Le ore di insegnamento sono calcolate moltiplicando il numero delle lezioni per la durata di una lezione e dividendo il prodotto per 60. Quando sono fornite due cifre, si riferiscono alle variazioni illustrate nelle note specifiche per paese.

Per numero di ore di disponibilità a scuola si intende il tempo disponibile, oltre a quello dedicato all’insegnamento, per svolgere i propri doveri a scuola o in un altro luogo specificato dal capo di istituto.

Le ore complessive di servizio settimanali sono il numero di ore di insegnamento, le ore di disponibilità a scuola e le ore di lavoro dedicate ad attività di preparazione e correzione che possono svolgersi al di fuori della scuola.

Per i paesi in cui lo status o il contratto degli insegnanti non fa riferimento a orario di insegnamento, ore di disponibilità a scuola e/o orario complessivo di servizio, sono state effettuate delle stime. Laddove gli obblighi degli insegnanti sono stabiliti su base annua, è stato calcolato un numero medio di ore settimanali partendo dal numero di giorni di presenza richiesti a scuola e/o dall’orario complessivo di servizio, dove possibile." [sottolineature nostre]

Nelle "note specifiche per paese" si legge, relativamente all'Italia, che:

"le ore trascorse a scuola per altre attività sono solo parzialmente quantificabili, in quanto sono costituite da un numero minimo di ore annue per attività collegiali formali e un numero di ore non quantificabili per altre attività che il contratto definisce come funzionali all’insegnamento." [sottolineature nostre]

La frase è senz'altro attribuibile a chi ha fornito i dati, in quanto si tratta di una "vulgata ufficiale", che si scontra con l'evidente capacità di altri sistemi educativi di quantificare quanto in Italia non si riesce a (o meglio, non si vuole) calcolare. Ma questo calcolo sarebbe, a nostro avviso, il primo passo per l'emersione di un LAVORO sottostimato dall'opinione pubblica italiana, la quale - pur di fronte all'evidenza di prove corrette e valutate, di voti relativi a materie scritte e non orali, di incontri tra genitori e docenti in cui vengono mostrati i test, i compiti in classe, le verifiche scritte - continua a parlare di "18 ore"! [Ne ha tutte le ragioni, si giustificherà qualcuno, se neppure chi governa il sistema indica ai partner internazionali un altro numero oltre a quell'unico!] Si tratta di un passo, lo ribadiamo, che altri Paesi sono riusciti a fare anche pure a livello di "stime" (vedi sopra). Quei Paesi, al contrario dell'Italia, riconoscono   f o r m a l m e n t e    il LAVORO aggiuntivo a quello delle lezioni.

Prove corrette e valutate negli anni 2011/2012 e 2012/2013

Prove corrette e valutate nell'a.s. 2012/2013
Collegato al problema del calcolo delle ore di lavoro dedicate ad attività di preparazione e correzione, vi è un aspetto non secondario: l'assenza, in Italia, di ambienti adatti a lavorare a scuola: oltre alle aule, vi è spesso un'unica aula docenti, in cui risulta di fatto impossibile concentrarsi nel lavoro di preparazione delle lezioni e nella correzione e valutazione delle prove. Viceversa, in altri Paesi i docenti hanno a disposizione ambienti confortevoli, dotati di scrivania, computer, scaffali, e che possono addirittura personalizzare con piante, quadri, fotografie, grazie ai quali una stanza offerta dalla struttura scolastica viene di fatto trasformata in uno studio personale, simile a quello  che i docenti italiani, a loro spese, possono creare nel proprio appartamento.

Lo studio di quattro docenti di italiano in un liceo ceco

La tabella del Rapporto Eurydice non sembra prendere in considerazione una differenza del numero di ore di lezione o di altre attività in base al tipo di disciplina. Tuttavia, sempre nelle "note specifiche per paese" a p. 77, si precisa che:

"In Bulgaria, Slovenia, Croazia e Norvegia l’orario di insegnamento varia in base alla materia insegnata. In Francia a livello ISCED 3, l’orario di insegnamento varia in base allo status degli insegnanti. In Finlandia le ore di insegnamento e di disponibilità a scuola variano in base alla materia insegnata."

Ancora una volta ci si chiede come altrove sia possibile quello che in Italia sembra fuori della portata teorica e pratica.

Ci limitiamo ad accennare alla fine al fatto che in alcuni Paesi "le ore di servizio possono variare anche in base agli anni di servizio o all’età degli insegnanti. Non è tuttavia - dice il Rapporto a p. 77 - una pratica molto diffusa in Europa. Soltanto nove paesi riducono il carico di lavoro degli insegnanti in base alla durata del loro servizio e/o alla loro età. In Germania, gli insegnanti di una certa età possono godere di un orario di insegnamento ridotto. Le norme dei Länder variano ma, nella maggior parte dei casi, gli insegnanti ottengono una riduzione di una lezione a settimana a partire dal loro 55º compleanno e una riduzione di due lezioni a settimana a partire dal loro 60º compleanno. In altri Länder, invece, la riduzione inizia con il loro 58º o 60º compleanno e rimane invariata fino alla pensione. Una situazione simile si riscontra in Portogallo, dove le ore di insegnamento sono gradualmente ridotte a partire dal compimento del 50º anno d’età. Nel resto dei paesi, le riduzioni sono legate alla durata del servizio. Le norme sulle riduzioni si riferiscono sempre alle ore di insegnamento" [sottolineatura nostra], sebbene -aggiungiamo noi- la riduzione di un'ora di lezione si ripercuota poi sul numero complessivo delle ore dedicate alla correzione in quanto un'ora in meno significa eventualmente test in meno da correggere.

