martedì 26 aprile 2016

Un busto di Foscolo


All'interno del parco di Villa del Grumello a Como vi è un busto di Ugo Foscolo, testimonianza delle frequenti visite del poeta alla famiglia Giovio, allora proprietaria dell'immobile.




Per approfondire:

una pagina del sito Lombardia Beni Culturali

* lettera di Foscolo a Francesca Giovio (19 agosto 1809)

* Prose e poesie edite ed inedite di Ugo Foscolo, ordinate da Luigi Carrer, e corredate della vita dell'autore, Venezia, Edizioni del Gondoliere, 1842 [volume digitalizzato da Google]: pp. LXXXV-LXXXVI [cap. LXIII della Vita]; pp. 569-604 [Lettere al signor conte Giambattista Giovio]; pp. 606-613 [Alla giovane signora N. N.]

Sul legame tra il poeta e la contessina Giovio, nell'a. s. 2014/15, gli studenti delle classi IV e V del Liceo artistico "G. Terragni" di Como - Indirizzo audiovisivo multimediale hanno realizzato un bel video intitolato Felice giorno.






venerdì 22 aprile 2016

La mostra bibliografica e documentaria in occasione dei 500 anni dalla pubblicazione della prima edizione del Furioso


Fonte: Scheda Edit16


"Il 22 aprile del 1516 uscì a Ferrara la prima edizione dell’Orlando furioso, pietra miliare della letteratura cavalleresca italiana. Proprio lo stesso giorno, a cinquecento anni da quella fatidica data, la biblioteca cittadina, intitolata al grande poeta nel 1933, presenta la più importante esposizione di documenti ariosteschi mai realizzata a Ferrara. I frammenti autografi e le prime edizioni saranno al centro di una mostra di assoluto valore curata da Mirna Bonazza e Arianna Chendi, rispettivamente conservatore dei Manoscritti e dei Rari e responsabile delle Acquisizioni del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara."

Fonte: Biblioteca Ariostea di Ferrara


giovedì 21 aprile 2016

Segnalazione: lo speciale di Rai 5 su Ariosto



Link


Un'anteprima della mostra "Orlando furioso 500 anni. Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi"


[Fonte]


Dal 24 settembre 2016 all'8 gennaio 2017, presso il Palazzo dei Diamanti di Ferrara, si terrà la mostra Orlando furioso 500 anni. Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi.

Oggi, 21 aprile 2016, alle ore 15.30, il curatore della mostra, Adolfo Tura, presenterà in anteprima la mostra ai docenti universitari e agli insegnanti degli istituti scolastici di Ferrara.

La conferenza sarà trasmessa anche in diretta streaming su http://bit.ly/streaming_FE

[Fonte]

martedì 12 aprile 2016

Francesco Saverio Altamura e Tasso


Francesco Saverio Altamura si occupò a più riprese di Tasso.

Nel suo saggio sul pittore, pubblicato su "Iapigia", Anno VIII [1937], fasc. II [pdf], Costanza Lorenzetti cita le seguenti opere:

- Goffredo e l'Angelo (1847), p. 186; oggi fa parte della Collezione d'Arte della Città Metropolitana di Napoli. È il dipinto grazie a cui vinse il pensionato romano (come segnala anche la scheda del Dizionario Biografico degli Italiani);

Fonte

- Tasso a Sorrento (1847), p. 187;

- Tasso riconosciuto dalla sorella (1861), p. 208 [lo si può vedere su www.alamy.com, immagine EDB1A5].

domenica 10 aprile 2016

Francesco Saverio Altamura e Dante


Alla mostra Piero della Francesca: indagine su un mito è esposto un quadro di Francesco Saverio Altamura (1822-1897 - scheda del Dizionario Biografico degli Italiani), intitolato Ecco colui che andò all'inferno e tornò (1860-1865) e appartenente alla Collezione Venceslao di Persio di Pescara.

Fonte

Si tratta di un'opera insolita e interessante: il poeta appare isolato dal contesto cittadino ed è guardato con sospetto da tutti, proprio per la sua esperienza eccezionale.

Tra i lotti della Casa d'Aste Cambi compare un quadro che illustra la bufera infernale descritta nel canto V dell'Inferno, da identificarsi con La Bolgia dei lussuriosi (1860 circa), citato da Costanza Lorenzetti nel suo saggio sul pittore (pubblicato su "Iapigia", Anno VIII [1937], fasc. 2, p. 201, pdf)

Fonte

Nell'articolo citato la Lorenzetti segnala anche un Dante nella foresta (p. 195) e Due figure del limbo di Dante (p. 204), ispirato al verso "che sanza speme vivemo in desio" (Inf., IV, 42).

sabato 9 aprile 2016

Il video "Nature Is Speaking" e la concezione leopardiana della natura


In un video curato da Conservation International la Natura parla agli uomini con accenti tipicamente leopardiani.




venerdì 8 aprile 2016

Ritratti di Goldoni


Alle pareti della casa natale di Carlo Goldoni, ora trasformata in un museo che ne vuole tramandare la memoria, sono appesi vari ritratti del commediografo. Sono illustrati nelle descrizioni delle varie stanze, che compaiono sul sito del museo, e, in modo più ampio, su un booklet in formato pdf scaricabile dal medesimo (Da queste due fonti trarremo le informazioni; poiché ci è sfuggito di fotografare un quadro presente nelle descrizioni, abbiamo controllato i dati consultando la galleria che compare più oltre tra gli approfondimenti).

