lunedì 23 marzo 2015

Giovanni Reder e Tasso (2)


In aggiunta a quello di cui abbiamo parlato nel post precedente, ecco altri due dipinti di Giovanni Reder.

Il primo rappresenta lo stesso soggetto: Erminia che soccorre Tancredi ferito (canto XIX, ottave 102-114).

Fonte: www.anticoantico.com
Se si va sulla scheda e si clicca sull'immagine, si ottiene un ingrandimento

Particolare

Il dipinto è proposto in coppia con un altro, che sembrerebbe descrivere il momento in cui Tancredi concede a Erminia la libertà (dunque un momento narrativamente precedente: canto VI, ottave 56-58). 

Fonte: www.anticoantico.com
Se si va sulla scheda e si clicca sull'immagine, si ottiene un ingrandimento

Particolare


domenica 22 marzo 2015

Giovanni Reder e Tasso (1)


E però ch'ella da la madre apprese
qual più secreta sia virtù de l'erbe,
e con quai carmi ne le membra offese
sani ogni piaga e 'l duol si disacerbe
(arte che per usanza in quel paese
ne le figlie de i re par che si serbe),
vorria di sua man propria a le ferute
del suo caro signor recar salute.

Canto VI, ott. 67

La raffinata galleria "Tiber Arte" di Roma (via Pié di Marmo 33) espone un quadro del pittore romano Giovanni Reder (1693-1765).

Il soggetto è tratto dalla Gerusalemme liberata di Torquato Tasso e, in particolare, dal canto XIX, ott. 102-114: Erminia soccorre Tancredi, aiutata da Vafrino.



L'opera presenta tutti gli elementi iconografici che di solito caratterizzano questo soggetto: al centro vi è Tancredi ferito; ai suoi piedi giacciono la corazza, l'elmo, la spada e lo scudo. Erminia e Vafrino rialzano il moribondo, che scampa alla morte proprio grazie alle conoscenza, da parte della giovane donna, delle virtù segrete delle erbe. Il cadavere del "circasso" Argante, ucciso precedentemente dall'eroe "franco", insanguina il terreno. I due cavalli, che altri pittori rappresentano come imbizzarriti, appaiono calmi. In questa versione vi è anche un secondo cadavere. Il paesaggio in cui si svolge la scena è tipicamente settecentesco, comunque in linea con il poema che parla di una "ombrosa angusta valle" (canto XIX, 8, 5).

Particolare: Erminia e Vafrino rialzano Tancredi ferito

Particolare: il cadavere di Argante

Particolare: un secondo soldato, ucciso nel combattimento

Particolare: le armi di Tancredi

Particolare: i due cavalli
Il duello tra Argante e Tancredi è narrato all'inizio del canto XIX (ottave 1-28).

---

Aggiornamento 28.3.15: una immagine migliore delle nostre è ora disponibile sul sito della galleria.

Fonte
Cliccando sull'immagine presente sul sito della galleria, si ottiene
un ingrandimento che permette di osservare meglio tutti i particolari



sabato 21 marzo 2015

Michel Ier Corneille / Raphael van der Plancken e Tasso


Un bellissimo arazzo tessuto da Raphael van der Plancken, noto anche come Raphaël de la Planche a causa della francesizzazione del suo nome, è esposto ai Musei Capitolini di Roma.

L'arazzo dei Musei Capitolini

Il soggetto è senza dubbio da identificare nell'episodio di Erminia che soccorre Tancredi, narrato nel canto XIX della Gerusalemme liberata. Stranamente il Museo intitola l'arazzo "Clorinda e Tancredi", sviando così il visitatore inesperto.


Come noto, il cristiano Tancredi, innamorato della pagana Clorinda, non fu mai corrisposto dalla donna, anzi, fu lui stesso ad ucciderla per errore, credendola un uomo a causa dell'armatura che la ricopriva. La pagana Erminia, al contrario, si innamorò di Tancredi mentre si trovava prigioniera dell'eroe crociato. Fu proprio Erminia a soccorrere e a salvare Tancredi, gravemente ferito nel duello con Argante. Ad aiutarla c'era Vafrino, uno scudiero che si era occupato di lei proprio durante la prigionia. 

Particolare: Erminia e Vafrino rialzano Tancredi ferito

Particolare: Erminia

Particolare: Tancredi

Particolare: Vafrino

Particolare: i due cavalli trattenuti da un servitore e, sullo sfondo, il cadavere di Argante

Particolare del fregio

Più correttamente dei Musei Capitolini, sul sito della Società degli Amici del Louvre, viene intitolato Herminie reléve Tancrède [appunto Erminia soccorre Tancredi] un arazzo molto simile a quello romano, acquistato nel 2012 per il Castello di Châteaudun.