Questi Paesi particolarmente "sensibili" si rendono forse conto che, con l'aumentare dell'età, vengono meno certe forze? Oppure la riduzione delle ore di lezione è una sorta di "benefit", alternativo o equiparabile agli aumenti progressivi di stipendio? Non lo sappiamo, ma lasciamo ai nostri lettori ogni personale conclusione.

martedì 12 novembre 2013

L'età media dei docenti italiani delle scuole secondarie


Tutti abbiamo l'impressione che l'età media dei docenti italiani si sia notevolmente alzata negli ultimi anni, ma personalmente non mi ero mai reso conto della abissale differenza con gli altri Paesi dell'Unione Europea. A lasciarmi senza parole è una tabella che compare nel numero di Ottobre 2013 del "Bollettino di informazione internazionale" curato dall'unità italiana di Eurydice, accessibile grazie a un link dalla newsletter "Alert.11" e  scaricabile in formato pdf.

Ecco la tabella 11 "Distribuzione degli insegnanti per gruppi di età nell'istruzione secondaria nel 2010" [Fonte: Eurostat, UOE], che compare a p. 11 del Bollettino citato:



A parte gli stati i cui dati non sono forniti (Danimarca [DK], Grecia [EL], Croazia [HR], Turchia [TR]), dei 33 Paesi analizzati l'Italia è lo stato con la più bassa percentuale di insegnanti sotto i 30 anni: è solo lo 0,5%. Al secondo posto compare la Bulgaria [BG] con il 4,1%, vale a dire una percentuale 8 volte superiore! La media dei 27 Paesi dell'UE è pari al 9,6%!

Alla stessa conclusione portano i dati relativi alla fascia di età 30-39: con un 9,5% l'Italia è di gran lunga il Paese con la percentuale più bassa. La media dell'UE è pari al 25,2%!

Al contrario, l'Italia supera tutti nella fascia dei docenti sopra i 50 anni, grazie a un bel 59,3%, a fronte di una media dell'UE del 37,5%, vale a dire 21,8% in meno!

Nella fascia d'età 40-49 siamo nella media UE: con il suo 30,8% l'Italia supera di poco i 27 Paesi dell'Europa unita, la cui media è pari al 27,7%.

Il Bollettino sintetizza i risultati dell’ultimo rapporto della rete Eurydice (uscito nel marzo 2013) dedicato alla professione docente, Key Data on Teachers and School Leaders in Europe – 2013 Edition, scaricabile in formato pdf.

Qui, a mio avviso in modo più chiaro, si dice che:

"Nella grande maggioranza dei paesi europei, ci sono meno insegnanti nella fascia d’età inferiore ai 40 anni rispetto a quelli nelle fasce d’età superiori. Nell’istruzione secondaria emerge chiaramente il quadro di un corpo docente che sta invecchiando: quasi la metà degli insegnanti ha più di 50 anni in Bulgaria, Repubblica ceca, Germania, Estonia, Italia, Paesi Bassi, Austria, Norvegia e Islanda. Inoltre la percentuale degli insegnanti nella fascia d’età inferiore ai 30 anni è particolarmente bassa in Germania, Italia e Svezia (vd. figura D14 e D16). Questa situazione, unita a un numero in diminuzione di candidati alla formazione degli insegnanti, potrebbe portare a una carenza di insegnanti e alla necessità di nuove leve.

Negli ultimi dieci anni, l’età ufficiale di pensionamento è aumentata in circa un terzo dei paesi europei. Nella maggior parte dei paesi europei, gli insegnanti vanno in pensione appena ne hanno l’opportunità. Ciononostante, in diversi paesi, l’opportunità di andare in pensione prima dell’età ufficiale è stata completamente abolita. Gli insegnanti vanno quindi in pensione al completamento del numero di anni richiesti e al raggiungimento dell’età minima per avere diritto a una pensione completa (vd. figura D15 e D16).

La maggior parte dei paesi ha previsto delle misure per monitorare la domanda e l’offerta di insegnanti. Si può trattare di una specifica politica di programmazione, oppure di un monitoraggio generale del mercato del lavoro. In entrambi i casi, le misure sono generalmente disposizioni di lungo periodo, attuate su base annuale per soddisfare le necessità più urgenti. Potenziali carenze o esuberi di insegnanti potrebbero essere prevenuti con maggiore efficacia attraverso una pianificazione di lungo periodo (vd. figura B1)." (p. 17 del rapporto citato).

lunedì 11 novembre 2013

Il progetto "Itinerari della Grande Guerra - Un viaggio nella Storia"


Il progetto interregionale Itinerari della Grande Guerra - Un viaggio nella storia coinvolge le regioni Friuli Venezia Giulia (capofila del progetto), Veneto, Lombardia, e le province autonome di Trento e Bolzano.

"Il suo obiettivo è la valorizzazione in chiave turistica di questo straordinario patrimonio storico e culturale in modo da renderlo fruibile a tutti gli appassionati e a chiunque voglia conoscere un'importante parte del passato non solo italiano ma europeo.

Il portale "Itinerari della Grande Guerra" è stato sviluppato nell'ambito dell'omonimo progetto con l'obiettivo di offrire uno strumento utile ed interessante per tutti coloro che desiderano scoprire i luoghi, gli itinerari e un po' di storia della Prima Guerra Mondiale nelle aree coinvolte." (Fonte)

Strumenti utili a fine didattico:

* Muovendosi sulla linea del tempo è possibile visualizzare i principali avvenimenti.

Un esempio di visualizzazione degli avvenimenti collegati alla linea del tempo
* Grazie a una mappa interattiva si possono individuare i luoghi più interessanti, come musei, monumenti, itinerari e così via.

