sabato 21 novembre 2015

I Festa-Campanile e Dante


Chi volesse dedicarsi ai rapporti tra arte e letteratura troverebbe nello studio delle opere figurative intese a illustrare i contenuti di un testo l'oggetto principale di studio.

Esiste però un filone minoritario, caratterizzato non tanto dalla transcodificazione per immagini di un personaggio o di un episodio, quanto dalla presenza nell'opera artistica della stessa fonte letteraria, ossia del libro a cui un pittore voleva riferirsi.

Un esempio di questo secondo gruppo è costituito da un quadro di autore ignoto, conservato presso il Palazzo delle Arti "Beltrani" di Trani, il cui titolo è Ritratto di Lorenzo Festa-Campanile con il figlio Nicola.

Il soggetto della tela è infatti il dono di un volumetto dell'Alighieri a un giovane da parte del padre (o, per suo tramite, di un amico del genitore).


Le domande che sorgono immediate allo spettatore sono: Chi sono, innanzi tutto, i due personaggi e come vengono caratterizzati? Qual è la causa del dono? Che cosa viene donato?

I protagonisti sono due, più un terzo che non compare, ma che viene evocato dal foglio che l'uomo più anziano ha in mano e che mostra allo spettatore.

Lorenzo Festa Campanile (1797-1870) è stato avvocato, erudito e politico. Con Pietro Tisci e Simone de Bello costituì il triumvirato del governo provvisorio nel 1860 (Fonte: "Tranesi Illustri").



Particolare: Lorenzo Festa-Campanile nel 1846

Nicola divenne un noto avvocato. Nel quadro è ritratto in età adolescenziale come vincitore di numerose medaglie al merito.

Particolare: Nicola Festa-Campanile nel 1846


Particolare: le medaglie dei premi vinti da Nicola Festa-Campanile


La lettera recita: "Un abbraccio per me al tuo Niccolino cui dirai, che serbi per mia memoria il Dante di Didot l'ainé che riceverai dal venditore. / Ama sempre / Il tuo aff. Franc. Avellino / Napoli 24. Ottobre 1864."

Sul mittente, da identificare con Francesco Maria Avellino (1788-1850), si legga la voce del Dizionario Biografico degli Italiani.

Particolare: la lettera


il volumetto è, come segnalato nella lettera, una copia dei famosi stampatori Didot , probabilmente di François-Ambroise Didot, detto "Didot l'ainé" ossia "primogenito".

Particolare: Il volume dell'Alighieri


Oltre a costituire un importante momento delle vicende familiari, motivazione che sta presumibilmente alla base della decisione del committente di fissarlo in un quadro, ai fruitori moderni la scena sembra descrivere un mondo ormai lontano, in cui studenti-modello ricevevano in dono da familiari, amici di famiglia o istituzioni pubbliche copie di classici della letteratura italiana. L'opera ha dunque anche una valenza "pedagogica", di storia della pedagogia in senso lato, per intendersi, come testimonianza di una fase storica ben definita e di tradizioni specifiche. Al pari di quadri in cui vediamo giovani intenti nella lettura o scolari seduti sui banchi a sfogliare le pagine di qualche libro, la tela di Trani ci racconta un'usanza (qui tipicamente borghese, ma che sappiamo estesa anche ad altri gruppi sociali), alla cui base stava la consapevolezza della indispensabile trasmissione del sapere e dell'amore per la cultura da parte del mondo adulto alle giovani generazioni.

lunedì 16 novembre 2015

Marco Rindori e Dante


Presso il Palazzo delle Arti "Beltrani" di Trani è in corso una mostra intitolata Trani inCanta Dante.


Vengono esposte molte tavole originali di Marco Rindori, già presenti in una analoga esposizione tenutasi a Matera. L'artista stesso ne parla in sul suo sito.

Le illustrazioni accompagnano il libro di Marino Alberto Balducci, intitolato Inferno. Scandaloso mistero, pubblicato nel 2011 dall'Editore MJM, una rivisitazione della Divina Commedia e del viaggio iniziatico di Dante.

Il prof. Balducci è infatti direttore del CRA-INITS (Carla Rossi Academy - International Institute of Italian Studies, un ente di formazione universitaria e ricerca, nato nel 1993, che mira a promuovere l'interpretazione e la divulgazione dei contenuti scientifici, letterari e morali del poema dantesco, attualizzandone i simboli attraverso un libero dialogo fra varie arti contemporanee.


Iacopo della palude [A] (particolare), Inferno, canto V, III unità tematica [64-84]


Gerione (particolare), Inferno, canto XVII, I unità tematica [1-33]


La derisione di Ulisse (particolare), Inferno, canto XXVII, prima unità tematica [1-3] 


L'illustrazione utilizzata per il poster della mostra e del catalogo:


Misteriosa apparizione di un'anima (particolare), Purgatorio, canto XXI, II unità tematica [7-33] 




domenica 15 novembre 2015

Antonio Bassi e Dante


Un Busto di Dante di Antonio Bassi (1889-1965) è visibile al secondo piano del Palazzo delle Arti Beltrani - Pinacoteca Ivo Scaringi di Trani.








Alcune note di Lucia Rosa Pastore forniscono i dati essenziali sul gesso: il busto fu donato alla città natale, Trani, nel 1924. Quando Bassi giunse a Vienna, alla fine del primo decennio del XX secolo, la capitale austriaca era imbevuta della figura del Sommo Poeta. Un'ipotesi avanzata dalla critica è che il giovane pugliese abbia potuto intrattenere dei contatti con lo scultore goriziano Alfonso Canciani, un cui bozzetto per un Monumento a Dante era stato premiato dall'Accademia di Belle Arti. Il busto venne esposto alla III Mostra dell'Arte Pugliese nel 1922.


[Fonte]


sabato 14 novembre 2015

Segnalazione: un convegno sul mito di Dante nell'Ottocento e nel Novecento


Nell'ambito delle celebrazioni dei 750 anni dalla nascita di Dante, presso il Palazzo delle Arti "Beltrani" di Trani, il 18 e 19 novembre 2015 si terrà un Convegno di studi intitolato Il mito di Dante nell'Ottocento e nel Novecento nelle arti figurative, nella musica e nel cinema.



Nella locandina compare il dipinto di Joseph Noel Paton, Dante medita sull'episodio di Francesca da Rimini e Paolo Malatesta, 1825 circa, Bury Art Museum.



Per dettagli sugli interventi e sui relatori, cliccare qui.


venerdì 13 novembre 2015

Dante a Treviglio


Nel sottopassaggio della stazione ferroviaria di Treviglio è possibile vedere un ritratto di Dante, una conferma della presenza del Sommo Poeta nella vita quotidiana.



A promuovere l'iniziativa, come risulta da un articolo del Corriere della Sera / Cronaca di Bergamo, è stato Marco Guerini, ribattezzato "l'angelo dei muri" per il suo impegno a cancellare scritte e frasi oltraggiose che deturpano le nostre città, e, allo stesso tempo, ad abbellire spazi vuoti con il consenso del Comune e dei legittimi proprietari.