* Alessandro Falca, detto Longhi, Ritratto di Carlo Goldoni, dipinto a olio


* Alessandro Longhi, Ritratto di Carlo Goldoni, tempera su legno




* Giambattista Piazzetta (dis.) e Marco Alvise Pitteri (inc.), Ritratto di Carlo Goldoni con berretto (1754) [a destra nella foto]




"Quest’opera era molto apprezzata da Carlo Goldoni per  “l’amorosa cura di eternarmi davvero coll’eccellente opera delle sue mani” e “la bizzarra invenzione del berrettino e de’ naturali capelli, che rendono più costante la somiglianza”. " [Fonte]

"Questo ritratto -scrive Filippo Pedrocco nel booklet scaricabile online- risale ai primissimi mesi del 1754, come si ricava dalla lettera datata 17 luglio 1754, inviata dal Goldoni a Marco Pitteri. In questa lettera il commediografo esprime il suo vivissimo apprezzamento per l’opera, ringraziando il Pitteri per “l’amorosa cura di eternarmi davvero coll’eccellente opera delle sue mani” e dandone anche una prima valutazione critica: “Bizzarra è l’invenzione del berrettino e de’ naturali capelli, che rendono più costante la somiglianza. L’intaglio poi è di tal valore, che farà passare quest’altra opera sua fra le più stimate della sua mano”. E in effetti, l’incisione è di altissima qualità, caratterizzata da una notevole vivacità e freschezza d’intaglio, soprattutto resa più viva dall’informale berretto che conferisce all’allora quarantasettenne Goldoni un’aria gioviale e giovanile. Purtroppo di quest’incisione furono tirati pochi esemplari, perché il Pitteri quasi subito modificò il rame, sostituendo al berretto la parrucca." [Fonte, p. 10]

* Giambattista Piazzetta (dis.) e Marco Alvise Pitteri (inc.), Ritratto di Carlo Goldoni con parrucca (1754) [a sinistra nella foto precedente]

"È in effetti un secondo stato del ritratto con berretto, dove appunto al berretto viene sostituita la più formale parrucca. I motivi che spinsero il Pitteri a questa variazione non sono chiari; l’ipotesi più credibile è quella del Bottari che pensa che l’iniziativa del rifacimento sia stata presa autonomamente dal Pitteri “per avere cambiato parere”, forse volendo evitare di uscire da quelli che erano i canoni della ritrattistica “aulica” dell’epoca. L’effetto della sostituzione del berretto peggiora, in parte, la qualità dell’incisione, sia per la non felice esecuzione della parte rinnovata, soprattutto nel particolare dell’attaccatura della parrucca alla fronte, sia perché in generale il ritratto perde in freschezza, per assumere un tono più formale, forse meno in sintonia con la personalità del Goldoni." [Fonte, p. 10]

* Lorenzo Tiepolo, Ritratto di Carlo Goldoni, serigrafia a muro [manca immagine]

"Questo ritratto è collocato nel primo volume dell’edizione Pasquali delle Commedie (1761) ed è tratto da un disegno a matita nera di Lorenzo Tiepolo conservato all’Albertina di Vienna. Il disegno, a sua volta, è la copia di un dipinto giovanile di Alessandro Longhi. Probabilmente il ritratto non piacque molto al Goldoni, che nella lettera scritta a Francesco Albergati Capacelli da Parigi il 3 dicembre 1764 ne nega la verosimiglianza." [Fonte 1 e 2, p. 23]

Ecco il ritratto dell'edizione Pasquali:

Fonte: Christie's

Per approfondire:

* Una galleria di ritratti è presente sul sito dedicato ai drammi per musica del commediografo

lunedì 4 aprile 2016

Alfieri e un prezioso servizio per prima colazione


Nel 1810 Antonio Canova realizzò un Monumento a Vittorio Alfieri per la Basilica di Santa Croce. Per ringraziarlo, Louise-Maxililienne de Stolberg, vedova Stuart, Contessa d'Albany, donò allo scultore un servizio per prima colazione in argento e oro realizzato a Parigi dall'argentiere Jean-Baptiste-Claude Odiot (1763-1850). Si tratta, come si legge in una scheda esplicativa curata dal Museo Correr, di un "capolavoro [...] in puro design Impero, esaltato dalla superba qualità dei dettagli cesellati e delle finiture in oro lucido / opaco." Sulla custodia originale, rivestita in pelle verde, fu applicata la dedica: "Al Signor Antonio Canova, la Contessa d'Albany".





Nel 2015 il servizio è stato donato al Museo Correr di Venezia dal Comité Français pour la Sauvegarde de Venise, con il sostegno di Compagnie Plastic Omnium, e si trova esposto in una teca in una delle sale dedicate al maestro del Neoclassicismo.

François-Xavier Fabre, Vittorio Alfieri e la contessa d'Albany, 1796
Fonte

Fonte


Per approfondire:

* Studio per la stele funeraria di Vittorio Alfieri (Musei di Bassano del Grappa); si veda anche la Stele Tadini (Accademia di Belle Arti Tadini di Lovere)

* Bozzetto (Galleria d'Arte Moderna di Roma)

* Erma con testa di Vittorio Alfieri , conservata alla Gipsoteca di Possagno (scheda e foto Fondazione Federico Zeri)

* Stampa di Pietro Fontana, conservata dalla Galleria dell'Accademia Tadini di Lovere (BG) (scheda e foto Lombardia Beni Culturali)