Una delle mappe interattive
* Una sezione è dedicata ai protagonisti.

* Un'altra al tema dei nuovi strumenti bellici: aerei, carri armati, bombe a mano, lanciafiamme, mazze ferrate e armi chimiche.

* Il portale è corredato da un ricco apparato fotografico: una prima serie di immagini riguarda i punti di interesse; un'altra serie, intitolata "Scatti di guerra", presenta fotografie dell'epoca appartenenti ai Civici Musei di Storia e Arte di Trieste, alla Fondazione Museo Storico del Trentino, al Museo Storico italiano della Guerra di Rovereto, al Museo Civico del Risorgimento di Bologna e Consorzio Culturale Monfalconese.


* Vi sono infine alcuni filmati d'epoca, della Cineteca del Friuli.

Uno dei filmati
* La sezione intitolata "La Grande Guerra vista dai ragazzi" presenta un tour virtuale attraverso i siti della Prima Guerra Mondiale a Udine, curato dagli studenti dell'Istituto "Bonaldo Stringer" nell'ambito del progetto "Due passi per la capitale della Grande Guerra".

giovedì 7 novembre 2013

mercoledì 6 novembre 2013

1914-1918-online: un grande progetto di enciclopedia digitale sulla prima guerra mondiale




Dal sito 1914-1918-online:

"Project Overview:

Over the course of three years, the international joint research project "1914-1918-online. International Encyclopedia of the First World War” is developing an English-language virtual reference work on the First World War. Planned to be released in 2014, the centenary of the outbreak of World War I, the online encyclopedia will be the result of an international collaborative project to make available a multi-perspective, public-access knowledge base on the First World War. [...]

Research Approach

Down to the present day, the image of the First World War focuses on Central and Western Europe. However, WWI constituted not only a pan-European war but also the first truly global war in world history: it was a world-wide economic war in which numerous non-European states participated and for which the European powers mobilized the resources of their colonial empires. These perspectives will be an important factor in the encyclopedia. Thus, “1914-1918-online” will not only reflect the increasingly international research on the First World War, but also significantly advance it by identifying gaps and desiderata.

Open Access

"1914-1918-online" represents a major undertaking in digital history publication under the Open Access paradigm by promoting free and unlimited dissemination of the content to individual users, search engines, and reference services. This availability will be complemented by novel navigation schemes that allow users non-linear access throughout the text convolute via thematic contexts, regional contexts and conceptual encyclopedia entries (e.g. 'Propaganda'). The platform will be designed to enable users to follow threads according to their specific question of interest, integrating a broad range of texts from various contexts in a way that is appropriate to the hypertextuality of the medium. Visualizations of thematic connections will encourage the navigation of the encyclopedia in ways that expand on the standards of current digital history publications."

"The encyclopedia covers all important aspects relating to the First World War. Its content is divided into six subject areas: pre-war, violence, power, home front, media, and post-war. These headings were chosen in order to avoid methodological limitations and to integrate the various political, economic, social and cultural historical perspectives on the First World War. While all regions with relevance to the history of the First World War are dealt with, the global perspective will be the key focus."

Una apposita sezione elenca moltissimi link:

"This list of links contains a multitude of online resources for pictures, audio files, maps, and other multimedia elements related to WWI.

Please note that this is a work in progress; suggestions for additional online academic sources are most welcome."

martedì 5 novembre 2013

WW1 e scuola


dal sito WW1 - dentro la Grande Guerra:

"WW1 - dentro la Grande Guerra apre le pre-iscrizioni per due progetti rivolti alle scuole superiori: "La Memoria parlante" e "Gli scrittori in guerra: itinerari virtuali e letterari".
Per ciascuno di questi verranno selezionate tra le richiedenti 100 classi. 

Scadenza pre-iscrizione: 31 dic 2013
Apertura call ufficiale: gennaio 2014
Invio documentazione: marzo 2014
Selezione richieste: maggio 2014
Avvio attività: settembre 2014
Durata progetti: 1 anno scolastico

Raccontare, con occhi nuovi

Il progetto Gli scrittori in guerra: itinerari virtuali e letterari mette in primo piano i grandi autori ma anche gli scrittori umili, soldati e civili che negli anni della guerra hanno scritto cartoline, lettere, diari, canzoni, filastrocche. WW1 collaborerà con gli studenti e gli insegnanti a comporre durante l’anno scolastico un “Parco Letterario”, offrendo come risultato percorsi inediti e realmente accessibili al visitatore di oggi, tra racconti emozionanti e territori.

La nostra storia, oggi

Il progetto La Memoria parlante si focalizza sul patrimonio storico-culturale diffuso nelle nostre città. Monumenti, musei, chiese così come le persone sono scrigni preziosi della memoria individuale e collettiva. WW1 lavorerà con gli studenti e gli insegnanti per ri-scoprire una storia vicina, quella dei propri bisnonni, e vederla senza timori con gli occhi di persone di oggi."

domenica 3 novembre 2013

Fare gli italiani: una storia per immagini dell'Italia unita



" Il progetto di una linea del tempo digitale lungo la quale far scorrere le immagini della storia d'Italia ha preso spunto dall'esperienza della mostra "Fare gli italiani 1861-2011. 150 anni di storia nazionale" curata da Walter Barberis e Giovanni De Luna: in una sorta di gemellaggio l'esposizione tradotta sul web è divenuta uno spazio permanente virtuale, arricchendosi, attraverso la rete e l'uso delle tecnologie digitali, di nuovi materiali, di nuovi visitatori.