Il castello, si legge nella nota che accompagna l'immagine alla pagina web citata, "conserva una collezione di 70 arazzi di cui 50 sono stati tessuti a Parigi prima della creazione dei Gobelins.

Tra questi arazzi c'era un ciclo quasi completo della Storia di Tancredi e Clorinda dalla Gerusalemme liberata del Tasso, una serie eseguita su cartoni di Michel Corneille. Composta di sette scene [...]

La scena rappresentata, appartenente al canto XIX, mostra il momento in cui Erminia, accompagnata da Vafrino, ritrova Tancredi ferito dopo la battaglia. Si conoscono in tutto sei esemplari di questo episodio, di cui uno si trova alla prefettura di Nevers, la quale conserva anche l'episodio di Clorinda libera Olindo e Sofronia. Altri arazzi di questo ciclo appartengono al Museo delle Arti Decorative, che conserva una serie quasi intera tranne Tancredi fa costruire un mausoleo per Clorinda, di cui si conoscono solo due esemplari, tra cui quello di Châteaudun.

Se questo castello può ora esporre una serie completa, gli arazzi non provengono tuttavia dallo stesso ciclo. Il fregio con la decorazione floreale si ritrova solamente in altri tre esemplari conosciuti, di cui uno solo è conservato a Châteaudun (Il Battesimo di Clorinda). La sua descrizione suggerisce che si tratti di una consegna alla Corona dei laboratori parigini di Raphaël de la Planche, parente di Michel Corneille, la cui manifattura ha tessuto la maggior parte dei cicli della Storia di Tancredi e Clorinda" [traduzione e corsivi nostri].

Incuriositi, abbiamo iniziato una ricerca online e ci siamo imbattuti in una scheda che accompagna la vendita di due arazzi da parte della casa d'aste Christie's e in una nota del Catalogo Drouot. La prima fonte riporta sostanzialmente le informazioni della citazione della Società degli Amici del Louvre, tradotta più sopra; la seconda fornisce ulteriori dettagli sulle varie serie, sulle vendite e sulla collocazione degli esemplari conservati.

Riassumiamo le conclusioni della nostra breve ricerca online: il ciclo della Storia di Tancredi e Clorinda , tessuto dai de la Planche (il padre Raphaël e il figlio Sébastien François) su cartoni di Michel Corneille il Vecchio (detto anche Michel Ier Corneille), era composto da otto episodi, di cui sette sono citati da Maurice Fenaille (Etat général des Tapisseries de la Manufacture des Gobelins, Paris, 1923, vol. 1600-1900, pp. 359-362, che non ci è stato possibile consultare):

- Clorinda libera Olinda e Sofronia (canto II, 1-54)
- Tancredi incontra Clorinda (canto III, 21-28)
- Tancredi battezza Clorinda (canto XII; l'episodio del duello che si conclude con la morte della donna inizia all'ottava 52)
- Tancredi fa costruire un mausoleo per Clorinda (canto XII, 70-99; in particolare le ottave 94-95)
- Tancredi concede a Erminia la libertà (canto VI, 56-58)
- Erminia soggiorna presso i pastori (canto VII, 1-22; l'antefatto è al canto VI, 94-114)
- Erminia soccorre Tancredi ferito (canto XIX, 79-119; in particolare le ottave 102-114)

Ecco le immagini reperibili online:

Erminia tra i pastori:


Tancredi fa costruire un mausoleo per Clorinda:

Clorinda libera Olindo e Sofronia:

venerdì 20 marzo 2015

Angelo Celsi e Dante



Come gente che pensa a suo cammino. Persone e Personaggi della Divina Commedia è il titolo di una mostra itinerante promossa dalla Fondazione Credito Bergamasco per celebrare il 750^ anniversario della nascita di Dante Alighieri. Venticinque grandi dipinti di Angelo Celsi (15 relativi all'Inferno, 7 al Purgatorio e 3 al Paradiso) sono esposti a Romano di Lombardia (Museo  d'Arte e Cultura Sacra, dal 28 febbraio al 12 aprile) e, in seguito, saranno visibili a Verona (Chiesa di Sant'Elena, dal 24 aprile al 24 maggio), a Lovere (Atelier del Tadini, dal 6 giugno al 12 luglio), a Gromo (Palazzo Comunale, dal 17 luglio al 30 agosto), a Grumello del Monte (Chiesa del Buon Consiglio, dal 19 settembre al 18 ottobre), a Clusone (Oratorio dei Disciplini - Museo della Basilica, dal 7 novembre al 10 gennaio 2016) e a Lodi (Chiesa di San Cristoforo, nell'aprile 2016).

Ecco un'intervista ad Angelo Piazzoli, segretario generale della Fondazione Creberg, nel corso della quale vengono mostrate le opere dell'artista.