Con questo progetto  - un work in progress destinato ad arricchirsi nel tempo  - è possibile ripercorrere le tappe più importanti della vita politica del Paese, le mutazioni economiche e sociali, lo sviluppo  scientifico, tecnologico, industriale dell'Italia in cammino, attraverso i materiali dell'Archivio storico Luce, di Rai Teche, del Museo Centrale del Risorgimento di Roma,  dell'Archivio Centrale dello Stato,  dell'Archivio Storico della Città di Torino, delle Raccolte Museali Fratelli Alinari, dell'Archivio del  Touring Club Italiano.

La struttura del portale e della timeline è scandita in 8 partizioni cronologiche e 14 temi  - L'Italia delle città, Le campagne, La scuola, La Chiesa, Le migrazioni, La prima guerra mondiale, La seconda guerra mondiale, Il volto della patria, La partecipazione politica, Le fabbriche, Le mafie, I trasporti, I consumi,  I mezzi comunicazione di massa - ed una serie di cronologie tematiche (i governi, i libri, i film, lo sport, lo sviluppo industriale).

Agili schede biografiche, corredate di documenti multimediali, presentano  i protagonisti della vita politica, culturale, sportiva.  La cronaca puntuale degli eventi di maggior rilievo individuati dagli storici e  illustrati nella timeline dagli speaker dei cinegiornali è accompagnata dagli avvenimenti di politica internazionale descritti dalle testate giornalistiche italiane e straniere.

Il Risorgimento è ritratto soprattutto con quadri e illustrazioni di archivi e musei; in questo affresco di 150 anni della nostra storia un ruolo di primo piano è affidato ai cinegiornali Luce d'epoca fascista, ai documentari di propaganda e istruzione del Ventennio, alle fotografie dei reparti Luce  mobilitati dal regime, alle immagini dei cineoperatori militari statunitensi al seguito delle truppe anglo-americane durante il secondo conflitto mondiale e, per il dopoguerra, alle attualità cinematografiche  della Settimana Incom.

I servizi cinematografici della sezione  "Come eravamo" raccontano  il tempo lento dell'Italia contadina, in marcia verso la modernità. L'archivio Luce,  che con la sua lunga storia che attraversa quasi tutto il Novecento, è in grado di restituire  le diverse identità assunte dalla società italiana in tutto il XX secolo, tra guerre e ricostruzioni, tra crisi e sviluppo economico.

Come gli italiani si sono fatti ma anche, dunque, come gli italiani si sono visti e rappresentati in un secolo e mezzo di storia. E come hanno celebrato negli anni un evento fondante per la nazione, il Risorgimento.

L'Istituto Luce conserva  nel proprio archivio le immagini  delle celebrazioni  del Risorgimento  italiano promosse dal fascismo e dall'Italia Repubblicana. Ecco una piccola selezione.

Le acclamazioni del Duce si alternano all'inno di Garibaldi e all'inno di Mameli nel Giornale Luce del 1941 che racconta con accenti antifrancesi la traslazione delle spoglie di Mameli sul Gianicolo nell'anniversario di Mentana.

Nella Settimana Incom del 1949 è l'unità morale della Repubblica  la  protagonista delle celebrazioni per la Festa della Repubblica, dedicata a Giuseppe Mazzini, l'"apostolo" della Patria.

Il documentario "Donne del Risorgimento" , di Franca Maranto, racconta la  partecipazione delle donne ai moti risorgimentali attraverso i quadri dell'epoca. Il viaggio parte dalle radici del Risorgimento: Eleonora Fonseca Pimentel e la Repubblica napoletana del 1799.

Tra le decine di iniziative ed eventi promossi in occasione delle celebrazioni per il centenario dell'Unità d'Italia anche un lungometraggio di animazione: è  La lunga calza verde, "liberamente  ispirato" da un soggetto  di Cesare Zavattini, e realizzato da Roberto Gavioli, uno dei padri di Carosello. "

Fonte

venerdì 1 novembre 2013

Tutto esaurito! Un mese di teatro a Radio 3





"Un cartellone orientato verso la scrittura contemporanea che accosta nomi illustri della letteratura e del teatro a emergenti della nuova scena.
Uno sguardo attento alla creatività femminile, con scrittrici e attrici di diverse generazioni. Un’attenzione particolare alla voce con gli incontri-concerto di alcuni artisti che negli ultimi anni hanno approfondito il rapporto fra palcoscenico, parola e suono.
E ancora uno sguardo all’infanzia con radiodrammi appena realizzati o tratti dai nostri archivi. Tutto questo fra serate in diretta, spettacoli registrati per l’occasione, riproposte d’epoca. Ma soprattutto uno sguardo attento a tutte quelle espressioni teatrali che descrivono il nostro presente, l’oggi delle tensioni e dei desideri, del disagio e delle nostre aspirazioni, sociali, individuali, umane."


Programma

giovedì 31 ottobre 2013

L'impresa fiumana di D'Annunzio



Guarda il filmato in cui Lucy Hughes-Hallett, autrice di The Pike: Gabriele D'Annunzio, Poet, Seducer and Preacher of War, parla dell'impresa di Fiume:


Il volume è stato parzialmente digitalizzato da Google.

Guarda anche i filmati:

- L'impresa di Fiume (Cinecittà Luce - Senato della Repubblica)

- D'Annunzio abbandona Fiume ("TG1 Un minuto di storia"):


- D'Annunzio a Fiume. L'estetica della disobbedienza ("La Storia siamo noi"):


mercoledì 30 ottobre 2013

BBC Radio 4: "The Invention of Italy". Episode 3


Ascoltiamo il terzo episodio della serie "The Invention of Italy", andato in onda sul canale BBC Radio 4 il 28 ottobre 2013.


Descrizione:

"Misha Glenny concludes the Invention of Italy in the Alps and Trieste, ambitious targets of Italian warmongers in the First World War.

"You need to think of the fighting taking place in Flanders applied in the rocky limestone of the Alps .... the Italians at the bottom, the Austrians at the top." Mark Thompson, The White War

In 1915 Italy entered the Great War on the side of France, Britain and Russia. The aim ? To gain new territory up north to the watershed of the Alps; and also east over the Adriatic into parts of what later became Yugoslavia. The price of these ambitions - nearly three quarters of a million Italians dead in the snow and rock. They died upholding the nationalist belief this new Italian nation - barely fifty years old - needed to spill blood to prove itself, to demonstrate they were not just waiters and ice cream salesmen.

Chief among the characters who dragged Italy into war was a poet, Gabriele d'Annunzio, bald as a coot and a great seducer of Italian women, and Italian minds. In the third and final Invention of Italy, Misha Glenny travels along the frontline, from Trieste via alpine trenches to Lake Garda, where d'Annunzio's Vittoriale degli Italiani attempted to create an Italian fighting tradition by dragging a battleship up the hill and setting it among ornamental gardens.

With expert contributions from Joze Serbec of the Kobarid museum in Slovenia; Lucy Hughes-Hallet, author of The Pike, the autobiography of d'Annunzio shortlisted for the Samuel Johnson Prize; plus Simon Winder, David Gilmour, David Laven, and Mark Thompson, author The White War: Life and Death on the Italian Front. "

Link:

- Museo di Caporetto (Kobariski Muzej), Slovenia

- Lucy Hughes-Hallet, The Pike. Gabriele d’Annunzio, Poet, Seducer and Preacher of War

Dal sito dell'editore Harper Collins:

"Longlisted for the Samuel Johnson prize for non-fiction; the story of Gabriele D’Annunzio: poet, daredevil – and Fascist.

In September 1919 Gabriele D’Annunzio, successful poet and occasional politician, declared himself Commandante of the city of Fiume in modern-day Croatia. His intention – to establish a utopia based on his fascist and artistic ideals. It was the dramatic pinnacle to an outrageous career.

Lucy Hughes-Hallett charts the controversial life of D’Annunzio, the debauched artist who became a national hero. His evolution from idealist Romantic to radical right-wing revolutionary is a political parable. Through his ideological journey, culminating in the failure of the Fiume endeavour, we witness the political turbulence of early 20th-century Europe and the emergence of fascism.

In The Pike, Hughes-Hallett addresses the cult of nationalism and the origins of political extremism – and at the centre of the book stands the charismatic D’Annunzio: a figure as deplorable as he is fascinating.
"








- Mark Thompson, The White War: Life and Death on the Italian Front, 1915-1919

Dal sito dell'editore Faber and Faber:

" The first narrative history in English of the Italian front: a major forgotten conflict of the First World War.


In May 1915, Italy declared war on the Habsburg Empire, hoping to seize its ‘lost’ territories of Trieste and Tyrol. The result was one of the most hopeless and senseless modern wars - and one that inspired great cruelty and destruction. Nearly three-quarters of a million Italians - and half as many Austro-Hungarian troops - were killed. Most of the deaths occurred on the bare grey hills north of Trieste, and in the snows of the Dolomite Alps. Outsiders who witnessed these battles were awestruck by the difficulty of attacking on such terrain. General Luigi Cadorna, most ruthless of all the Great War commanders, restored the Roman practice of ‘decimation’, executing random members of units that retreated or rebelled. Italy sank into chaos and, eventually, fascism. Its liberal traditions did not recover for a quarter of a century - some would say they have never recovered.

Mark Thompson relates this nearly incredible saga with great skill and pathos. Much more than a history of terrible violence, the book tells the whole story of the war: the nationalist frenzy that led up to it, the decisions that shaped it, the poetry it inspired, its haunting landscapes and political intrigues; the personalities of its statesmen and generals; and also the experience of ordinary soldiers - among them some of modern Italy’s greatest writers.

A work of epic scale, The White War does full justice to one of the most remarkable untold stories of the First World War. "

Il libro di Thompson è stato pubblicato in Italia da Il Saggiatore.

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Attività didattiche:

Domande:

- Quali motivazioni spinsero l'Italia a entrare in guerra dalla parte dell'Intesa?
- Tra le terre "irredente", in quali si parlava italiano e in quali no?
- Che cosa accadde a Caporetto?
- I soldati provenienti da varie regioni italiane condividevano gli obiettivi sbandierati dai nazionalisti?
- Che giudizio viene espresso nel radiodocumentario sulla disparità tra conquiste territoriali e costi umani per raggiungerle?
- Secondo D'Annunzio, che cosa dovevano dimostrare gli italiani? (*)
- Che cosa differenziava gli interventisti dai neutralisti?
- Secondo M. Thompson, quale risultato positivo fu comunque ottenuto dalle gerarchie militari italiane, a fronte dell'evidente negatività dell'ingente numero di caduti?
- In questo senso, che cosa rappresenterebbe la prima guerra mondiale per gli italiani?
- Chi è Carlo Orelli e cosa racconta della sua esperienza bellica?
- Quale significato ha assunto la parola "caporetto" nel linguaggio comune?
- Cosa accadde a Vittorio Veneto?
- Perché, al termine della guerra, si parlò di "vittoria mutilata"?
- Che cosa fece D'Annunzio a Fiume?
- Per quale motivo, nel corso dell'episodio, vengono citati Mussolini e Lenin? (**)

(*) Sulla decima musa, Energèia, e, in generale sulla posizione di D'Annunzio, si legga Per la più grande Italia: orazioni e discorsi, Milano: Treves, 1915, in particolare le pp. 117-126

(**) L'episodio di Stanko Robančič è raccontato da M. Thompson a p. 159 della traduzione italiana, parzialmente digitalizzata da Google.

martedì 29 ottobre 2013

BBC Radio 4: "The Invention of Italy". Episode 2


Ecco il secondo episodio del ciclo "The Invention of Italy", andato in onda sul canale BBC Radio 4 il 21 ottobre 2013.



Descrizione:

" Misha Glenny presents a compelling new history of Italy from 1494 to the end of the First World War.

In October 1860, on a misty road north of Naples, Giuseppe Garibaldi met the future king of Italy and handed over control of the south. This brief moment in the story of the new Italian state has been often mythologised, but it is not as straightforward as it seems. Violence, civil war, the birth of the mafia - these elements in the story are often overlooked.

Beginning with Napoleon's call to the peoples of Italy in 1796, Misha Glenny picks his way through Italian unification with clarity and care. Rome only became part of this new European country under a century and a half ago - and even then the Pope ordered his followers neither to stand in nor vote in elections for the new state. Small wonder some claim that Italy is not really unified yet.

With expert contributions from Christopher Duggan, Marco Meriggi, Leoluca Orlando, Lucy Riall, Lucy Hughes-Hallet, Filippo de Vivo, David Gilmour, Beppe Severgnini, Simon Winder, Joze Serbec and David Laven.

The presenter is Misha Glenny, who previously collaborated with producer Miles Warde on the Invention of Germany and the Invention of Spain.
"

lunedì 28 ottobre 2013

BBC Radio 4: "The Invention of Italy". Episode 1


Da un articolo di Guido Marani, pubblicato il 14 ottobre 2013 su EuNews.it:

" La BBC Radio 4 ha recentemente lanciato un nuovo ciclo di trasmissioni dal titolo “The invention of Italy” in cui studiosi inglesi e italiani esaminano il processo della costruzione nazionale italiana dal 1400 ai nostri giorni. [...]


La conclusione provvisoria della prima puntata del ciclo è che l‘Italia non l’hanno fatta, né voluta gli italiani ma le grandi potenze dell’epoca con le loro guerre di influenza e che la sua forzata unificazione ha scatenato una guerra civile di decenni.
L’avevamo mai vista in questi termini la nostra storia e la questione meridionale? Forse vale la pena di pensarci. “The invention of Italy” è la terza trasmissione di una serie che comprende anche “The invention of Germany” e “The invention of Spain”, tutte ugualmente spregiudicate nel mettere in evidenza l’artificio di ogni patria. Un ciclo con cui forse la BBC vuole sottolineare quanto tutte le nostre costruzioni nazionali siano appunto costruzioni. Ognuna di esse solo una fra le tante possibili, scaturite da giochi di forza e equilibri di potere talvolta molto lontani dai popoli interessati. "
Ascoltiamo la prima puntata, andata in onda il 14 ottobre.



Descrizione:

"Misha Glenny presents a compelling new history of Italy from 1494 to the end of the First World War

Piedmont, the Venetian Republic, Mantua, Modena, the Grand Duchy of Florence, the kingdom of Naples, the Papal States - the arrival of Italy as a unified state is a surprisingly recent affair. "We are a new nation," says Professor Marco Meriggi, and this is true - but the 150th anniversary was celebrated two years ago in quite muted style. So forget what you may know about the Roman empire, and enter a country which doesn't really feel unified yet.

"Italy is a divided country, no doubt about that. The Italian equivalent of nationalism is campanalismo, from the word for bell tower - this is the attachment of Italians to their city square." Dr Filippo de Vivo.

Beginning with the French invasion of 1494, when Charles VIII's mercenaries reached Naples and then spread syphilis to all points north of the Alps, the Invention of Italy tells a story of fragmentation, foreign occupation and nationalist false starts. The second programme looks at how unification finally occurred, and why many believe that the mafia emerged at the same time. the third programme focuses on why Italians were so eager to shed blood in the First World War.

With expert contributions from Christopher Duggan, Marco Meriggi, Leoluca Orlando, Lucy Riall, Lucy Hughes-Hallet, Filippo de Vivo, David Gilmour, Beppe Severgnini, Simon Winder, Joze Serbec and David Laven.

The presenter is Misha Glenny, who previously collaborated with producer Miles Warde on the Invention of Germany and the Invention of Spain."

Guarda la galleria di immagini collegata al programma radiofonico.

domenica 27 ottobre 2013

"The Invention of Italy", un ciclo di lezioni a Londra




Dai sito della Laterza:


THE INVENTION OF ITALY
London - October 25th 2013 - May 9th 2014
A century and a half after Unification, Italy is no longer simply a geographical expression, as Prince Metternich described it in 1847.
But how was the nation invented? And how has the idea of Italy evolved to the present day, both at home and abroad? Italy’s current identity is founded on numerous elements, ranging from food and art, to politics and religion, heroes and villains, and to events both dramatic and trivial. It is a fascinating story that will be told by some of the most distinguished Italian and British historians.
Lectures will take place on Fridays at 18.30 at the Italian Cultural Institute, 39 Belgrave Square, London S.W.1
FREE EVENT Booking on line www.icilondon.esteri.it

PROGRAMME
October 25th, 2013
CITY STATE: 1176: Federico Barbarossa and the Battle of Legnano
Alessandro Barbero
Every country has looked for one or more “strong narratives” in its own history in which to identify its origins. In Italy this role has been assigned to the heroic deeds of the medieval communes with Federico Barbarossa’s attempt to curtail their independence likened to a foreign invasion. The Lombard League’s victory over Barbarossa at Legnano in 1176 has become one of the defining moments in the history of the Italian nation and of its struggle for independence. Today, in a very different climate, it is possible to reveal the other side of this story: the emperor’s defeat and the failed attempt at state-building that could have altered the course of Italian history.
Alessandro Barbero is Professor of Medieval History at the University of Piedmont Orientale in Vercelli.

November 8th, 2013
FINANCE: 1379: Murder of a genoese merchant in Lombard Street
Amedeo Feniello
Night time. On Lombard Street lies the corpse of a man surrounded by onlookers. A merchant, by the look of him. The victim of a brawl, perhaps, taunted and murdered by some ill-intentioned fellow. But these are only rumours. Nobody is giving anything away. There is a conspiracy of silence. Months go by and the investigation drags on. There are some clues. At first it’s just a hunch. Then the murderers are identified, one accomplice and one guilty party, who repents and gives a completely different account of events. It is the account of a conspiracy for the control of wool: England’s gold, foundation of the nation’s fortune, not least because as Matthew of Westminster would proudly declare, “all the nations of the world are kept warm by English wool”. Gold then, which in the thirteenth and fourteenth centuries would prove to be the real foundation of the success of Italy’s burgeoning capitalism.
Amedeo Feniello was recently guest Director of Studies at the École des Hautes Études en Sciences Sociales in Paris.

November 22nd, 2013
RENAISSANCE: 1520: Tiziano, Alfonso d’Este, Bacchus and Ariadne
Sheila Hale
On 17 November 1520 Alfonso d’Este, Duke of Ferrara, penned a furious letter to his ambassador in Venice. Alfonso was a formidable warrior: deadly in battle he also designed and built his own weapons of mass destruction. But on that particular day he knew that his lethal arsenal would be useless because the object of his fury was an artist, a then relatively unknown Venetian painter. He ordered his ambassador in Venice to tell Titian that he was still awaiting “that canvas” which he must deliver quickly “so as not to give us cause to be saddened and angered with him”. “That canvas” was Titian’s Bacchus and Ariadne, now in the London National Gallery. The Duke continued to fume, but it would be two years before he saw it. This story takes place at the heart of the Italian Renaissance, when powerful rulers needed artists as much or more than the greatest artists needed them.
Sheila Hale is an author and journalist.

December 13th, 2013
COUNTER-REFORMATION: 1541-1549: the last frescoes of Michelangelo
Massimo Firpo
Michelangelo painted his final frescoes in the Vatican: the Last Judgement on the altar wall of the Sistine Chapel, completed in 1541, and the Conversion of St. Paul and the Crucifixion of St. Peter on the two side walls of the Paoline Chapel, completed in 1549. Both of these works, and the Last Judgement in particular, unleashed a storm of criticism and censorship which immediately after the death of the great Tuscan artist led to the interventions of the braghettoni to conceal the nudity of the bodies. In reality the masterful images of those frescoes hid other, perhaps more serious heresies, preserving to this day in the most sacred sites of the papal liturgies the traces of an age of religious experimentation, doctrinal conflict and profound internal dissent among the highest authorities of the Catholic Church, with respect to whom Michelangelo was both participant and interpreter.
Massimo Firpo teaches Modern History in the Arts and Philosophy Faculty of the University of Turin.

January 10th, 2014
LANGUAGE: Dante, Manzoni and Meneghello
Giulio Lepschy
Dante is traditionally known as the father of the Italian language, created by his drawing on his mother tongue, the speech of Florence between the Thirteenth and Fourteenth centuries. This language, codified by Pietro Bembo at the beginning of the Sixteenth century, was to become what we now call Italian. The formation of modern Italian has also been attributed to the most important Italian novelist of the Nineteenth century, the Milanese Alessandro Manzoni. This was due to the prestige both of  the final version of his novel and of  his political and linguistic writings. Luigi Meneghello, the author of Libera nos a malo, one of the most striking books produced in Italy in the Twentieth century, noted that, where he grew up, people spoke a language (i.e., a form of the Vicentino dialect) which was not written, and wrote a language which was not spoken (i.e., literary Italian). We shall examine the notion of linguistic standard, and in particular try to answer an apparently straightforward (but in fact problematic) question: how exactly did Dante, Manzoni, Meneghello pronounce their language? And how are we supposed to pronounce it when quoting them?
Giulio Leschy is Emeritus Professor at the University of Reading; Honorary Professor at University College London; Adjunct Professor at the University of Toronto. He is Fellow of the British Academy and of the Accademia della Crusca, as well as Doctor Honoris Causa of the University of Turin.

January 24th, 2014
MAFIA: 1893: the killing of Emanuele Notarbartolo
John Dickie
At sunset on 1 February 1893 the banker Emanuele Notarbartolo was stabbed to death in a train a short distance from the Sicilian capital, Palermo. The mafia was, and remains, the main suspect in the murder. However the assassins, and the man or men who are thought to have given those assassins their orders, would never be convicted. Notarbartolo was Italy’s first “eminent corpse” – its first mafia victim from among the social elite. The Notarbartolo affair lasted more than a decade, implicating politicians, entrepreneurs, the judiciary, and the police in a complicated web of corruption and cover-ups. The three protracted trials that arose from his murder, celebrated in Milan, Bologna and Florence, created a media storm that brought many Italians from outside Sicily face-to-face with the mafia issue as never before. For the first time ever, all the main consequences of the mafia’s place in Italian life were made manifest: the public’s hunger for news alternating with fatigue; its fascination and frustration with the courts system; society’s profound mistrust of politicians; and the mixture of shame and resentment which Italians felt at what foreigners would make of the whole spectacle. The Notarbartolo affair continues to hold a mirror up to contemporary Italy.
John Dickie, historian and journalist, is Associate Professor of Italian Studies at the University College of London.

February 7th, 2014
RISORGIMENTO: 1864: Garibaldi in London
Lucy Riall
One hundred and fifty years ago, in the spring of 1864, Giuseppe Garibaldi left his island home of Caprera and came to Britain. Although ostensibly a private visit, Garibaldi’s arrival on these shores gave rise to an extraordinary outburst of popular feeling. Hundreds of thousands of Londoners came out to greet him and the visit provoked huge press interest and a fashion for red shirts, as well as Garibaldi songs and Garibaldi pubs. How can British enthusiasm for this Italian hero be explained? To what extent did it reflect broader cultural and political links between Britain and Italy? And what traces of this relationship remain today? My lecture will seek to answer these questions.
Lucy Riall is professor of History at Birkbeck, University of London and holds the Chair in the Comparative History of Europe at the European University Institute in Florence.
 
February 21st, 2014
FOOD: 1891: Pellegrino Artusi and the Unification in the kitchen
Massimo Montanari
In 1891 Pellegrino Artusi published a recipe book called Science in the Kitchen and the Art of Eating Well which he would continue to work on for twenty years, with subsequent additions and amendments made with the help of his male and female readership. In part owing to the “inclusive” spirit of the work, the book was a huge publishing success in the twentieth century. For the first time ever a single recipe book contained all the typical dishes of Italian local cuisine; just a few years after the birth of the Kingdom of Italy, Artusi’s was a deliberate political project designed to favour the country’s cohesion. The social aspect of the work was also important, mixing as it did the recipes of the affluent landed and middle class with those of the working populace, and it is one of the secrets of its success. Artusi drew on the most diverse sources from throughout Italy, in a survey of that ongoing exchange of theory and practice that has always characterized the history of Italian cooking. An exchange which in part was already commonplace and which would continue in the decades that followed, making the kitchen table a strategic locus of unification and of strong national identity.
Massimo Montanari teaches Medieval History and the History of Food at the University of Bologna, where he also directs the Masters in “History and Culture of Food”.

March 7th, 2014
FASCISM: 1922: Mussolini and the March on Rome
Emilio Gentile
On 30 October 1922 the King of Italy requested that the head of a party of armed militia form the government of a parliamentary regime, the same militia that in two years had smashed working class organizations, persecuted rival parties, humiliated the State’s rule and imposed dictatorial dominions in many provinces of northern and central Italy. For the first time ever in the history of the liberal European states an armed party had come to power and publicly proclaimed its desire to suppress civil and political liberties. Never before in the history of European parliamentary governments had a thirty-nine-year-old politician been nominated prime minister, a man who had been a Member of Parliament for just sixteen months, who had absolutely no experience of public administration and who, up to a few months before taking power in a monarchical State, had professed to be a Republican. This was the conclusion of the March on Rome. An Italian anti-Fascist called it a “comic opera”. A German anti-Fascist described it as an “evil day, for Italy and for Europe.” These conflicting judgements persist among historians to this day.
Emilio Gentile is Professor Emeritus at the University of Rome La Sapienza.

March 21st, 2014
REPUBLIC: 1948: christian democrats, communists, socialists and liberals
Christopher Duggan
The elections of April 1948 were the first to be held in the Republic after the promulgation of the new Constitution in January of that year. They were held against the backdrop of the incipient Cold War, with Italy increasingly polarized between the Christian Democrats and the Church on the one hand, and the parties of the far left on the other. Through an examination of the language, imagery, programmes and electoral tactics of the main parties, this lecture will consider how the new State sought to position itself in relation both to its Fascist past and to its anticipated democratic future.
Christopher Duggan is Professor of Italian History at the University of Reading  where he directs the Centre for Modern Italian History.

April 11th  2014
LIFESTYLE: 1960: the economic miracle and  'La dolce vita'
Simona Colarizi
In just over a decade Italy had emerged from the material and moral ashes of the Second World War and a searing civil war that spelled the end of Fascism. A new democratic and republican State had been born, but the changes with respect to the past were not limited to institutions and politics. As elsewhere in Western Europe the Golden Age had also dawned in Italy, which experienced a genuine economic, social and cultural revolution. The primarily agricultural country was transformed into an industrial power, ranked seventh among the world’s greatest. A miracle – this was the exact term used to define those years of tumultuous growth in Italy, the years of Federico Fellini’s “La Dolce Vita” which captured both the highs of the economic boom but also growing nostalgia for a world of tradition and certainty that was forever past.
Simona Colarizi teaches Contemporary History at the University of Rome La Sapienza.

May 9th, 2014
FOOTBALL: 1982: Pertini and the world champions
John Foot
In 1982 Italy won the World Cup in a 3-1 victory over West Germany. The Italian President, the diminutive anti-fascist ex-partisan Sandro Pertini, celebrated in the stands. On the way back from the match an intrepid photographer captured an impromptu game of cards involving Pertini, Dino Zoff, Franco Causio and manager Enzo Bearzot. In front of them stood the World Cup trophy. Meanwhile, in Italy itself, a wild party had just got underway and would continue for days. The game itself attracted a record TV audience, never equalled before or since. Italy was united in sporting triumph. This talk will look at the links between national identity and the national team, and the ways in which that identity has been strengthened and weakened by its relationship with national sporting prowess and occasional disaster.
John Foot teaches Contemporary Italian History in the Department of Italian in the University of Bristol.